Fuori due. Chi avrebbe scommesso alla vigilia del Mondiale F.1 2010 su un Jenson Button capace di concedere il bis in Cina a meno di un mese dal suo primo trionfo targato McLaren ottenuto in condizioni meteo altrettanto mutevoli? Pochi probabilmente, sebbene la classifica veda il campione in carica nella posizione di leader a quota 60 lunghezze e il solitamente più celebrato compagno di colori Lewis Hamilton terzo a pari punti col ferrarista Fernando Alonso, il quale però in Bahrain ha già provato la gioia di stappare lo champagne dalla cima del podio.  

Così come avvenuto in Australia, la scelta strategica ha giocato un ruolo determinante nel garantire a Button il nono successo in carriera a dispetto dei problemi incontrati dal britannico nel finale a causa del repentino degrado degli pneumatici intermedi. Ottima ‘spalla’ dell’ex portacolori della Brawn Grand Prix si è rivelato Hamilton, pronto a farsi largo a suon di ruotate nei duelli ravvicinati con Sebastian Vettel e Michael Schumacher, tanto da essere ormai finito nel mirino di diversi colleghi per alcune manovre (vedi la difesa a zigzag adottata in Malesia ai danni di Vitaly Petrov) giudicate ai limiti del regolamento.  

Regala un po’ di gloria allo squadrone Mercedes il convincente Nico Rosberg, di nuovo sul podio dopo Sepang in barba ad una digressione fuori pista compiuta per via dell’asfalto reso viscido dalla pioggia, sufficiente comunque per invogliare Button a rompere gli indugi. Qualche rimpianto in casa Ferrari, con Alonso abile nel portare a degno compimento una bella rimonta in seguito al drive through inflittogli dalla direzione gara per partenza anticipata, che lascia però deluso lo spagnolo, convinto in cuor suo di potersi spingere quanto meno sul podio senza l’errore di valutazione al momento dello start. Bilancio tendente al negativo per Felipe Massa, nono allo sventolare della bandiera a scacchi al termine di un week-end trascorso nell’ombra del sicuramente ‘ingombrante’ compagno di scuderia.

Se il quinto posto artigliato da un indomito Robert Kubica non sorprende quasi più, a tenere banco è soprattutto la gara opaca del duo Red Bull composto da Sebastian Vettel e Mark Webber, rispettivamente sesto e ottavo al traguardo, con il tutto sommato efficace Vitaly Petrov buon settimo in graduatoria.

Deludono le aspettative il sette volte iridato Schumacher e l’alfiere della Force India Adrian Sutil, entrambi non abbastanza inclini a prendersi i rischi necessari in una situazione di aderenza precaria. Poca fortuna per il driver della Toro Rosso Jaime Alguersuari, sicuro protagonista nella top ten fino al contatto in fase di doppiaggio, e per il veterano del team Sauber Pedro de la Rosa, risalito addirittura fino al quarto posto nei frangenti iniziali della competizione.  

Chi sale  

Jenson Button (voto 10): Al via mantiene la posizione e non sembra in grado di fare sfracelli, poi però la scelta del muretto McLaren di attendere l’evolversi degli eventi prima di passare agli pneumatici intermedi consente di fatto all’inglese di guadagnare in tempi rapidi la top 3. Nel corso del diciannovesimo passaggio il leader provvisorio Nico Rosberg arriva ‘lungo’ alla chicane e concede a Jenson l’opportunità di effettuare il sorpasso, che gli assicura quindi il controllo delle operazioni. Da quel momento la gara di Button è tutta in discesa, perché il campione del mondo in carica sa amministrare bene le gomme pur rischiando negli ultimi giri di farsi raggiungere da Lewis Hamilton a causa di una leggerezza commessa in frenata. A fine giornata l’alfiere della compagine di Woking può fare comodamente i conti: dieci punti di margine in classifica sul diretto inseguitore Rosberg, undici nei confronti del giustamente temuto compagno di squadra. In vista dell’approdo in Europa, un bottino così ricco forse non se lo aspettava nemmeno lui.   

