Tornato in piena attività dopo la pausa estiva, ad una settimana di distanza dal Gran Premio d’Europa tenutosi sull’insidioso circuito cittadino di Valencia il carrozzone della F.1 si prepara a piantare le tende nell’affascinante cornice di Spa Francorchamps, che ospitò il primo week-end della massima serie per monoposto nel lontano 1950, anno in cui ad imporsi fu l’immenso argentino Juan Manuel Fangio al volante dell’italianissima Alfa Romeo.  

Sin dagli albori della sua storia, il tracciato di Spa, ubicato nei dintorni della città di Stavelot, si caratterizzava per le elevatissime velocità, in grado di fare la differenza tra i veri campioni e i piloti della domenica, grazie soprattutto alla presenza della terrificante combinazione costituita dall’Eau Rouge e dal Raidillon, dove notoriamente i drivers più smaliziati evitano di alzare il piede anche se la ragione consiglierebbe altrimenti.  

Nel corso degli anni, la pista situata nella verdeggiante regione collinare delle Ardenne ha subito modifiche significative con l’obiettivo di garantire una sempre maggiore sicurezza ai piloti, pur mantenendo intatto tutto il suo fascino, derivante anche dalla possibilità per gli spettatori di assistere a gare altamente spettacolari, sebbene di sovente falsate dalla pioggia.  

Tra i migliori interpreti del circuito belga, che riporta immediatamente alla memoria degli appassionati curve da ‘pelo’ quali Stavelot, Malmedy e Blanchimont, oltre al celeberrimo rettilineo del Kemmel, il tornante La Source e la chicane battezzata Bus Stop in quanto vicina ad una fermata degli autobus di linea, non possono essere dimenticati il compianto Ayrton Senna e il sette volte iridato Michael Schumacher, capaci di vere e proprie prodezze nel periodo in cui ebbero modo di infiammare tifosi e persino profani dell’automobilismo sportivo, in virtù delle imprese giudicate dai più ai limiti delle possibilità umane. Il campione brasiliano, storica bandiera della McLaren, ottenne nel Gran Premio del Belgio edizione 1985 il secondo successo in carriera dopo quello liberatorio maturato sotto la pioggia battente dell’Estoril al volante della nera Lotus sponsorizzata dalla John Player Special, salvo poi riappropriarsi del gradino più alto del podio nel quadriennio che va dal 1988 al 1991, come a voler disegnare in punta di matita un’irripetibile capolavoro in continuum. Il record di trionfi spetta comunque a Kaiser Schumi, ormai legato a doppio filo con la scuderia di Maranello, anche se al momento del suo arrivo, era il 1996, molti tra coloro che ai giorni nostri si dissero pronti a dargli il benvenuto per Valencia 2009, gridarono invece allo scandalo soltanto a sentir parlare del tedesco al posto dell’idolatrato siculo-avignonese Jean Alesi. Schumacher seppe ripagare la fiducia attribuitagli ponendo il sigillo sulla prestigiosa trasferta delle Ardenne in ben sei occasioni, senza tuttavia riuscire ad infilare il magico poker che vide Senna al vertice di Spa per quattro anni consecutivi.  

In tempi più recenti, l’onore e l’onere di concludere sul gradino più alto del podio è toccato ai ferraristi Kimi Raikkonen e Felipe Massa, con il finlandese tre volte vincitore tra il 2004 il 2007, e il brasiliano, quest’anno costretto a disertare l’appuntamento per i postumi dell’infortunio rimediato nelle qualifiche del Gran Premio d’Ungheria lo scorso 25 luglio, proclamato re dell’edizione 2008 a tavolino, per via di una penalizzazione inflitta a Lewis Hamilton, transitato per primo sotto la bandiera a scacchi ma sanzionato dai commissari a causa di un discusso taglio di chicane.        

Nel Gran Premio in programma il prossimo fine settimana, l’ago della bilancia sembra pendere in favore della triade composta da Ferrari, McLaren e Red Bull. Raikkonen conosce ormai alla perfezione le insidie presentate dalla pista belga, inoltre vorrà sicuramente cancellare dalla sua mente l’errore che lo proiettò contro il muro nel 2008, privandolo di fatto di una possibile vittoria. Buone prospettive in casa McLaren, anche se Hamilton preferisce mantenere un basso profilo per via dello scarso downforce della MP4-24. Si respira aria di riscatto nei solitamente goliardici ambienti Red Bull, resi però molto più sobri dalla debacle di Sebastian Vettel e Mark Webber nel Gran Premio d’Europa. Maggiore incertezza su quel che potranno combinare gli alfieri della Brawn Grand Prix, visto che il pacchetto BGP001 non ha finora dato l’impressione di poter reggere il passo dei migliori su circuiti veloci tipo Spa, situati oltretutto in zone ad alta variabilità climatica.   

