Sebastian Vettel, 9,5 Velocissimo nelle tre sessioni di prove libere, “buca” la qualifica dovendo cedere ad un Hamilton stellare e, sorprendentemente, anche a Maldonado. In partenza scavalca subito il venezuelano per lanciarsi all’inseguimento, ma è subito chiaro che le speranze di vittoria sono legate solo alla possibilità di un ritiro altrui. La fortuna lo ripaga dopo Monza, Hamilton si ferma e Vettel si prende un successo importantissimo in ottica iridata.

Mark Webber, 4 Scommette su una terza sosta al momento del secondo periodo di Safety Car, ma perde troppo terreno e cade ai margini della Top 10. Penalizzato a fine gara per essere passato fuori dalla pista per superare Kobayashi: la decisione è sicuramente fin troppo severa, ma vista la scarsa prestazione basta a strappargli dalle mani anche l’unico punto guadagnato.

Jenson Button, 7,5 Buon secondo posto, ma favorito da Maldonado che sbaglia la strategia e dal ritiro del compagno di squadra Hamilton: fin quando i due erano in pista contemporaneamente, le velocità non erano neanche lontanamente paragonabili.

Lewis Hamilton, 10 Sarebbe stato uno splendido bis dopo Monza, ancora più autorevole dopo una qualifica stravolta dal suo tempo e una gara dominata fino al ventitreesimo giro, quando il suo cambio lo lascia a piedi. La McLaren ha perso un sicuro podio di Button a Monza e una vittoria schiacciante a Singapore per problemi di affidabilità: sarebbe, altrimenti, molto più salda in classifica costruttori.

Fernando Alonso, 6,5 Un terzo posto che, forse, è il minimo che si potesse fare a Singapore: con Maldonado che brilla ad inizio gara ma progressivamente perde il ritmo e azzarda una strategia che non paga ed Hamilton che si ritira, Alonso si ritrova alle spalle di una coppia di testa irraggiungibile ed un gruppo di piloti senz’altro più lenti della sua Ferrari, guidati dalla Force India di Di Resta. Un altro piazzamento di peso, comunque, lo aiuta a mantenere la vetta in classifica mondiale.

Felipe Massa, 7 La toccata in partenza lo mette fuori gioco subito, quando probabilmente avrebbe potuto agevolmente raccogliere un buon quarto posto: ha il merito di non scoraggiarsi e di compiere una belissima rimonta, incorniciata dal controllo-show sul ponte di Marina Bay per liberarsi di Senna. Chiude ottavo, e non è certo un risultato complessivamente positivo, ma vista la sfortuna iniziale va bene così.

Michael Schumacher, 3 Una buona strategia vanificata da un errore da principiante: quest’anno era successo con Senna a Barcellona, e il bis viene concesso a Singapore (dove anche lo scorso anno si era esibito nella stessa manovra, contro Perez): perdita del punto di frenata e speronata a chi si trova davanti. Per un momento sembra che aspetti il francese per scusarsi, e forse è così: poi arriva davanti ai microfoni e, come al solito, da la colpa a tutto pur di non confessare che ha fatto un errore. I commissari non ci cascano: meno dieci posizioni a Suzuka.

Nico Rosberg, 8 Come Schumy, risparmia un set di morbide in qualifica da usare ad inizio gara: la strategia paga, e Rosberg sta lontano dai guai per l’intera durata della corsa (un talento speciale, qui a Singapore) tenendo dietro le Lotus e portando a casa un buon quinto posto.

Kimi Räikkönen e Romain Grosjean, 6 La Lotus manca di passo e i due piloti corrono praticamente in coppia fino al quarantasettesimo giro, quando Grosjean lascia passare Raikkonen che è ancora agganciato al treno dei primi in classifica mondiale. Senz’altro una domencia poco positiva, però, visto che la Mercedes e una delle Force India sono davanti con agilità oltre alle solite Ferrari, McLaren e Red Bull.

