Alla vigilia del Gran Premio della Cina, quarto appuntamento del Mondiale F.1 edizione 2010, spicca al comando della classifica generale il nome di un pilota, il ferrarista Felipe Massa, che meno di nove mesi fa lottava in una anonima stanza d’ospedale ungherese per mantenere intatti i propri connotati di uomo e atleta dopo l’assurdo crash rimediato nelle qualifiche di Budapest. 

In vista della riapertura delle ostilità sullo Shanghai International Circuit, ubicato alla periferia della metropoli cinese, l’alfiere del Cavallino può ora godersi una leadership in campionato saporita quanto inattesa, considerando che nei tre Gran Premi fin qui disputati l’onore e l’onere di portare a casa il risultato grosso è spettato rispettivamente a Fernando Alonso, Jenson Button e Sebastian Vettel, rivelatisi però non altrettanto costanti nelle loro prestazioni.  

Presente in calendario dal 2004, anno in cui a conquistare il successo fu l’allora ferrarista Rubens Barrichello, la tappa asiatica ha successivamente registrato le affermazioni di campioni del mondo del calibro di Alonso, Michael Schumacher, Kimi Raikkonen e Lewis Hamilton, con Vettel vincitore nell’edizione del 2009 che si presenterà domenica prossima a Shanghai fermamente intenzionato a concedere il bis al cospetto del festante pubblico della Repubblica Popolare.  

Il tracciato, costituito da curve veloci, staccate violente e un lungo rettilineo opposto alla zona dei box che almeno sulla carta dovrebbe regalare 7-8 km/h di velocità in più alle McLaren dotate del congegno F-Duct introdotto dai tecnici di Woking al fine di incrementare la reattività di percorrenza della MP4-25 sul ‘dritto’, è infatti particolarmente apprezzato non soltanto dai piloti ma anche dagli spettatori, complice il notevole colpo d’occhio assicurato dalle tribune monumentali in grado di garantire ai fans una spettacolare visione d’insieme.  

A beneficiare dei favori del pronostico in quel di Shanghai sono giocoforza i due portacolori della Red Bull Vettel e Webber, che nel recente Gran Premio della Malesia hanno dimostrato di poter fare il bello e il cattivo tempo a patto ovviamente di disporre di una monoposto esente da problemi di affidabilità.  

Il pacchetto RB6, apparso estremamente fragile al pronti-via della stagione in Bahrain e in Australia, si è tuttavia proposto sotto una luce differente a Sepang, dove ‘Wonder Boy’ ha badato a mettere subito in chiaro le cose nel confronto diretto col compagno di squadra australiano, un po’ troppo remissivo al momento dello start quando c’era invece bisogno di proteggere strenuamente la posizione.  

In casa Ferrari, indipendentemente dalle ottimistiche dichiarazioni ufficiali, il cedimento della trasmissione sulla F10 di Alonso non lascia dormire sonni tranquilli agli uomini di Maranello, visto che al di là dei fattori contingenti capaci al sabato di gettare i piloti del Cavallino in fondo al gruppo, a preoccupare è soprattutto il limite degli otto propulsori da gestire oculatamente nell’arco dei 19 Gran Premi, pena un arretramento sulla griglia di partenza che in prospettiva futura potrebbe finire col tarpare le ali alla scuderia diretta da Stefano Domenicali.  

Appurato che per la concorrenza la sfida più esaltante consisterà nel cercare di sottrarre la pole position alle Red Bull, notoriamente irresistibili sul giro secco, in Ferrari si imposterà fin da subito il lavoro sulla distanza nella consapevolezza di avere tra le mani una coppia di piloti motivata e una monoposto altamente competitiva.   

Può finalmente stamparsi un sorriso sul volto del team principal Mercedes Ross Brawn, che in Malesia ha piazzato il sempre efficace Nico Rosberg sul gradino più basso del podio dovendo però recuperare appieno un Michael Schumacher annunciato in pompa magna ma in realtà non ancora completamente a proprio agio nell’abitacolo della MGP W01. Il sette volte iridato tornerà comunque a Shanghai con l’indelebile ricordo della vittoria conquistata qui nel 2006, segnatamente la 91esima e ultima da lui ottenuta in carriera almeno fino alla proposta di ritorno formulatagli sul finire del 2009 dai vertici della Casa della Stella.  

La rivale McLaren ha finora dato l’impressione di poter mantenere un ritmo superiore rispetto a quanto fatto vedere dalle monoposto preparate tra Brackley e Stoccarda, sebbene a Sepang l’iridato in carica Jenson Button, abile e fortunato nella cavalcata trionfale di Melbourne, non sia riuscito nell’impresa di imbastire una rimonta irresistibile dalle retrovie come invece è risultato naturale al compagno di colori Lewis Hamilton.  

Sorprendono favorevolmente i rapidi progressi della Renault, che dopo tre gare può leggere il nome del suo pupillo Robert Kubica al settimo posto in graduatoria con un distacco di appena nove lunghezze dalla vetta. Le performances del 25enne polacco, che meriterebbe di lottare stabilmente per la vittoria, consentono quindi alla compagine diretta da Eric Boullier di non accusare un divario troppo umiliante dalla Mercedes, lasciando soltanto le briciole alla diretta inseguitrice Force India, il cui ottimo potenziale potrà comunque tornare comodo ad Adrian Sutil e Vitantonio Liuzzi.  

Ha già mosso la classifica pur senza strafare la Williams, in grado a Sepang di regalare il primo punticino iridato al rookie Nico Hulkenberg, mentre la Toro Rosso non delude le aspettative del direttore tecnico Giorgio Ascanelli grazie alla nona piazza conquistata in territorio malese da un indomito Jaime Alguersuari. Va evidenziato che la scuderia faentina si era accostata quasi timidamente alle numerose problematiche del Mondiale 2010, salvo poi lasciare intendere di voler recitare un ruolo importante fin dai primi appuntamenti.  

Unico team tra quelli già consolidati a non avere marcato nemmeno un punto in questo scorcio di stagione, la Sauber affronta l’ultima trasferta extra-europea prima della partenza alla volta della Spagna con l’obiettivo di portare Pedro de la Rosa e Kamui Kobayashi quanto meno a ridosso della top ten, ambizione non così irrealizzabile se motore e idraulica non metteranno come al solito i bastoni tra le ruote ai due piloti.  

Per quanto attiene alle nuove squadre, Lotus, Virgin e HRT indugiano nell’operazione di marcatura reciproca in attesa di presentare significativi aggiornamenti aerodinamici a far data dal week-end di Barcellona, che di fatto potrebbe segnare un rimescolamento di valori nella gerarchia delle cosiddette ‘new entries’ e, perché no, anche nel delicato confronto tra top teams in corsa per il titolo mondiale. 

Ermanno Frassoni


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/shaghaipreview.jpg Shanghai, Preview: Red Bull a briglie sciolte, Ferrari coglie il guanto di sfida. McLaren e Mercedes a caccia di punti pesanti