Non dev’essere facile, nella casa dell’automobilismo britannico, mandare giù l’idea che si parli di italiani e di spagnoli, di tedeschi ed austriaci, e molto poco di inglesi alla vigilia del Gran Premio d’Inghilterra.
La Formula 1, che è centroeuropea per necessità ma britannica per definizione, sente il correre a Silverstone come correre a casa: ma, vuoi la globalizzazione, i tempi che cambiano, o semplicemente la sfortuna, proprio alla viglia del Gran Premio più atteso dal popolo d’oltremanica, degli alfieri inglesi si parla a metà.

Dopo l’ultima tappa di Valencia, è inevitabile che gli occhi siano tutti puntati su Red Bull e Ferrari: la seconda perché ha piazzato un colpaccio, vincendo una gara folle mentre i diretti rivali si lasciavano arrostire dal caldo spagnolo, e ha lanciato Alonso in una posizione di comodo per le prossime gare mondiali; la prima perché, al netto di un alternatore fritto in condizioni che erano piuttosto estreme, sembrava tornata quella di una volta, veloce, imprendibile e, ma questo importa solo a noi, anche molto noiosa.

Il tutto sotto gli occhi impotenti di una McLaren che ha buttato al vento l’occasione di confermarsi almeno prima inseguitrice di Vettel, con un Button che è letteralmente sparito ed un Hamilton che ha perso la testa nel momento più delicato, vittima di una squadra che lo ha castrato ai pit-stop un numero imprecisato di volte, sicuramente una in più del necessario per evitare di guardare al resto della stagione con lo sguardo così scuro.

C’è solo un inglese che sorride, arrivato nel GP di casa, ed è il solito sorriso sforzato di Adrian Newey: uno che anche quando ride pensa a numeri ed aerodinamica tanto da aver aggirato l’ennesimo stop regolamentare ed aver ritrovato qualcosa in più per una Red Bull che potrebbe, da oggi a lunedì, dare un segnale chiaro sul resto dei mesi a venire.

Forse, in un altro paese del mondo, una debacle tale dei propri beniamini spingerebbe ad almeno un poco di freddezza nei confronti del GP: ma l’Inghilterra, che riempie gli autodromi quasi per ogni categoria in qualsiasi domenica piovosa e gelida dell’anno, per la gara di Formula 1 ha già riempito l’autodromo in ogni ordine di posto.

Il tracciato è stato profondamente rinnovato per la gara dello scorso anno: il rettilineo di partenza è oramai sul rettilineo che precede la curva Abbey, con la storica sezione del “bridge” oramai abbandonata per sempre e destinata a diventare una gradinata per gli spettatori, nonostante il “vecchio” asfalto rimarrà posato per volere degli stessi tifosi.

La splendida sequenza di curve Maggots, Becketts e Chapel si trova così a metà del giro, dopo il passaggio sul vecchio traguardo tra l’accelerazione della curva Woodcote e la splendida Copse.
Sarà disponibile anche qui una sola zona DRS, con rilevamento all’ingresso della curva Village ed attivazione in uscita dal seguente tornantino “Loop”, per tutta la lunghezza del Wellington Straight.

La Pirelli porterà in Inghilterra ben tre diversi compound per le gomme slick: oltre alle classiche PZero Silver e Pzero Yellow, rispettivamente le più dure e le morbide della gamma, al venerdì saranno disponibili alcuni set di gomma dura sperimentali, con una finestra operativa più ampia (quindi più facili da portare e mantenere alla giusta temperatura). Ci saranno, però, molte poche possibilità di usarle davvero: la pioggia che oggi bagna Silverstone potrebbe proseguire anche domani, crescendo fino a diventare veri e propri acquazzoni che dovrebbero persistere anche durante la gara di domenica.

Niente di più prevedibile dal meteo inglese di fine luglio, nel più classico dei Gran Premi di Formula 1.

Gli orari del fine settimana
Venerdì, 6 Luglio 2012
11:00 – 12:30 Libere 1
15:00 – 16:30 Libere 2

Sabato, 7 Luglio 2012
11:00 – 12:00 Libere 3
14:00 Qualifiche

Domenica, 8 Luglio 2012
14:00 2012 FORMULA 1 SANTANDER BRITISH GRAND PRIX

Massimo Caliendo


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