Paul di Resta, 10 Veloce e costante per l’intero week-end, in gara di Resta (a cui dedichiamo la copertina come migliore in campo) guida splendidamente fino ad un quarto posto che è il suo miglior risultato in carriera. Per qualche giro sembra in grado di attaccare Alonso e la terza posizione a podio, ma il consumo delle gomme è al limite e spingere un po’ di più avrebbe potuto voler dire perdere quanto di buono fatto fino a quel momento.

Nico Hülkenberg, 6 In gara non è male, e segue il compagno di squadra fin quando nelle fasi finali non viene coinvolto in una bagarre che gli costa prima un pezzo di bandella laterale, poi una foratura che lo mette fuori dalla zona punti.

Kamui Kobayashi, 5 Nella bagarre finale, perde l’ala anteriore ed ogni possiblità di arrivo a punti: superato all’esterno della pista da Webber, innesca la penalità dell’australiano che premia il suo compagno di squadra Perez.

Sergio Pérez, 6 Niente di speciale, sopratutto se paragonato a Monza, ma la Sauber di Singapore è in perenne sofferenza con le gomme posteriori: in gara chiude undicesimo, con l’ala anteriore danneggiata da un contatto con Hulkenberg, e ottiene un punto dopo l’arretramento di Webber.

Daniel Ricciardo, 7 Tiene dietro Webber nel finale e si guadagna la decima posizione massimizzando il risultato della qualifica. Una buona Toro Rosso a Singapore poteva chiudere la gara con due auto in Top 10, ma Ricciardo è l’unico ad arrivare al traguardo.

Jean-Éric Vergne, 7 Un bel duello con il compagno di squadra lo vede doversi accodare a Ricciardo, e mentre mantiene la decima posizione viene speronato da Schumacher e chiude lì la sua gara.

Pastor Maldonado, 7 Buonissima qualifica, in partenza perde due posizioni su Vettel e Button ma riesce a mantenersi davanti ad Alonso: al momento del secondo stop, in contemporanea, Maldonado sceglie gomme super soft e, di fatto, si costringe ad una sosta extra che lo fa arretrare in Top 10. Si ritira qualche giro più tardi per un guasto idraulico.

Bruno Senna, 5 Incappa in ogni ordine di problema: si tocca con Massa, poi struscia il muro, alla fine soffre di consumo eccessivo con le super soft, prima di fermarsi per un guasto al KERS.

Heikki Kovalainen, 5 Soste ai box troppo ritardate lo spingono dietro ad entrambe le Marussia, e Kovalainen riesce a recuperare solo Pic all’ultimo giro, superandolo a poche curve dal traguardo.

Vitaly Petrov, 4,5 Si tocca in partenza con Massa, rompendo l’ala anteriore e perdendo ogni chance di competere per qualcosa di meglio dell’ultima posizione.

Pedro de la Rosa, 6,5 Gara senza eventi, al traguardo in diciassettesima posizione davanti a Petrov.

Narain Karthikeyan, 5 Tanto bravo in qualifica quanto distratto in gara: finisce sullo sporco dopo trentuno giri e direttamente a muro, causando la prima safety car.

Charles Pic, 5 Gara rovinata fin da subito dalla penalità rimediata il sabato per aver sorpassato in regime di bandiera rossa durante le libere. Con i venti secondi aggiunti al tempo di gara, la serrata battaglia delle retrovie rischia di essere inutile: al traguardo chiude sedicesimo, davanti a De La Rosa.

Timo Glock, 7,5 Spinge la sua Marussia fino al dodicesimo posto con le nuove sospensioni portate qui a Singapore che, oltre a migliorare la stabilità, lo aiutano anche a sopravvivere un testacoda con “strusciata” tra i muretti di Singapore. Il risultato di ieri potrebbe essere decisivo in ottica campionato per il decimo posto finale tra i costruttori.

Massimo Caliendo


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