Fine settimana denso di emozioni quello andato in scena sullo storico circuito di Spa Francorchamps, da sempre teatro di sfide affascinanti capaci di esaltare i personaggi più genuini della massima formula per monoposto.  

Kimi Raikkonen, soltanto sesto sulla griglia di partenza anche in virtù delle strategie adottate dal muretto Ferrari, è salito prepotentemente al comando subito dopo la breve fase di neutralizzazione grazie ad un imperioso sorpasso ai danni del comunque irresistibile Giancarlo Fisichella, inatteso poleman nelle qualifiche del sabato pomeriggio, che le ha davvero tentate tutte pur di resistere agli attacchi del finlandese, mantenendosi poi a stretto contatto col ferrarista fino allo sventolare della bandiera a scacchi.  

Notevole prova di forza, quindi, per un ritrovato Raikkonen, la cui ultima vittoria in un Gran Premio di F.1 si era registrata più di un anno fa in Spagna, sul circuito di Montmelò, prima dell’inizio di una misteriosa crisi personale che sembra essersi conclusa positivamente proprio sul tracciato delle Ardenne. Ottimi riscontri per il già citato Fisichella, che dopo i primi giri ha saggiamente compreso di non poter contrastare l’ascesa del rivale ferrarista, preferendo così accomodarsi in un più che confortevole secondo posto finale.  

Alle spalle del 36enne pilota romano, ancora in attesa di una chiamata dalla scuderia di Maranello nella speranza di rilevare il deludente Luca Badoer nel week-end del Gran Premio d’Italia in programma a Monza il prossimo 13 settembre,  a fare una comparsata sul podio ci ha pensato Sebastian Vettel, perfettamente in grado di racimolare punti preziosi nell’economia del campionato a dispetto di una condotta di gara redditizia ma non particolarmente spettacolare.  

Soddisfazione meritata per gli alfieri Bmw Robert Kubica e Nick Heidfeld, rispettivamente quarto e quinto al traguardo, con il promettente driver polacco che ha finalmente potuto disporre di una vettura all’altezza delle sue ambizioni. Qualche punto di consolazione per Heikki Kovalainen e Rubens Barrichello, in una giornata rivelatasi poco proficua per McLaren e Brawn Grand Prix. A completare la top 8 un convincente Nico Rosberg, abile nel trarre il massimo da una Williams apparsa piuttosto a disagio sul velocissimo circuito belga.  

Ad aprire la pagina dei delusi è il leader del campionato del mondo Jenson Button, finito in testacoda a Les Combes nel corso del primo passaggio per un’incomprensione con il rookie della Renault Romain Grosjean: nella carambola hanno dovuto dire addio alla corsa il malcapitato Lewis Hamilton e il portacolori della Toro Rosso Jaime Alguersuari. Week-end iniziato bene ma concluso decisamente peggio per l’abruzzese Jarno Trulli, che oltre ad aver danneggiato il musetto anteriore al momento dello spegnersi del semaforo rosso, è poi incappato in un problema di refuelling al pit-stop.  

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Classifica Costruttori (clicca qui)  

Le valutazioni  

Jenson Button (voto 4,5): Eliminato a sorpresa nella seconda manche di qualifica quando invece il suo compagno di scuderia arriva agevolmente in Q3 artigliando la quarta piazza, l’inglese dimostra di avere perso la bussola almeno da un paio di gare a questa parte. Alla vigilia del Gran Premio del Belgio afferma di volersi concentrare sulle prove libere del venerdì per impostare bene il week-end, poi però al sabato il suo apporto al team si rivela pressoché inesistente, prima del ritiro immediato in gara. Per lui si tratta della prima casella vuota della stagione, ma se non si ricorda al più presto di essere ancora il leader della classifica, il Mondiale rischia davvero di perderlo.   

Rubens Barrichello (voto 6): Parte da una buona posizione a differenza del compagno di squadra, purtroppo però non riesce a sfruttare il vantaggio ‘piantandosi’ al via e perdendo ovviamente diverse posizioni. Dopo il restart supera rabbiosamente il ferrarista Luca Badoer con una manovra strepitosa compiuta ad una velocità di oltre trecento chilometri orari nel tratto verso Blanchimont, poi bada soprattutto a mantenere la concentrazione in vista del traguardo, anche perché negli ultimi giri il suo motore comincia a fumare. Chiude settimo una gara tutto sommato non così negativa, anche se un piazzamento tra i primi cinque sarebbe stato possibile senza l’errore in partenza.  

