Sotto i fuochi d’artificio cala la bandiera a scacchi sulla quinta edizione del Gran Premio di Singapore: ed è stata proprio una gara pirotecnica quella che ha avuto luogo sotto i riflettori del circuito di Marina Bay, con ben due interventi della Safety Car e tantissimi duelli in pista come raramente accade nei tracciati cittadini.

Dopo cinquantanove giri, due in meno di quelli previsti, è tornato al successo Sebastian Vettel: il tedesco, che partiva terzo dietro ad Hamilton e Maldonado, ha costruito il suo successo in partenza riuscendo a scavlcare subito il collega della Williams per lanciarsi all’inseguimento di Hamilton.

Quando la McLaren del pilota inglese ha ceduto per un problema idraulico, costringendolo al ritiro, Vettel ha raccolto la prima posizione davanti alla seconda delle frecce d’argento, quella di Jenson Button, che non è però mai stato in grado di impensierirlo. L’unico spavento, per la coppia di testa, c’è stato sotto regime di Safety Car, la prima di giornata, innescata dall’incidente di Karthikeyan: a due curve dalla prima ripartenza, infatti, il rallentamento di Vettel ha colto di sorpresa Button, costretto ad una manovra d’emergenza per evitare il leader della gara.

Tutti molto più cauti in occasione del secondo re-start, dopo la neutralizzazione obbligata dal tamponamento di Schumacher a Jean Eric Vergne: la coppia di testa ha potuto, così, fuggire via di nuovo, arrivando al traguardo davanti a Fernando Alonso.

Lo spagnolo, con il terzo posto di oggi, si garantisce ancora un buon margine in classifica mondiale e porta a casa un podio forse insperato: senz’altro fondamentale, per questo risultato, è il ritiro di Hamilton e la strategia non perfetta di Maldonado, che in lotta con lo spagnolo ha deciso di montare gomme super-soft costringendosi, di fatto, ad una sosta aggiuntiva. Il venezuelano si è poi ritirato con problemi idraulici.

Il pilota della Ferrari, vista l’impossibilità di raggiungere i primi, ha poi dovuto fare i conti con la Force India di Paul Di Resta, al miglior risultato in carriera e ottimo quarto a meno di quattro secondi dallo spagnolo sul traguardo.

È andata meno bene all’altra Force India, quella di Hulkenberg, che è finito tra le ultime posizioni dopo essere rimasto coinvolto in un contatto con Kobayashi che gli ha procurato una foratura. Il giapponese della Sauber, invece, ha chiuso tredicesimo perché costretto a cambiare il musetto. Entrambi erano candidati ad un posto in Top 10.

Alle spalle di Di Resta, così, ha chiuso Nico Rosberg, protagonista di una bellissima gara che gli ha permesso di classificarsi davanti alle Lotus di Raikkonen e Grosjean, con i due che si sono scambiati di posizione dopo la seconda safety car per ordine del team. Raikkonen, così, rimane terzo nella classifica irdiata, proprio dietro a Vettel ed Alonso, mentre Hamilton scivola al quarto posto a cinquantadue punti dall’asturiano.

In scia delle due Lotus ha chiuso Felipe Massa: il brasiliano oggi è stato costretto ad una difficilissima rimonta dopo una foratura subìta in partenza. Con dei bellissimi sorpassi, Massa ha quindi guadagnato l’ingresso in zona punti, nonostante un momento di autentico panico quando, stretto da Bruno Senna, ha quasi perso il controllo della sua Ferrari sullo stretto ponte di Marina Bay.

Alle spalle di Massa arrivano al taguardo i due australiani, con Ricciardo davanti a Mark Webber: i due hanno preceduto un Sergio Perez arrivato al traguardo con l’ala anteriore danneggiata per un contatto con Webber che sarà investigato in queste ore. Per il messicano, però, dopo il podio di Monza arriva un undicesimo posto non soddisfacente.

Grande gioia, invece, in casa Marussia con Glock dodicesimo che firma il miglior risultato nella storia della sua giovane scuderia: il tedesco ha preceduto Kobayashi ed Hulkenberg, come detto protagonisti di contatti e costretti a fermarsi ai box nel finale, oltre alla Caterham di Kovalainen. Al traguardo anche Charles Pic, sedicesimo davanti a De La Rosa e Petrov, fermo al pit-stopo dopo il primo giro in cui ha perso l’ala anteriore tamponando il compagno di squadra Kovalainen.

Singapore ancora una volta si conferma una delle gare più dure ed imprevedibili della stagione e, fresca di rinnovo per altri cinque anni, tornerà tra dodici mesi nel calendario mondiale. Il circus, invece, si ritroverà tra meno di quindici giorni in Giappone, per il Gran Premio in terra nipponica sul bellissimo tracciato di Suzuka.

Classifica

01. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault – 59 giri
02. Jenson Button – McLaren-Mercedes – +8.959
03. Fernando Alonso – Ferrari – +15.227
04. Paul Di Resta – Force India-Mercedes – +19.063
05. Nico Rosberg – Mercedes – +34.759
06. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – +35.700
07. Romain Grosjean – Lotus-Renault – +36.600
08. Felipe Massa – Ferrari – +42.800
09. Daniel Ricciardo – Toro Rosso-Ferrari – +45.800
10. Mark Webber – Red Bull-Renault – +47.100
11. Sergio Perez – Sauber-Ferrari – +50.600
12. Timo Glock – Marussia-Cosworth – a 1 giro
13. Kamui Kobayashi – Sauber-Ferrari – a 1 giro
14. Nico Hulkenberg – Force India-Mercedes – a 1 giro
15. Charles Pic – Marussia-Cosworth -a 1 giro *
16. Heikki Kovalainen – Caterham-Renault – a 1 giro
17. Pedro de la Rosa – HRT-Cosworth – a 1 giro
18. Bruno Senna – Williams-Renault – a 2 giri
19. Vitaly Petrov – Caterham-Renault – a 2 giri

Ritirati

20. Jean-Eric Vergne – Toro Rosso-Ferrari – 38 giri
21. Michael Schumacher – Mercedes – 38 giri
22. Pastor Maldonado – Williams-Renault – 36 giri
23. Narain Karthikeyan – HRT-Cosworth – 30 giri
24. Lewis Hamilton – McLaren-Mercedes – 22 giri

* 20 secondi di penalità per un’infrazione commessa nelle prove libere

Massimo Caliendo


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