McLaren:  

La vittoria sfiorata a Valencia dal campione del mondo in carica Lewis Hamilton ha donato agli uomini della scuderia di Woking, consapevoli di poter contare su ottime basi per impostare il progetto della vettura 2010, ulteriore fiducia in vista dell’appuntamento previsto sullo storico circuito di Spa Francorchamps. In Belgio, sulla MP4-24 si vedranno nuovi affinamenti aerodinamici preparati allo scopo di competere al meglio della condizione su di un tracciato veloce, anche se Hamilton già mette le mani avanti rivelando che la tipologia della pista non dovrebbe esaltare le qualità della McLaren. Di sicuro l’inglese ci proverà ad indirizzare la squadra sui binari giusti, ma l’osservato speciale sarà soprattutto il finlandese Heikki Kovalainen, atteso ad una prova convincente dopo il quarto posto ottenuto nel Gran Premio d’Europa. 

Ferrari:  

Archiviato un altro piazzamento sul podio ad opera di un motivato Kimi Raikkonen in quel di Valencia, la scuderia di Maranello può guardare con fiducia all’imminente tappa in programma sul circuito di Spa Francorchamps. Anche in questo caso, come già accaduto nel week-end del Gran Premio d’Europa, il vincitore dell’edizione 2008 Felipe Massa non avrà modo di essere della partita. Raikkonen, forte di tre successi in Belgio, ha fatto capire nelle ultime uscite di saper condurre per mano la squadra verso traguardi ambiziosi: l’ex iridato si trova quindi di fronte all’occasione giusta per riacquistare una volta per tutte quella credibilità che ultimamente pareva irrimediabilmente perduta. Fine settimana decisivo per Luca Badoer, al quale i vertici del Cavallino chiedono a gran voce di voltare pagina dopo l’opaca prestazione sfoderata a Valencia. Se le performance del pilota veneto non miglioreranno sensibilmente, è altamente improbabile un suo impiego nel determinante Gran Premio d’Italia, dove la Ferrari non solo si gioca la possibilità di chiudere al terzo posto nel Mondiale costruttori, ma mette anche sul piatto la propria reputazione. Sulla carta, i saliscendi e i curvoni di Spa dovrebbero comunque esaltare il pacchetto F60, anche se il meteo potrebbe riservare delle sorprese.  

Bmw:  

Dalle parti di Monaco di Baviera fioccano, gara dopo gara, aggiornamenti aerodinamici presentati come miracolosi, poi però i piloti titolari Nick Heidfeld e Robert Kubica si accorgono già dalle prove libere che la realtà è ben diversa. In Belgio, la scuderia di matrice tedesca ha la possibilità di mettere il naso nella top ten, ma risulta difficile pretendere di più, anche perché gli sviluppi arrivano ormai per tutti col contagocce. 

Renault:  

Il sesto posto conquistato da Fernando Alonso a Valencia e il contemporaneo ingaggio del promettente rookie Romain Grosjean al posto del giubilato Nelson Piquet, hanno riacceso nei vertici Renault la volontà di reagire ad una situazione già largamente compromessa sul fronte della classifica costruttori. Forse è davvero troppo tardi per pensare ad un finale di stagione in crescendo stile 2008, Alonso e Grosjean però non sembrano volerne sapere di correre tanto per fare presenza.  

Toyota:  

L’oggetto misterioso del Mondiale 2009 continua ad essere la TF109: redditizia in alcuni Gran Premi, finisce poi di punto in bianco per essere malinconicamente confinata nelle posizioni di rincalzo senza uno straccio di spiegazione apparente. Qual è l’oscuro male che da Melbourne a questa parte attanaglia la creatura partorita negli stabilimenti di Colonia? Nel Gran Premio d’Europa, l’italiano Jarno Trulli, ormai quasi rassegnato a non raggiungere nemmeno un accordo di massima per il rinnovo con Toyota in chiave 2010, ha smesso di pensarci per evitare un comprensibile esaurimento nervoso, mentre il suo compagno di colori Timo Glock ha chiuso il fine settimana di Valencia zeppo di dubbi sulla reale condizione del pacchetto TF109. Forse qualcuno dovrebbe riflettere sulla possibilità di aprire un’apposita agenzia di scommesse allo scopo di raccogliere ‘puntate’ su come la Toyota si comporterà di gara in gara.  