Sebastian Vettel (voto 8,5): Nei primi frangenti non dà l’impressione di poter lottare per il podio, almeno fino a quando i suoi tempi diventano più costanti permettendogli di precedere le sorprendenti Bmw di Robert Kubica e Nick Heidfeld. Guadagna terreno nella classifica piloti lasciandosi alle spalle il compagno di colori Mark Webber, a Button però deve ancora recuperare diciannove punti tra Monza e Abu Dhabi. Obiettivo possibile, soprattutto se il britannico della Brawn Grand Prix continuerà ad esprimersi sui poco entusiasmanti livelli di Valencia e Spa Francorchamps.  

Mark Webber (voto 4,5): A guardare la classifica del week-end belga, l’australiano di casa Red Bull pare aver messo in scena una sbiadita fotocopia di quanto mostrato una settimana fa a Valencia, ma l’aggravante consiste nel fatto che stavolta Webber ha finito per calcare un po’ troppo le tinte nell’episodio avvenuto in corsia box con Nick Heidfeld, di lì a poco sanzionato da drive-through. Che motivo c’era di ‘stringere’ il tedesco della Bmw contro il muretto, salvo poi farsi immediatamente sverniciare al momento del rientro in pista? Compresa la gravità dell’errore, Mark commette ancora un paio di sbavature in frenata faticando ad entusiasmare tifosi e addetti ai lavori su di un circuito ‘vero’ che ai piloti non concede imperfezioni. A Monza dovrà ‘raffreddare’ la mente e correre mettendo da parte la pressione, anche perché i suoi rivali diretti Vettel e Barrichello non hanno lasciato Spa a mani vuote.  

Kimi Raikkonen (voto 10): Pochi attimi prima di calarsi nell’abitacolo della sua F60 rivela a chiare lettere di puntare alla vittoria. Qualcuno forse non gli crede, lui però non se ne cura e nemmeno sembra preoccupato da una partenza in terza fila. Il sistema di recupero dell’energia cinetica installato sulla Ferrari compie il proprio dovere al via, ma da quel momento in poi le sorti della scuderia di Maranello dipendono solo dai funambolismi del taciturno finlandese. A Spa torna al successo dopo oltre un anno di digiuno, cogliendo il quarto centro in carriera su di un circuito che evidentemente ne esalta le qualità di guida. Sale al quinto posto in campionato e consente alla Ferrari di consolidare la terza piazza nella graduatoria riservata ai costruttori, complice la mezza debacle della McLaren. Da Monza però ci sarà bisogno di un compagno di squadra capace di portare ulteriori punti in cascina alla scuderia di Maranello.  

Nico Rosberg (voto 7): Il tedesco porta a termine la consueta gara d’attacco traendo il meglio da una Williams che deve fare i conti con il ritorno di Bmw e Toyota nelle zone nobili della classifica. Soffre un po’ in qualifica, ma allo start del Gran Premio si pone l’obiettivo di entrare in zona punti, chiudendo in una tutto sommato positiva ottava piazza. Sulla pista delle Ardenne non può competere in termini prestazionali con il duo Kubica-Heidfeld, anche perché la FW31 sembra più a proprio agio su tracciati tipo Valencia. A Monza potrebbe non andare molto diversamente.  

Lewis Hamilton (voto 5): Alla fine aveva ragione lui. Lo scarso downforce proposto dal pacchetto MP4-24 ben difficilmente poteva garantire al campione del mondo in carica un piazzamento tra i primi cinque in gara, ma il dubbio non sembra appartenergli, visto che dopo pochi metri il suo Gran Premio è già finito. Non ha colpe nell’incidente innescato da Button e Grosjean al via, di certo però partire più avanti avrebbe potuto evitargli il crash a Les Combes.  

