In Bahrain la tradizione della Ferrari è senza dubbio favorevole. La Rossa, su sette edizioni, è riuscita a portare a casa quattro successi, uno con Michael Schumacher, due con Felipe Massa ed uno con Fernando Alonso, capace di ottenere tre vittorie a Sakhir grazie pure alla doppietta con la Renault nel 2005 e nel 2006. Nonostante questo preambolo positivo, la scuderia di Maranello giunge in Medio Oriente con il morale basso dopo la brutta prestazione in Cina, e le stesse aspettative per domenica non sono delle più rosee.

Stefano Domenicali, Team Principal della scuderia, si assume le responsabilità per il mancato risultato cinese: “Sapevamo che a Shanghai e a Sakhir avremmo avuto dei problemi – ha spiegato una volta tornato a Maranello – Certo, dispiace però non essere stati in grado di raccogliere in Cina quei punti che erano nelle nostre possibilità. Penso che avevamo il potenziale per poter mettere Fernando almeno fra i primi cinque e Felipe in zona punti ma entrambi sono stati praticamente sempre nel traffico e non sono mai riusciti, soprattutto lo spagnolo, a girare con costanza con la pista libera davanti. Così la carenza di velocità di punta ha costretto Fernando a dover cercare i sorpassi in altri punti del tracciato e a prendere dei rischi”.

A Sakhir le difficoltà saranno più o meno le medesime con l’idea che le Pirelli possano rappresentare un fattore fondamentale per giudicare le prestazioni delle vetture: “In Bahrain dovremo cercare di limitare i danni in maniera più efficace di quanto non abbiamo fatto in Cina, cercando soprattutto di sfruttare nel modo migliore gli pneumatici, sia in qualifica che in gara – ha puntualizzato in seguito – Capire quanto e come si può tirare fuori dagli pneumatici è il fattore chiave in questo inizio di stagione. Può fare la differenza e noi dobbiamo migliorare la nostra capacità di analisi e di previsione”.

Nonostante tutte le difficoltà del momento, Alonso occupa la 3° posizione del Mondiale a 8 punti soltanto da Lewis Hamilton: “Questo ci deve servire di stimolo per accelerare ulteriormente lo sviluppo della monoposto – ha continuato nella disamina – La vera partita in queste settimane si gioca a Maranello, dove tutti stanno spingendo forte per cercare di trovare ogni possibile centesimo di secondo di prestazione, in ogni area. Qualche novità la vedremo al Mugello ma ci prenderemo fino all’ultimo giorno disponibile prima del GP di Spagna per introdurre gli ultimi aggiornamenti. Sono sicuro che anche i nostri avversari stiano facendo lo stesso: si tratta quindi di dimostrare che possiamo essere più bravi di loro, facendo un lavoro migliore”.

Mattia Fachinetti


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