Sebastian Vettel, s.v. Dopo i primi cinque GP dell’anno, stra-vinti, era già automaticamente considerato il campione 2011. Nel giorno della definitiva consacrazione, a Seb manca qualcosa: è forse lo stress per un risultato largamente anticipato che sta finalmente per concretizzarsi, ma il Vettel di ieri si emoziona un po’ più del dovuto, cede anche al nervosismo, e alla fine esce battuto in gara. Ma in un giorno così, in fondo, il risultato finale conta fino ad un certo punto.

Mark Webber, 4 Quattro, come la sua posizione d’arrivo: solita partenza imbarazzante, conseguente ovvia rimonta dove sorpassa auto stratosfericamente più lente con la macchina stratosfericamente più veloce. Nel 2011, il suo compagno di squadra ha vinto nove GP su undici, Webber neanche uno. Finale di stagione sempre meno brillante.

Lewis Hamilton, 5 Lewis “il Webber della McLaren” Hamilton vive il suo momento peggiore della stagione: regolarmente battuto da un compagno di squadra in crescita esponenziale, sfoga la sua aggressività nella direzione sbagliata e continua a scontrarsi, con Massa, mentre vorrebbe farlo con Alonso e Vettel. E’ forse il momento peggiore della sua carriera in F1, manca dal podio dal GP di Germania (unica vittoria dell’anno) ed è penultimo nella classifica dei piloti che contano.

Jenson Button, 10 Se possibile è ancora più performante di quando vinse il mondiale: con la Brawn poteva passeggiare, e stra vincere, con la McLaren è costretto a fare delle grandi gare e, da qualche settimana a questa parte, non si tira indietro. Quinto podio consecutivo, terza vittoria stagionale, e otto punti di vantaggio nel rush finale per il titolo di vice-campione che si contenderà con Alonso fino alla fine.

Fernando Alonso, 9 La Ferrari è, ancora una volta, un po’ più lenta dei diretti rivali: Alonso però, come sempre, ci mette molto del suo e, dopo una partenza un po’ anonima, suona la carica e guadagna un secondo posto probabilmente al di sopra delle possibilità della squadra. Nel finale prova la rimonta su Button, e riduce il ritardo da cinque secondi ad uno: l’inglese, però, sta amministrando, e nel finale manda un chiaro messaggio col giro più veloce della gara.

Felipe Massa, 4,5 Ancora un pomeriggio difficile, ancora una domenica sera passata a smaltire l’arrabiatura per l’ennesimo contatto con Hamilton, che, dice Felipe, gli costa l’arrivo a podio. Considerata la gara dei primi tre, e come Alonso scappi via molto prima del contatto incriminato, il podio era comunque fuori portata: per l’ala danneggiata, se era così distruttiva per la gara, bastava cambiarla al pit-stop successivo, cosa che si guarda bene dal fare. Forse per avere la scusa pronta?

Michael Schumacher, 7,5 Quando, per tre giri, è in testa alla gara a Suzuka, qualche ricordo nostalgico è affiorato nella mente dei ferraristi più sfegatati. Poi torna alla realtà, ma porta la Mercedes ad un bellissimo sesto posto, nonostante un piccolo contatto con Webber.

Nico Rosberg, 7,5 Tanta guida al limite e un tempismo perfetto per la Safety Car gli consentono di rimontare dalla decima alla ventitreesima posizione. Ad inizio week-end non era certo il miglior risultato auspicabile, ma considerato il disastro in qualifica il punto conquistato domenica è oro.

Bruno Senna, 4 Stretto in partenza, e costretto a perdere diverse posizioni, dal compagno di squadra Petrov, Senna rimane invischiato nel traffico e la sua gara è rovinata immediatamente.

Vitaly Petrov, 6 Buon nono posto dopo una partenza non esaltante, dove danneggia nache Senna, ma poi bravo a rimontare e chiudere a punti.

Rubens Barrichello e Pastor Maldonado, s.v. Un altra puntata del fallimento di epiche proporzioni della Williams 2011. Qui a Suzuka, con alcuni aggiornamenti, ci si aspettava un grande risultato. E’, invece, l’ennesimo week-end disastroso, con una macchina che manca di passo gara e una Safety Car uscita al momento sbagliato per entrambi.

Adrian Sutil e Paul di Resta, 6 Knockin’ on heaven’s door, in piena zona punti per tutta la gara, poi rovinata dalla Safety Car. Entrambi i piloti, sulla stessa strategia, perdono il piazzamento in Top 10 per pura sfortuna.

Kamui Kobayashi, 5 Splendida qualifica, vanificata in partenza quando la sua Sauber va in anti-stallo, facendogli perdere diverse posizioni. Sfortunato perché atteso alla grande gara davanti al suo pubblico, e invece il protagonista assoluto è il suo compagno di squadra.

Sergio Pérez, 7 Gran lavoro sulle sue gomme, gestite alla perfezione, che gli consentono di fermarsi solo due volte ai box e, nonostante tutto, segnare anche il secondo giro più veloce della gara. Punti importanti per la Sauber, che grazie al doppio zero in casa Force India accorcia a sei lunghezze il gap verso il sesto posto nei costruttori.

Sébastien Buemi, s.v. Unico ritirato, dopo 12 giri, per aver perso la ruota anteriore destra dopo un pit-stop. Il mancato serraggio ha portato anche ad una multa di 5,000 euro per la Toro Rosso.

Jaime Alguersuari, 5 A lungo in lotta per le posizioni ai margini della Top Ten, ma cala nel finale e all’ultimo giro viene superato da Maldonado, ma nella lotta per la quindicesima e sedicesima posizione.

Heikki Kovalainen e Jarno Trulli, 7,5 Miglior gara nella storia recente della Lotus, entrambi i piloti chiudono la gara nel giro del leader. Ancora una volta Heikki vince il derby delle piccole scuderie, ma non fa più notizia.

Daniel Ricciardo, 6 Porta la sua HRT al traguardo, davanti a Liuzzi che però soffre i soli sedici giri accumulati nelle libere e una monoposto rattoppata in gara.

Vitantonio Liuzzi, 6 Ancora una gara molto dura, con la monoposto che lo appieda sia venerdì che sabato e in gara non trova il passo. Tre giri di ritardo da Vettel, uno dal compagno di squadra, ma porta la macchina al traguardo, e per una scuderia così piccola è sempre importante.

Jérôme d’Ambrosio, 6 Davanti al compagno di squadra per gran parte della gara, in un duello infiammato che, però, lo vede uscire battuto.

Timo Glock, 6,5 Come spesso accade alla Virgin, le Lotus vanno troppo forte e le HRT troppo piano: i due piloti battagliano per la posizione, e nel finale Glock riesce a superare d’Ambrosio al trentottesimo giro.

Massimo Caliendo


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