Presenti nel fine settimana del Gran Premio di Spagna a Barcellona in qualità di osservatori speciali, Peter Windsor e Ken Anderson, i titolari del progetto USGPE che dovrebbe portare un team americano in F.1 nel campionato del mondo edizione 2010, confermano il progredire dell’iniziativa.

 

Mi sono recato insieme a Ken Anderson sul Circuit de Catalunya – ha rivelato Windsor – è stata la nostra prima volta ad un Gran Premio di F.1 da quando abbiamo annunciato l’ingresso nel Circus del team USGPE. Si è trattato di un momento particolarmente emozionante perché tutti ci fermavano in pit-lane per congratularsi con noi, a dimostrazione dell’interesse che il nostro progetto ha saputo suscitare. Per il momento continuiamo a lavorare dietro le quinte nell’attesa che la nostra posizione sia formalizzata dalla Federazione Internazionale, ma se pensiamo ai futuri sviluppi possiamo dirci fiduciosi”. 

 

Anderson spiega che la progettazione della monoposto USGPE è già cominciata: “Stiamo lavorando sul disegno della vettura e tutto dovrebbe essere pronto per la fine di settembre. Abbiamo in mente di definire le infrastrutture e il management, mentre verso la fine dell’anno ci preoccuperemo di assumere il personale per la squadra di F.1”.

 

Nelle intenzioni del team ci sarebbe il desiderio di ingaggiare due piloti statunitensi. “Fin dal principio ambivamo a diventare un punto di riferimento per i piloti americani – ha dichiarato Windsor – il nostro sarà un team americano, la sede centrale sarà in North Carolina, quindi ci è sembrato ovvio partire con l’idea di dare un’opportunità ai giovani talenti nati negli Stati Uniti”.

 

Nella lista dei possibili candidati ad un sedile nel team USGPE figurano diversi protagonisti delle gare per monoposto a stelle e strisce. “Attualmente ci sono numerosi piloti americani che seguiamo con interesse – ha precisato Windsor – mi riferisco a Ryan Hunter-Reay, Jonathan Summerton, Danica Patrick, Graham Rahal e A.J. Allmendiger. Anche la nuova generazione sembra promettere bene. Mi vengono in mente Gaby Chavez, che sta vincendo parecchie gare in F.BMW, Alex Rossi, Conor Daly, il figlio di quel Derek che corse anche in F.1, e Josef Newgarden. Ne ho menzionati solo alcuni, ma ce ne sono molti altri in grado di puntare alla massima formula per monoposto. Fino a tre mesi fa nessuno di loro poteva soltanto pensare all’ingresso in F.1, adesso però le cose stanno cambiando e per noi sarà un privilegio poter garantire alle promesse del volante made in Usa un posto nel Circus”.

 

Secondo Ken Anderson, il tetto massimo di spesa fissato dal presidente della Federazione Internazionale Max Mosley in 40 milioni di sterline può rappresentare la soluzione per una F.1 determinata a lasciarsi alle spalle il difficile momento di crisi economica globale. “Il progetto USGPE nasce alcuni mesi prima rispetto all’introduzione del budget cap. A nostro avviso è importante per una squadra dotarsi soltanto delle risorse strettamente necessarie. Lo stesso discorso vale per il personale. Di tutto ciò che non è indispensabile se ne può fare tranquillamente a meno. La F.1 è il più grande sport al mondo, può contare su una incredibile visibilità planetaria, e a maggior ragione risulta determinante pianificare l’impiego delle risorse con l’obiettivo di spendere il meno possibile senza tuttavia rinunciare a fare il nostro business”.

 

Probabile per il team USGPE l’adozione del motore Cosworth, mentre nessuna decisione è stata ancora presa in merito al sistema di recupero dell’energia cinetica. “Sul fronte propulsori vedremo in che modo si svilupperanno i nostri contatti. Sicuramente valuteremo l’opzione di una fornitura Cosworth. Per quanto concerne il KERS, a nostro parere molto dipende dal tipo di vettura che si è costruita. Se il dispositivo assicurerà un maggiore potenziale allora non esiteremo ad impiegarlo, altrimenti ci concentreremo su altri parametri. Siamo comunque dell’idea che la grande rivoluzione del Mondiale 2010 sarà piuttosto rappresentata dall’abolizione dei rifornimenti in gara, un provvedimento in procinto di cambiare il volto alla F.1”.

 

Ermanno Frassoni


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