Sebastian Vettel, 8,5 L’intuizione di emulare la strategia di Button porta a Vettel un secondo posto fondamentale nella lotta al titolo, che lo risarcisce in parte del Gran Premio d’Europa dove si ritirò lasciando la vittoria ad Alonso. Con lo spagnolo fuori gioco, il divario si riduce a ventiquattro punti in classifica, e la sua interpretazione delle gomme Pirelli rimarrà senz’altro un fattore chiave per le prossime corse.

Mark Webber, 6,5 Non è veloce come Vettel, ed è costretto ad una strategia a due soste, ma riesce comunque ad agguantare un buon sesto posto dopo essere partito dodicesimo causa sostituzione del cambio. Rimane in corsa per il mondiale, anche se la posizione persa su Massa nel finale potrebbe pesare più avanti in stagione.

Jenson Button, 10 Come sempre succede quando vince, la gara è semplicemente perfetta: parte da una pole position inarrivabile per chiunque, non lascia mai la testa della gara neanche in occasione del suo singolo pit-stop e gestisce le sue gomme splendidamente tanto che a fine gara i tecnici Pirelli sono quasi sorpresi della perfezione del suo battistrada. Paga ancora, però, lo smarrimento vissuto nella prima metà dell’anno, che lo lascia ben lontano dalla vetta della classifica e anche dal compagno di squadra Hamilton.

Lewis Hamilton, s.v. Si tocca in partenza con Grosjean e da il via alla carambola infernale della prima curva: sicuramente non valuta al meglio lo spostamento del francese, anche se è complessivamente incolpevole.

Fernando Alonso, s.v. Un bruttissimo incidente che mette fine ad una gara potenzialmente molto interessante: lo spagnolo, nonostante una qualifica non buona, era davanti a tutti i diretti rivali e avrebbe potuto lottare per il podio. Poi arriva la Lotus di Grosjean a rimbalzargli sul musetto, e ogni previsione sfuma.

Felipe Massa, 7 Questo è il Massa che la Ferrari si aspetta: anche se fatica a raggiungere i risultati di Alonso, Felipe lotta costantemente nella Top 10 e alla fine si mette dietro Webber con grande merito, aiutando il compagno di squadra nella lotta mondiale. Il quinto posto di ieri è il suo secondo miglior risultato stagionale, dietro al quarto posto di Silverstone: sulle piste veloci Felipe si esalta, quindi aspettative altissime per Monza.

Michael Schumacher, 7 Trascina la sua Mercedes, senza sesta marcia e con le gomme posteriori a pezzi, in settima posizione. Forse sperava meglio nel giorno del suo trecentesimo GP, ma visto che c’è chi si ostina a non contare il GP di Francia del 1996 in cui, partendo dalla pole, ruppe il motore nel giro di schieramento senza prendere parte alla gara, facciamo che si festeggia a Monza. Una pista che lo ha visto dominare più di una volta.

Nico Rosberg, 6 Forse con qualche giro in più nelle libere avrebbe potuto raccogliere un punto: invece è costretto a partire dall’ultima fila un po’ perché non ha velocità con l’assetto di Schumy e un po’ perché ha sostituito il cambio, e dopo il primo giro è già tredicesimo. Da lì, però, guadagna solo altre due posizioni e finisce fuori dalla top 10.

Kimi Räikkönen, 7,5 Nonostante fosse tra i favoriti prima della gara, il terzo posto è sempre sembrato l’unico obiettivo possibile per il finlandese: costantemente alle prese con mancanza di grip sopratutto con gomme nuove, deve molto del buon risultato allo strike iniziale del compagno di squadra.

Romain Grosjean, s.v. La sua diagonale in partenza elimina dalla gara Hamilton, Alonso e Perez, costringendo Kobayashi e Maldonado a ripartire dal fondo del gruppo e gli costa l’ennesimo ritiro nei primi giri di gara. Cinquantamila euro di multa e squalifica dal prossimo GP a Monza: forse più un vantaggio che uno svantaggio, ritrovarsi nel cuore del tifo Ferrari dopo il disastro combinato ieri.

Paul di Resta, 8 L’incidente della partenza lo mette in ottima posizione per lottare con i primi, ma perde quasi subito il KERS e su una pista così veloce è costretto a lottare duramente per non scivolare fuori dalla Top 10. Alla fine strappa l’ultimo punto in palio, in un gran week-end per la sua squadra.

Nico Hülkenberg, 8 Grandissima gara per Hulkenberg che si avvantaggia della carambola iniziale per mettersi dietro ai primi insieme al compagno di squadra Di Resta: come detto, lo scozzese poi perde inevitabilmente posizioni, mentre Nico porta la sua Force India alla quarta piazza consentendo alla squadra di superare la Williams in classifica costruttori.

Kamui Kobayashi e Sergio Pérez, s.v. Dalla splendida qualifica del sabato alla terribile partenza della domenica: i due, secondo e quarto sulla griglia, sono entrambi vittime del Grosjean-style della prima curva. Pérez si ritira subito, Kobayashi deve fermarsi ai box e ripartire dall’ultima posizione, senza riuscire a recuperare oltre il diciottesimo posto.

Daniel Ricciardo e Jean-Éric Vergne, 5 La Toro Rosso torna a punti, cosa che non succedeva dalla gara in Malesia: Vergne e Ricciardo lottano tra di loro per l’intera durata della gara, chiudendo l’uno in scia dell’altro rispettivamente in ottava e nona posizione.

Pastor Maldonado, 4 Ancora una volta molto “falloso”: parte in anticipo perché gli scivola la frizione dalle mani, poi al restart dopo la safety car causata dall’incidente al primo giro tampona Glock ed è costretto a ritirarsi. Per queste due infrazioni subisce due penalità di cinque posizioni in griglia a Monza.

Bruno Senna, 6 Nonostante il giro più veloce in gara, Senna soffre di un eccessivo consumo delle gomme posteriori, che lo costringono a due soste ai box e, di fatto, ad un risultato fuori dalla zona punti.

Heikki Kovalainen, 4 Splendido decimo alla fine del primo giro, poi scivola naturalmente nelle posizioni di fondo gruppo visto il passo della sua Catheram. Due testacoda solitari lo mettono, però, dietro al compagno di squadra e alle due Marussia. Multato a fine gara di diecimila euro per “unsafe relase” al momento del suo pit-stop, dove arriva al contatto in pitlane con Karthikeyan.

Vitaly Petrov, 6 Quattordicesimo, primo dei piccoli team aiutato dal week-end stortissimo del compagno di squadra.

Pedro de la Rosa, 6,5 Diciottesimo, chiude la gara in ultima posizione dopo aver duellato con Catheram e Marussia nonostante la chiara differenza di velocità.

Narain Karthikeyan, 6 Rottura della sospensione e conseguente perdita della ruota anteriore sinistra lo costringono al ritiro.

Charles Pic e Timo Glock, 6 Battaglia epica tra i due della Marussia nel giorno della cinquantesima gara della piccola scuderia nero-arancio: alla fine la spunta Glock, con gomme più fresche grazie alla strategia a due soste al contrario di quella del francese, che emula i primi con un solo pit-stop ma non preserva le sue Pirelli altrettanto bene.

Massimo Caliendo


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