Vettel inarrestabile, Raikkonen no. La super partenza di Alonso, la forza di Hamilton e il solito Maldonado: ecco le pagelle del GP del Belgio.

Red Bull – Renault
Sebastian Vettel, 8,5
Tutto troppo facile, all’apparenza: al sabato Hamilton non si prende più, ma non serve neanche prendersi rischi per rincorrerlo. Basta sverniciarlo in rettilineo, e in mezzo giro aumentare il divario fino ad un secondo e mezzo, per far chiaro che anche in Belgio non ce n’è per nessuno: Vettel non è neanche più l’uomo da battere, è semplicemente l’uomo imbattibile.

Mark Webber, 7
Il quinto posto, ai limiti dell’anonimato, non rende giustizia ad un pilota costretto ancora una volta a zoppicare in partenza per colpa di problemi alla frizione (anche gli appassionati di statistica avranno perso il conto di quanti sono stati…). Per tutto il GP è in bagarre per recuperare le posizioni perse, ma segna qualche giro veloce quando può a dimostrazione che avrebbe potuto giocarsi la vittoria. Danni al KERS permettendo, ovviamente.

Ferrari
Fernando Alonso, 9
La fortuna gli restituisce in partenza una piccola parte di ciò che gli aveva tolto un anno fa: stavolta azzecca la linea giusta, ben all’interno, e infila quattro piloti alla Source per poi superare Button, Rosberg ed Hamilton nei tre giri successivi. Una gara splendida, dove ha voluto dimostrare una volta di più che la Ferrari è fortemente aggrappata a lui per qualsiasi, remota, possibilità di giocarsi il mondiale. La monoposto è ancora in difficoltà con alte temperature come visto al venerdì pomeriggio e le qualifiche del sabato, pur con grave errore che gli costa molte posizioni poi recuperate al via, non traggano in inganno: la Red Bull è ancora lontanissima.

Felipe Massa, 6
La partenza caotica gli complica la gara e fin dalle prime curve ingaggia un lungo duello con Grosjean per la settima posizione: ne esce vincitore anche grazie all’aiuto involontario di Perez, che spinge il francese fuori pista, ma ancora una volta è in ombra rispetto al risultato del compagno di squadra. Dov’è la vera Ferrari? Più vicina al fondo o alla cima della Top 10? Il finale di stagione, forse, chiarirà meglio ciò che la prima metà dell’anno non è riuscito ad indicare.

McLaren – Mercedes
Jenson Button, 6
La strategia funziona a metà e non paga nel finale con un sesto posto sotto la bandiera a scacchi: partito per fare una sosta e passato con molto ritardo alle classiche due fermate ai box, Button respira per qualche giro l’aria della parte alta della classifica guidando in testa per un paio di giri e puntando convinto al podio fin quando non è costretto a cambiare le gomme per la seconda volta.

Sergio Pérez, 4
La sua gara è rovinata dall’inutile “spinta” a Grosjean in una fase di sorpasso che gli costa un drive trough e, alla fine, la zona punti. I commissari sono molto severi e la manovra senz’altro non è stata pulitissima, ma è chiaramente frutto della foga e non di una chiara volontà di mettere il collega fuori pista. Un problema quindi di attenzione, che rende l’accaduto ancora più grave.

Lotus – Renault
Kimi Räikkönen, 5
Rimane in pista solo venticinque giri, terminando così nella sua pista preferita il suo record di ventisette arrivi a punti consecutivi. Per quello che mostra, però, non è al massimo della condizione fin da subito: poi la visiera a strappo di qualche pilota si infila nella presa d’aria del suo freno sinistro e causa un surriscaldamento che lo costringe progressivamente a diminiure il ritmo e a ritirarsi dopo un dritto alla nuova chicane.

Romain Grosjean, senza voto
La strategia ad una sosta, che fallisce con Button, non paga neanche Grosjean: il grosso, però, lo fa il fuoripista causato da Perez, che gli fa perdere la posizione su Massa e ogni chance di inseguire le Mercedes quando si trova tappato dal brasiliano che gira più lentamente di lui. Più sfortunato che altro, giudizio sospeso.

