Si avvicina il famigerato Gran Premio del Bahrain, da cui arrivano notizie contraddittorie. A fronte di chi non ha riscontrato difficoltà nel dirigersi sul circuito (dove tutto appare tranquillo) o visto anomalie, al di fuori della pista di Sakhir la situazione viene spesso descritta diversamente.

Per il mondo del motorsport, la notizia forse più significativa è quella che riguarda il team MRS impegnato nella Porsche Supercup, che in questo weekend aprirà la stagione 2012 affiancando, come da tradizione ventennale, la Formula 1. La scuderia tedesca ha preso una decisione drastica: dire no a questo appuntamento. “È la prima volta nella nostra storia che siamo costretti a cancellare una gara della Porsche Supercup. Alla fine dobbiamo essere responsabili anche nei confronti dei nostri dipendenti”, ha dichiarato il proprietario Karsten Molitor. “La tappa in Bahrain è una delle più importanti del campionato, per cui non è stato semplice”.

E secondo il britannico John Yates, consulente del governo in Bahrain per la riforma delle forze di polizia, il piccolo paese arabo non può garantire sicurezza assoluta: “Sarei un folle a dire questo”, ha ammesso al quotidiano The Guardian. “Possono esserci invasioni della pista? Ovviamente sì. È un evento aperto. Puoi fermare qualche idiota nel correre sulla pista? Ci sono già stati casi simili”.

“Ci saranno proteste durante il fine settimana. Ma vogliamo che sia una manifestazione sportiva, non di sicurezza. Il capo della sicurezza ha detto di volere che la sicurezza sia avvertita, non vista. E applaudo questo”.

Anche oggi si leggono di notizie di intensi dissidi nella capitale Manama, e gli attivisti hanno continuato a manifestare contro l’arrivo del Circus. Le proteste, giudicate “non autorizzate”, sono state ancora bloccate in maniera severa dalle forze dell’ordine, con lancio di lacrimogeni ed alcuni feriti.

Nel frattempo Zayed Alzayani, responsabile del Bahrain International Circuit, alla CNN ha ribadito: “Non credo ci siano grossi rischi. Ho già detto in precedenza che si tratta di una decisione calcolata. Questo evento non ha niente a che fare con la politica, e non credo che senza Gran Premio si fermerebbero le proteste”.


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