Sette giorni e scopriremo le gerarchie che regneranno per la stagione 2012 ormai alle porte. I test hanno tutto e niente, dal momento che le scuderie hanno lavorato soprattutto in ottica di accumulo di dati e di sviluppo dei vari componenti per cercare di arrivare all’esordio stagionale di Melbourne con il miglior pacchetto possibile.

La Ferrari sicuramente sta lavorando duramente per sviluppare una vettura completamente nuova, ma Stefano Domenicali, Team Principal della scuderia, sdrammatizza il tutto con un famoso paragone calcistico: “A chi mi chiede se oggi firmerei per un terzo posto a Melbourne rispondo che io non firmo nulla. Magari succede come nel 1982, quando al Mundial l’Italia partì male e poi, alla fine, vinse: quando conta (dopo tre pari nella fase a gironi arrivò il trionfo con il 3-1 in finale contro la Germania, ndr) – ha detto – E quanto al silenzio stampa voglio ribadire che non c’è nessuna scelta del genere. A Barcellona avevamo deciso che parlasse soltanto il responsabile tecnico, Pat Fry, e poi Fernando (Alonso, ndr) ha detto due parole allo stadio, un posto di passione per eccellenza. Tutto qui”.

Domenicali è il primo a riconoscere le difficoltà emerse nei test, ma vieta la parola pessimismo: “Nulla di tutto questo ma soltanto consapevolezza di noi stessi – ha proseguito nella disamina – Abbiamo comunicato in modo realistico i problemi che avevamo perché la trasparenza fa parte del mio modo di essere. La mancanza di soddisfazione nasce dal fatto che non sono stati centrati i nostri obiettivi tecnici: è quindi tutta riferita a noi stessi. Dove siamo rispetto agli altri non lo sappiamo con certezza e la nostra insoddisfazione potrebbe anche rivelarsi eccessiva. Detto questo, un quadro più consolidato delle gerarchie in pista lo avremo dopo le prime quattro gare”.

Successivamente ha spiegato da dove derivi questa sorta di insoddisfazione: “Avevo chiesto ai nostri tecnici una macchina estrema perché, diversamente, non saremmo stati in grado di recuperare il gap rispetto ai migliori – ha continuato nel discorso – La prima configurazione degli scarichi ha fatto vedere un buon potenziale ma ci ha dato problemi: le gomme si surriscaldavano e la prestazione non era stabile. Quindi abbiamo dovuto cambiare, anche se non mi ha fatto certo piacere farlo. Lavoriamo ancora sulla soluzione originaria ma non potremo provarla fino ai test del Mugello di inizio maggio perché crediamo che possa dare un bel vantaggio di prestazione”.

Mattia Fachinetti


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