Sebastian Vettel, 6,5 Di suo ci mette la solita concretezza nel passo gara, la squadra lo aiuta con una buonissima scelta strategica che gli fa scavalcare Schumacher e Massa al primo pit-stop, mettendolo sulla strada del podio. Non è mai in grado, però, di insidiare Alonso e Webber, forse a causa dell’ala anteriore danneggiata in partenza proprio contro la Ferrari di Massa; i principali avversari per il mondiale, però, gli finiscono davanti.

Mark Webber, 9 Guida splendidamente per tutto il week-end, anche meglio di Alonso che pure mette insieme un incidente al venerdì ed un lunghissimo e fortunatissimo testacoda alla domenica. La Red Bull è ancora la macchina migliore perché, su gomme morbide, non perde più di quattro secondi dalla Ferrari e su gomme dure è nettamente più veloce: Webber concretizza il risultato a cinque giri dalla fine, dopo aver tenuto il ritmo di Alonso per l’intera durata di gara. Vittoria meritata, e a metà stagione si prende il ruolo di prima guida della squadra: se mantiene la media di buoni risultati anche nei prossimi due o tre GP, Horner sarà di fronte ad una dura scelta per il resto della stagione.

Jenson Button, s.v. Senza voto per pietà umana, a fine gara ammette che Sauber e Williams erano nettamente più veloci della sua McLaren. Il divario da Hamilton a Silverstone è meno marcato che nelle gare precedenti, ma rimane paurosamente sotto la media.

Lewis Hamilton, 6 Tutto sommato, fa quello che può: la sua monoposto manca di grip in ogni condizione, e il fallimento è chiaro quando Lewis, in attesa di fare la sua prima sosta, si trova in testa alla gara con dietro Alonso che si è appena fermato. Un bellissimo duello tra i due, forse uno dei momenti migliori di Formula 1 in tutto il week-end. Strategia troppo complessa, con lo stint centrale su gomma morbida ridotto all’osso che lo infla nel traffico e lo costringe a lottare ai margini della Top 10. Con il risultato di ieri, la McLaren perde due posizioni in classifica costruttori.

Fernando Alonso, 7 Un piccolo incidente al venerdì, ma sopratutto un testacoda miracolosamente senza conseguenze prima della bandiera rossa in Q2: se avesse solo sfiorato il muro, staremmo parlando oggi di un’altra gara. Poi ottiene una bellissima pole e in gara sembra avere tutto sotto controllo: negli ultimi giri, però, tornano i fantasmi di Montreal quando le sue gomme cedono di schianto. Webber è impossibile da tenere dietro, ed è un peccato perché è il primo inseguitore in classifica mondiale.

Felipe Massa, 7,5 Una bellissima battaglia nei primi giri con Vettel e Schumacher, ed un quarto posto che vale oro: la Ferrari guadagna due piazze in classifica costruttori, ma sopratutto torna a vedere due macchine nelle prime posizioni, a lottare per la vittoria, e non può che essere un’eccezionale iniezione di fiducia per team e piloti.

Michael Schumacher, 7 Protagonista alla partenza, quando battaglia con Massa, Schumy prova a replicare la strategia del GP d’Europa conservando le prestazioni migliori per gli ultimi giri. Per qualche motivo, però, le sue gomme non rendono al meglio nel finale di gara, lasciandolo scivolare verso il fondo della Top 10. Nel finale è pronto a prendersi la settima posizione su Hamilton in crisi di prestazioni.

Nico Rosberg, 6 In lotta anche lui per i punti, ma dietro a Schumacher, precipita in quindicesima posizione quando un problema al suo ultimo pit-stop lo tiene fermo ai box per una ventina di secondi.

Kimi Räikkönen, 7 Ancora una volta, trova il ritmo solo quando oramai è troppo tardi: galleggia in quinta posizione per diversi giri, e quando trova la velocità prova ad insidiare Massa per la quarta posizione ma è oramai troppo tardi.

Romain Grosjean, 7,5 Il suo grande difetto rimane ancora la partenza, dove spesso è troppo concitato: a Silverstone tocca e mette fuori gioco Di Resta nel caos delle prime curve, ed è costretto ad una sosta ai box dopo un solo giro per cambiare l’ala anteriore. Da lì, mette in pista una bellissima rimonta fino al sesto posto assoluto, dietro al compagno di squadra. Un buon risultato che permette alla Lotus di superare la McLaren in classifica costruttori.

Paul di Resta, s.v. Fatto fuori da Grosjean alle primissime curve, quando per una foratura si ritrova in testacoda nelle vie di fuga e danneggia il fondo della sua Force India, rendendo impossibile continuare la gara. Ci prova comunque, ma dopo tre giri deve fermarsi.

Nico Hülkenberg, 5 Un vero peccato: era in zona punti negli ultimi giri, in lotta per la nona posizione, quando si vede infilato da Senna e, nel tentativo di ripassare subito il brasiliano, scivola fuori pista cedendo anche il decimo posto in favore di Button.

Kamui Kobayashi, 3 Completa la domenica nera della Sauber perdendo anche lui la sua chance di chiudere a punti il GP d’Inghilterra: se Pérez è incolpevole, però, Kamui ha più di qualche responsabilità. Un errore clamoroso in ingresso al pit-stop, tre meccanici investiti ma senza conseguenze, sosta ovviamente ritardata, Top 10 persa, e venticinquemila euro di multa.

Sergio Pérez, 7 Ottime prestazioni e un sicuro arrivo a punti vanificato da un Maldonado che, come spesso gli accade, quando lo vede soffre più del dovuto.

Daniel Ricciardo e Jean-Éric Vergne, 6 Corrono ruota a ruota per l’intera durata della gara, e alla fine la spunta Ricciardo. Davanti e dietro di loro c’è il vuoto.

Pastor Maldonado, 4 Diecimila euro di multa, ad appena quindici giorni dai venti secondi di penalità per l’incidente con Hamilton a Valencia, ed un altro buon risultato buttato al vento.

Bruno Senna, 6,5 Finalmente una gara senza problemi, che gli permette di raccogliere il secondo arrivo a punti consecutivo, stavolta al nono posto per due punti preziosi. Merito anche di un bel sorpasso su Hulkenberg nel finale.

Heikki Kovalainen, 6 La Catheram manca del buon passo visto in altre gare, e Kovalainen chiude lontano dalle Toro Rosso, in diciassettesima posizione.

Vitaly Petrov, s.v. Il suo motore si ammutolisce all’inizio del giro di formazione, lasciandolo fuori dalla gara ancor prima di cominciare.

Pedro de la Rosa e Narain Karthikeyan, 6 Un’altra gara senza eccessivi problemi, a parte forse un eccessivo degrado delle gomme posteriori sulla monoposto di Karthikeyan, e un altro doppio arrivo al traguardo per la piccola squadra spagnola.

Charles Pic e Timo Glock, 6 Ancora una volta gara a sé per i piloti Marussia, che procedono nella loro missione di allontanarsi dalla HRT e avvicinarsi alla Catheram. La fine del GP di Silverstone è, anche la fine di una bruttissima settimana dopo l’incidente della tester De Villota.

Massimo Caliendo


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