Stefano Domenicali ha il difficile compito di risollevare un ambiente come quello in casa Ferrari reduce da una stagione 2011 a dir poco deludente e da un pre-Campionato che non ha soddisfatto in pieno gli uomini in rosso. Soprattutto la scuderia di Maranello ha completamente virato la sua iniziativa, puntando su una vettura nuova e quindi tutta da scoprire nelle sue caratteristiche.

In aggiunta Domenicali ha voluto parlare dell’evoluzione che sta caratterizzando la squadra: “Nello sport esistono i cicli. La McLaren negli ultimi tredici anni ha vinto solo un titolo Costruttori e uno Piloti, la Renault ha avuto due stagioni fantastiche e poi più nulla, la Brawn ha vissuto una sola stagione, la Mercedes in due anni ha ottenuto soltanto due podi e da tre anni c’è il ciclo della Red Bull – ha messo in luce all’inizio – Noi nel 2010 siamo partiti con un ciclo tecnico nuovo: passi importanti sono stati fatti a livello di organizzazione e di metodologia di lavoro, penso soprattutto alle aree della simulazione e delle strategie”.

Poi Domenicali analizza la realtà Ferrari rispetto ai rivali: “L’aerodinamica non è ancora al livello adeguato: non è facile trovare le persone giuste ma questo deve essere uno stimolo per chi lavora da noi – ha detto – Ve lo dico io che ho vissuto in prima persona l’era Schumacher e mi ricordo quanto abbiamo sofferto prima di arrivarci: la Ferrari tornerà ad essere protagonista di un altro ciclo vincente. Le basi ci sono. Per il resto quest’anno la Red Bull parte ancora davanti La McLaren è in forma, la Mercedes ha fatto un passo avanti e la Lotus va forte ma anche l’anno scorso partì bene. Ho visto bene anche Toro Rosso e Force India, soprattutto sul giro secco. In tanti faranno degli sgambetti all’inizio poi la situazione si normalizzerà ma mi aspetto che tutti siano più vicini l’uno all’altro rispetto al 2011”.

Il Team Principal della scuderia italiana inoltre non si spaventa dinanzi alle critiche piovutegli addosso, rispondendo da par suo: “Mi sento sempre in discussione ma nei confronti della mia famiglia con cui non riesco a stare mai – ha risposto a riguardo – La pressione ce l’ho sulle spalle, com’è giusto che sia. Non sono io a disegnare la macchina: il mio compito è dare ai miei uomini tutto ciò di cui hanno bisogno in termini di organizzazione e struttura. Detto questo, so benissimo quali siano le mie responsabilità. C’è pressione ma sento il supporto di tutta la squadra e del Presidente Montezemolo”.

Infine Domenicali non ha potuto evitare due argomenti come il Resource Restriction Agreement (RRA) ed il Patto della Concordia in scadenza a fine anno: “Gli accordi sulla riduzione dei costi sono ancora validi e stiamo valutando se possa spettare alla FIA farli rispettare, introducendo sanzioni di carattere sportivo – ha concluso sull’argomento – Perché l’anno scorso non abbiamo chiesto di fare le verifiche che pure erano previste nell’accordo? Perché non volevo che suonassero come una scusa per la nostra prestazione, molto semplice. Quanto al Patto della Concordia posso soltanto dire che stiamo andando avanti: magari, dopo quello che è accaduto all’omonimo transatlantico all’Isola del Giglio, potremmo non chiamarlo più così”.

Mattia Fachinetti


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