Jarno Trulli (voto 6,5): Non è un fulmine al via, ma effettivamente gliene capitano di tutti i colori. Abilissimo in qualifica tanto da conquistare un’incredibile partenza in prima fila al fianco del connazionale Giancarlo Fisichella, allo start della gara l’abruzzese rovina l’alettone anteriore ed è costretto a recarsi ai box per effettuare le riparazioni del caso. Come se non bastasse, rimane vittima di un problema di refuelling durante un pit-stop, dovendo così dire addio ad ogni velleità. Meriterebbe il massimo dei voti per le performance fornite il sabato pomeriggio, ma la cattiva sorte lo manda in crisi alla domenica. Un vero peccato, anche perché non si sa quale potrà essere il rendimento dell’imprevedibile Toyota in quel Gran Premio d’Italia dove Trulli ci terrebbe a ben figurare.  

Heikki Kovalainen (voto 7): Parte quindicesimo e adotta una strategia utile a riportarlo in zona punti, il suo ritmo di gara non è però sufficiente per consentirgli di insidiare le prime cinque posizioni. In concomitanza della tappa di Spa Francorchamps, in McLaren si è deciso di fare a meno del passo corto visto a Valencia, ciononostante il risultato ottenuto dal finlandese non può soddisfare appieno le ambizioni della scuderia di Woking.  

Timo Glock (voto 6,5): In qualifica è lontano anni luce dalle prestazioni ‘monstre’ realizzate dal compagno di squadra Jarno Trulli, eppure allo spegnersi del semaforo rosso sembra in grado di portare a compimento una bella rimonta. Nella prima fase di gara staziona nelle zone nobili della classifica, poi però accusa un problema di refuelling sulla vettura al momento del pit-stop, e deve fare di necessità virtù tentando una risalita impossibile dalle retrovie. Vede il traguardo al decimo posto, ma deve recriminare soprattutto nei confronti dei vertici Toyota, apparsi piuttosto impreparati nell’affrontare col dovuto aplomb i frangenti determinanti della corsa.  

Fernando Alonso (voto 7): Un circuito strappacuore come quello di Spa Francorchamps non può non esaltare un pilota dal piede pesante del calibro di Alonso, che punta tutto su un primo stint lungo in modo da recuperare posizioni. Il gioco sembra inizialmente funzionare, peccato solo che al via Adrian Sutil sia finito contro una ruota del due volte iridato, danneggiando irrimediabilmente il copricerchio. Al pit-stop l’anteriore sinistra non vuole saperne di avvitarsi, ed è probabile che la crew Renault abbia rivissuto in quei concitati momenti le vicende che portarono alla squalifica del team per l’episodio dello pneumatico perso dallo stesso Fernando a Budapest. Meglio non rischiare, quindi, ma per il mai domo driver spagnolo arriva un ritiro che lascia l’amaro in bocca.  

Nick Heidfeld (voto 8): La Bmw torna inaspettatamente competitiva sui curvoni di Spa, e il veterano tedesco riesce a trarre il massimo dalla F1.09 tagliando il traguardo in una rigenerante quinta piazza. Il suo smaliziato compagno di scuderia Kubica lo precede di un paio di secondi all’arrivo, ma Heidfeld può essere soddisfatto del risultato ottenuto. Punti importanti per la scuderia bavarese, che comunque ha già deciso di abbandonare la F.1 al termine della stagione.  

Giancarlo Fisichella (voto 10): Dopo aver dominato in lungo e in largo le qualifiche, il pilota romano scatta ottimamente dalla pole position prima di subire il (prevedibile) sorpasso da Kimi Raikkonen al termine del rettilineo del Kemmel, momento in cui Fisichella capisce che la sua Force India non ne ha a sufficienza per sperare in una clamorosa vittoria. Non rinuncia mai a farsi vedere negli specchietti della Ferrari del finlandese, andando ad infastidire fino all’ultimo passaggio di gara quella vettura dipinta di rosso che Giancarlo sogna di guidare da Monza fino al ritorno in attività di Felipe Massa. C’è da augurarglielo, perché Luca Badoer ha dimostrato anche a Spa di non saper portare punti a Maranello, fattore questo che dovrebbe convincere i vertici del Cavallino a giocare la carta di un driver esperto e fisicamente integro del calibro di Fisichella.  

Robert Kubica (voto 8,5): Protagonista fin dalle qualifiche, il 24enne pilota polacco tiene un buon passo in gara e sfiora un piazzamento sul gradino più basso del podio che avrebbe di certo rallegrato gli uomini della Casa di Monaco di Baviera. Il ritiro a fine stagione della Bmw è cosa fatta, ma da qui ad Abu Dhabi si tratta soprattutto di salvare l’onore. Kubica fa bene la sua parte e lascia Spa con un quarto posto in grado di infondere ottimismo in Mario Theissen e soci per un finale di stagione in crescendo. 