Mercedes
Nico Rosberg, 7
Un peccato aver di nuovo subìto la velocità di Hamilton in qualifica: in gara Rosberg copia i tempi del compagno di squadra e chiude solo ad un paio di secondi dalla vettura gemella. La grossa differenza passa sopratutto al sabato, dove non riesce a trovare il ritmo giusto in qualifica e sente sempre di più la pressione arrivare dall’altro lato del box.

Lewis Hamilton, 9,5
Non sbaglia nulla al sabato, firmando la quarta pole position consecutiva, e alla domenica parte con la consapevolezza di non poter far gara contro Vettel: quando è superato anche da Alonso è sopreso, come denuncia per radio, ma non si scompone e porta a casa un altro podio dopo la vittoria in Ungheria. Lui è in grandissimo stato di forma, la Mercedes sembra finalmente aver trovato una consistenza in gara che possa tradursi in punti pesanti, e chissà che l’anno prossimo le frecce d’argento non siano davvero le protagoniste. Con un pilota come Hamilton, poi, tutto è possibile.

Sauber – Ferrari
Nico Hülkenberg e Esteban Gutiérrez, 4
Brutta gara per le due Sauber, con Hulkenberg che subisce sorpassi da Vergne e Sutil chiudendo tredicesimo e Gutierrez che scivola in quattordicesima posizione dopo un drive trough rimediato per aver tagliato la chicane guadagnando un evidente secondo sugli inseguitori.

Force India – Mercedes
Paul di Resta, 7,5
Non parte benissimo, in parte vanificando la bella qualifica del sabato, ma lotta per i punti in un bel gruppo con le Sauber e le Toro Rosso fin quando Maldonado non decide di tamponarlo: la sua Force India va letteralmente in pezzi e la gara finisce lì, incolpevole.

Adrian Sutil, 9
Chiude nono, e non è certo il miglior risultato per la Force India, ma Sutil in gara è un assoluto piacere: tra i tanti sorpassi si distingue quello a Gutierrez scendendo all’Eau Rouge, con una mano sul volante e l’altra a mandare a quel paese il giovane collega forse un po’ troppo arrembante nella sua difesa.

Williams – Renault
Pastor Maldonado, 3
Tampona due Force India nello spazio di un metro: in bagarre con altre quattro auto prima si sfiora con Sutil e, per paura di aver rotto il muso, punta la corsia dei box pretendendo di tagliare la pista diagonalmente senza curarsi degli altri piloti che lo circondano. Il risultato è un bel botto per Di Resta, che si ritira, e dieci secondi di stop&go per Maldonado, che chiude diciassettesimo.

Vallteri Bottas, senza voto
La Williams è, “curiosamente”, in debito d’ossigeno anche a Spa: il passo gara non c’è e il quindicesimo posto finale è tanto anonimo quanto la monoposto biancoblu del 2013.

Toro Rosso – Ferrari
Daniel Ricciardo e Jean-Éric Vergne, 6
Entrambi si riprendono dopo una qualifica disastrosa e alla fine Ricciardo rimedia un punto infilando Perez negli ultimi giri. Vergne è rallentato da una foratura nel finale, e chiude poco più dietro, dodicesimo.

Caterham – Renault
Charles Pic, senza voto
Nel giorno in cui van der Garde porta la Caterham in Q2, Pic perde l’occasione di mettersi in mostra al sabato. Domenica, dopo pochissimi giri, si ritira per una perdita d’olio.

Giedo van der Garde, 10
La prestazione al sabato, con un terzo tempo in Q1 festeggiato come una pole (e ci sta tutta!) non può nascondere le difficoltà alla domenica di gestire una gara difficile nelle retrovie: al traguardo è sedicesimo davanti a Maldonado, e non gli si poteva chiedere di più.

Marussia – Cosworth
Jules Bianchi e Max Chilton, 7
Da quindicesimo e sedicesimo in partenza a ventesimo e ventunesimo alla fine del primo giro: “miracoli” da Spa, dove la pioggia può regalarti una qualifica storica ma la pista non può permetterti di tenerti dietro chi ne ha di più.

Massimo Caliendo


Stop&Go Communcation

Vettel inarrestabile, Raikkonen no. La super partenza di Alonso, la forza di Hamilton e il solito Maldonado: ecco le pagelle del GP del Belgio.

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2013/08/belgio_2013_pagelle_vettel.jpg Spa, le pagelle del GP del Belgio 2013