Toro Rosso:  

La nuova versione della STR4 presentata nel week-end dell’Hungaroring ha consegnato nelle mani di Sebastien Buemi, assurto al ruolo di caposquadra dopo il licenziamento di Bourdais, una vettura nel complesso capace di tenere un buon ritmo sia sul giro singolo che nell’arco di un Gran Premio. A Valencia, il giovane pilota svizzero non è però sembrato in grado di sfruttare al massimo il pacchetto, mentre dal suo nuovo compagno di colori Jaime Alguersuari risulta prematuro attendersi risultati degni di nota. Nella prossima tappa, l’obiettivo realistico sarà quello di rivaleggiare con Force India e forse Toyota, anche se la scuderia diretta da Vijay Mallya sembra aver imboccato la strada giusta per un finale di stagione che potrebbe portare i primi punti mondiali. 

Red Bull:  

I sopravvenuti problemi di affidabilità palesati dalla RB5 a Valencia preoccupano gli uomini della compagine austriaca, visto che al termine del campionato mancano soltanto sei gare, e da qui ad Abu Dhabi ogni passo falso si pagherà ovviamente molto caro. Di sicuro la Red Bull non è la vettura ideale per competere ai massimi livelli sui circuiti cittadini, come dimostrano i risultati ottenuti da Sebastian Vettel e Mark Webber domenica scorsa. Il tedesco ha dato l’impressione di essere un po’ sfiduciato in vista della sfida di Spa Francorchamps, ma si sa che Sebastian ritrova facilmente la voglia di combattere non appena riabbassa la visiera. Ha bisogno di lucidità anche l’australiano, incapace di inserirsi nella lotta per la zona punti nel recente Gran Premio d’Europa. Il circuito belga dovrebbe comunque esaltare le caratteristiche estreme del progetto RB5, pertanto non costituirebbe di certo una sorpresa rivedere i due alfieri Red Bull in cima alla tabella dei tempi fin dalla giornata di venerdì.  

Williams:  

Il quinto posto portato a casa da Nico Rosberg a Valencia conferma la bontà del pacchetto FW31, anche se il tedesco ha già ampiamente dimostrato di essere pronto per tagliare traguardi più ambiziosi. Sarà comunque interessante scoprire il rendimento della Williams nel fine settimana di Spa Francorchamps, su di un circuito veloce completamente diverso rispetto al ‘cittadino’ dove si è tenuto il Gran Premio d’Europa. Poche speranze sono riposte su Kazuki Nakajima, finora non rivelatosi in grado di sbloccare la classifica.  

Force India:  

Il suo proprietario Vijay Mallya avrà anche una montagna di debiti a dispetto del gigantesco yacht che faceva bella mostra di sé nel porto di Valencia, ciononostante la VJM02 di Adrian Sutil e Giancarlo Fisichella sta cominciando a far vedere con regolarità progressi sempre più evidenti. Il tedesco ha saputo cogliere nel Gran Premio d’Europa un rigenerante decimo posto, segno che la scuderia indiana ha saputo indirizzare lo sviluppo della monoposto nel senso giusto. Manca la gioia di un piazzamento nella top 8, ma non è detto che da qui a fine stagione uno dei pupilli scelti da Mallya non sappia regalargli la più dolce delle soddisfazioni.  

Brawn:  

Della serie ‘se ci sei, batti un colpo’, in casa Brawn Grand Prix si è scoperto che l’ottimismo pre-Valencia ostentato dal leader del campionato Jenson Button aveva una sua precisa ragione d’essere. Sì, perché l’inglese in gara non è andato oltre un misero settimo posto, sufficiente comunque per incrementare il suo vantaggio sui rivali della Red Bull, ma nel frattempo Rubens Barrichello ha dimostrato come il progetto BGP001 possa ancora consentire alla squadra diretta da patron Ross di centrare il cosiddetto bersaglio grosso. Permane tuttavia qualche incertezza sulle reali chance del duo Button-Barrichello a Spa, dove solitamente il meteo ballerino ci mette del suo per complicare la vita a chi ancora non si può dire del tutto convinto di avere risolto definitivamente i problemi di resa degli pneumatici, in un Gran Premio capace di presentare condizioni climatiche spesso mutevoli.  

Ermanno Frassoni


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