Sebastien Buemi (voto 5): Poco più veloce di Alguersuari in qualifica, lo svizzero della Toro Rosso fatica a risalire in gara, come a voler dimostrare che probabilmente gli aggiornamenti aerodinamici proposti dalla ‘storica’ rivale Force India si sono rivelati decisamente più probanti. Termina dodicesimo davanti a Nakajima e Badoer, lui però non sembra più possedere la serenità necessaria per ripetere le eccellenti prestazioni che a inizio stagione hanno sorpreso persino gli uomini della scuderia faentina.   

Adrian Sutil (voto 4,5): Mentre il suo compagno di colori Giancarlo Fisichella si invola con apparente facilità verso una meritatissima piazza d’onore, ecco che il tedesco della Force India si trova a vivere un pessimo fine settimana su di una pista che almeno sulla carta avrebbe dovuto esaltarne le qualità. Al via si dimostra un po’ troppo irruento su Fernando Alonso, poi si preoccupa soltanto di portare la vettura sana e salva ai box concludendo in una insipida undicesima posizione.  

Kazuki Nakajima (voto 4): Nelle prime fasi della corsa viene superato praticamente da tutti, come se il giapponese più che un pilota di F.1 fosse un birillo impazzito messo lì tanto per mettere più pepe alla competizione. Alla fine scompare letteralmente nel confronto con il compagno di squadra Nico Rosberg, e chiude in una poco onorevole tredicesima piazza davanti al solo Badoer.  

Luca Badoer (voto 4): E’ vero che il pilota veneto scelto dalla scuderia di Maranello per rimpiazzare l’infortunato Felipe Massa non disputava dei Gran Premi dal lontano 1999, ora però Badoer dovrebbe avere la lucidità di dire basta. Alla vigilia di Spa si pone l’obiettivo di entrare in Q2, invece la sua avventura nelle qualifiche del Gran Premio del Belgio finisce miseramente nella sabbia nella prima manche per un’incomprensione con il sopraggiungente Sebastian Vettel. Partenza dall’ultima fila dello schieramento e chance per la gara ridotte al lumicino. Alla fine Luca chiude quattordicesimo senza riuscire nemmeno ad impensierire Nakajima, che sul traguardo lo precede di svariati secondi. La Ferrari ha bisogno di due piloti stabilmente in zona punti per mantenere il terzo posto nel campionato costruttori, ma il 38enne driver di Montebelluna non può e soprattutto non deve rientrare nei programmi di Maranello in vista della cruciale tappa monzese. La prova d’appello c’è stata, inutile e forse anche dannoso per la reputazione del pilota prolungare oltre l’agonia. 

Jaime Alguersuari (voto 5): Pecca un po’ di inesperienza al via nel momento in cui finisce contro la McLaren di Lewis Hamilton a Les Combes, ciononostante in qualifica aveva mostrato di saper reggere il passo del più navigato compagno di scuderia Sebastien Buemi. Non potendo svolgere test al volante della Toro Rosso da qui al termine della stagione, vedere la bandiera a scacchi avrebbe potuto giovargli, stavolta però l’impresa non gli riesce.  

Romain Grosjean (voto 4,5): Nel dopo gara gli attribuiscono tutte le responsabilità per l’incidente che al via toglie di scena Jenson Button, Lewis Hamilton e Jaime Alguersuari. L’ex top contender della GP2 Main Series non è certo uno che va per il sottile, ma quanto meno bisognerebbe riconoscergli il concorso di colpa con l’attuale leader del campionato, arrivato forse un po’ troppo allegramente dalle parti di Les Combes quando mancavano ancora 44 giri prima della bandiera a scacchi. Come per Alguersuari, di sicuro per lui sarebbe stato più produttivo poter macinare dei chilometri in vista dei prossimi appuntamenti.  

Ermanno Frassoni


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/fisi-spa.jpg Spa – Le Pagelle del week-end: Raikkonen interrompe il digiuno Ferrari, Fisichella mostra di meritare una chance a Maranello