Dopo ben tre settimane di pausa, due GP imprevedibili e, sopratutto, una classifica mondiale letteralmente impossibile da credere, la Formula 1 torna finalmente in pista per il terzo appuntamento stagionale, il Gran Premio di Cina a Shanghai.

Disegnato per stilizzare il primo kanji della parola “Shanghai” in cinese tradizionale, una sorta di t rovesciata, il circuito fu progettato dall’immancabile Hermann Tilke, architetto tedesco che mette mano su tutto quello che riguarda la Formula 1 da diversi anni a questa parte, e alla sua innaugurazione nel 2004 era il più costoso impianto per sport motoristici del mondo, costato quattrocentocinquanta milioni di dollari americani.

Shanghai è il terzo, in ordine cronologico, dei “nuovi” circuiti di F1 toccati da Tilke: prima di allora aveva disegnato Sepang e Bahrain, subito dopo diventerà popolarissimo e firmerà anche gli autodromi di Turchia, Cina, Singapore, Valencia, Abu-Dhabi, Corea e India, oltre ai restyling di Hockenheim e Fuji. Quest’anno, inoltre, esordirà anche il circuito delle americhe, in Texas, sua ultima fatica.

La Formula 1 riconosce ufficialmente quattro “designer” che raccomanda caldamente a chiunque sia in procinto di costruire, o ammodernare, un autodromo per una gara del mondiale: il nome di Tilke, però, monopolizza il calendario e questo, inevitabilmente, porta all’assenza assoluta di varietà tra tutte le piste fin qui nominate.

Shanghai rientra in pieno nel Tilke-pensiero: curve da alte velocità, sede stradale larga, e staccate secche per favorire il più possibile i sorpassi per le vetture di Formula 1. Una ricetta che, ad essere onesti, spesso non delude: il Gran Premio di Cina dello scorso anno fu deciso all’ultimo giro, con i piloti a podio che usarno tre diverse strategie ai pit-stop.
Merito anche delle “pazze” gomme Pirelli, che qui replicherà con le PZero White e Yellow, le medie e le morbide viste in Australia che qui dovrebbero durare di più grazie a temperature più miti.

Con rettilinei da oltre 320 km/h e tanti punti favorevoli al sorpasso, la FIA ha optato di nuovo per una singola zona DRS, da metà del rettilineo finale fino allo stretto tornantino della curva 14, con zona di rilevamento alla curva 12.

Sorpassi che, viste le premesse, non dovrebbero mancare: lo sa bene Lewis Hamilton, che finora ne ha subìti diversi visto che dalle due pole su due in questa stagione non è mai ancora arrivato alla vittoria. Potrebbe essere ancora più difficile qui, visto che la McLaren potrebbe essere costretta a sostituire il cambio sulla sua monoposto, arretrandolo immediatamente di cinque posizioni in griglia. Un duro colpo per il vincitore 2008 e 2010 di un GP che lo ha sempre, nel bene o nel male, visto tra i protagonisti.

Quest’anno, però, sono proprio i protagonisti a mancare puntualmente: la Red Bull è ancora senza vittorie (sono passate solo due gare, ma quando uno impone certi standard poi se li ritrova immancabilmente contro quando non li rispetta), la Ferrari è riuscita a vincere in Malesa all’ombra del secondo posto di Perez che ha scurito ancora di più la faccia di Massa e ha ricordato al cavallino che il paragone è tosto anche con la Sauber. C’è poi la Mercedes che ha protagonismo solo in qualifica e, di fatto, finisce solo per rovinare la gara a chi non li supera subito, e la Lotus, che per ora ha fatto vedere buone cose sempre in rimonta senza mai affrontare una gara con regolarità. In McLaren, come detto, il vero protagonista è stato Hamilton che non ha raccolto niente: Button, in ombra in Australia, ha poi trionfato, mentre in Malesia ha rovinato tutto con un errore banale.

I protagonisti veri, insomma, sembrano sempre meno affidabili: la Formula 1, di tutto questo, non può che sorridere soddisfatta.

Gli orari del fine settimana
Venerdì, 13 Aprile 2012
4:00 – 5:30 Libere 1
8:00 . 9:30 Libere 2

Sabato, 14 Aprile 2012
5:00 – 6:00 Libere 3
8:00 Qualifiche

Domenica, 15 Aprile 2012
2012 FORMULA 1 UBS CHINESE GRAND PRIX

Massimo Caliendo


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2012/04/sha_pre_2012.jpg Shanghai, Preview: i protagonisti che non vincono mai