Non c’è dubbio che nel passare da Yeongam a Suzuka, ovvero da uno degli ultimi (e più vuoti) eventi nel calendario di Formula 1 a uno tra i più classici (e seguiti) del mondiale, si apprezzi pienamente perché tutti noi, in un certo momento delle nostre vite, abbiamo deciso di innamorarci di questo sport.

Suzuka è uno di quei tracciati che, oltre a riportare alla mente per molti tifosi in tutto il mondo momenti da batticuore che hanno deciso i mondiali di Prost, Senna, Schumacher e tanti altri prima e dopo, presenta anche una sfida tecnica e sportiva non indifferente: composta da molte curve veloci in successione, piloti e monoposto sono messi sotto stress da cinquantatré giri dove ogni errore costa tantissimo e ogni centesimo va guadagnato con coraggio e talento.

Per questo l’attenzione sul GP di Giappone, che andrà in scena domenica, è altissima nonostante il risultato appaia ancora una volta scontato: dopo quattro vittorie consecutive che hanno quasi definitivamente annullato gli avversari, Sebastian Vettel proverà a fare cinquina a Suzuka e, sperando in un Alonso fuori dai punti o classificato ai margini della Top 10, a festeggiare il suo quarto titolo mondiale consecutivo.

Un primo match ball, con altri quattro a dispoizione tra India e Brasile, per chiudere una stagione per molti già finita: lo sa Alonso, che dopo la Corea vede impossibile rimontare le Red Bull, ma che rimane il primo degli inseguitori davanti a Raikkonen ed Hamilton che dopo domenica scorsa si sono scambiati per l’ennesima volta il posto in classifica piloti.

Terzo e quarto per due talenti condizionati dalla scarsa costanza delle loro vetture, in un’altalena di prestazioni che probabilmente continuerà fino a fine anno, lasciandoli in balia delle performance delle loro squadre e di come interagiranno con le mescole che la Pirelli porterà in pista da qui fino ad Interlagos.

Il rapporto tra Suzuka e la Pirelli è tra i più travagliati: nel 2011 le mescole impiegate furono la media e la soft, l’anno scorso alle gomme più morbide furono affiancate le dure e quest’anno alle dure verranno affiancate le medie. Una scelta molto conservativa, forse presa dopo la delaminazione occorsa a Perez durante il GP di Corea, che dovrà fare i conti con gli altissimi carichi che si generano in un giro di pista.

Emblematica dello stress meccanico che le componenti sopportano in gara è la curva 130R, penultima del circuito: una veloce piega a sinistra che le vetture affrontano a più di 300 km/h,  generando 3.1 G di forza laterale. Ancora più carico arriva alla curva 7, chiamata “Dunlop”, che stresserà i “rivali” Pirelli fino a ben 3.7 G, con battistrada che supereranno i 110 gradi di temperatura per la gioia degli uomini FOM e delle loro telecamerine termiche.

Visto il tanto carico sulle gomme, è facile prevedere che tutti saranno obbligati a fare dalle due alle tre soste, spezzettando molto un GP che dovrebbe corrersi in condizioni meteo perfette: tutto l’opposto di quanto previsto (e sbagliato) in Corea solo cinque giorni fa.

Gli orari del fine settimana

Venerdì, 11 Ottobre
03:00 – 04:30 Libere 1
07:00 – 08:30 Libere 2

Sabato, 12 Ottobre
04:00 – 05:00 Libere 3
07:00 Qualifiche

Domenica, 13 Ottobre
08:00 2013 FORMULA 1 JAPANESE GRAND PRIX

Massimo Caliendo


Stop&Go Communcation

Il GP del Giappone potrebbe già laureare Vettel campione del mondo per la quarta volta sullo storico circuito che ha già visto negli anni passare molti campioni.

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2013/10/suzuka_2013_preview.png Suzuka, preview: l’anteprima del GP del Giappone 2013