Lewis Hamilton (voto 9): Di questo passo diventerà un caso. Se non riesce a qualificarsi come vorrebbe, l’ex iridato non ha alcuna intenzione di abbassare la testa né tanto meno di arrendersi di fronte a chi gli chiede di adottare una condotta di gara relativamente più tranquilla. ‘Scottato’ al sabato da un errore che nel giro veloce gli preclude se non altro la seconda fila, Lewis si accontenta di scortare Button verso la vittoria riuscendo tuttavia ad ingaggiare duelli da cineteca con due personaggi del calibro di Sebastian Vettel e Michael Schumacher. La lotta con il pilota Red Bull è forse la più dura anche se avviene in una zona insolita quale la corsia box, mentre nel confronto che lo oppone alla Mercedes il driver d’Oltremanica si prodiga in una serie di tocchi di classe in grado di convincere il ‘Kaiser’ a rivedere le sue ambizioni. Chiude secondo alle spalle del compagno di marca, eppure l’impressione è che di Hamilton in questi primi quattro Gran Premi non si sia ancora visto tutto il potenziale.  

Vitaly Petrov (voto 7,5): Dopo tre gare difficili, finalmente arrivano anche per lui i primi punti della stagione. Abilissimo al momento dello start come del resto gli capita da quando frequenta il paddock F.1, il lungagnone russo si mantiene a ridosso del podio fino a quando un rivolo d’acqua riesce a tradirlo costringendolo a lasciare via libera ai sopraggiungenti Alonso e Vettel. Termina settimo una gara non immune da errori, che gli attribuisce comunque i galloni di ‘wild card’ da tenere d’occhio non appena avrà incamerato la necessaria dose di malizia unita alla piena fiducia nel valido pacchetto Renault.  

Heikki Kovalainen (voto 6,5): Forse non tutti se ne saranno accorti, impegnati a seguire la carambola innescata al primo giro dal pilota della Force India Vitantonio Liuzzi, eppure al restart del terzo passaggio il finlandese scaricato senza troppi complimenti dalla McLaren a fine 2009 ‘navigava’ in settima posizione al volante dell’acerba Lotus. Il sogno è ovviamente durato lo spazio di una manciata di giri, ciononostante l’ammirevole risolutezza palesata da Heikki a Shanghai ha regalato alla compagine diretta da Tony Fernandes un confortante quattordicesimo posto davanti alla Williams del rookie Nico Hulkenberg. In una F.1 dove le telecamere inseguono soltanto i ‘grandi’, Kovalainen e la Lotus sono consapevoli di aver compiuto un discreto passo avanti nella complessa gestione di un Gran Premio reso ancora più insidioso dalla pioggia.      

Chi scende  

Sebastian Vettel (voto 5): Collezionare pole position non sembra portare fortuna ad uno dei protagonisti più attesi nella rincorsa all’alloro 2010, se è vero che l’unica vittoria fin qui ottenuta, ovverosia in Malesia, è arrivata partendo sì in prima fila ma alle spalle del compagno di squadra Mark Webber. Cabala a parte, per Sebastian il Gran Premio della Cina inizia male già allo spegnersi del semaforo rosso, con il pilota Red Bull che in un sol colpo perde due posizioni a vantaggio di Alonso, poi penalizzato causa partenza anticipata, e Webber, autore invece di uno start fulminante. Vince l’insolito duello con Lewis Hamilton in uscita dalla corsia box, ma in condizioni di asfalto bagnato la sua RB6 non sembra più il fenomeno ammirato due settimane fa sul circuito di Sepang. Essere irresistibili in qualifica può rappresentare un bel vantaggio, ciononostante in vista di Barcellona nella factory di Milton Keynes i tecnici dovranno pensare ad uno stratagemma per migliorare il rendimento della monoposto anche in presenza di condizioni atmosferiche limite.  

Felipe Massa (voto 4,5): Si presenta a Shanghai da leader della classifica, ma stavolta fin dalle prove libere accusa il confronto con il compagno di squadra Fernando Alonso, riuscendo ad avere ragione sul cronometro soltanto al venerdì mattina, vale a dire quando lo spagnolo rompe il motore. Gli eventi, peraltro piuttosto caotici, che caratterizzano il Gran Premio di certo non lo favoriscono nella sua rimonta dalla settima posizione in griglia, anche se ad influenzarlo pesantemente è il sorpasso ‘a tradimento’ compiuto proprio da Alonso ai suoi danni mentre i due si apprestano a rientrare nei box. A quel punto, forse un po’ demoralizzato, Felipe riduce il ritmo almeno fino al momento del duello maturato nei giri finali con Michael Schumacher, dal quale il tedesco uscirà sconfitto. Lascia la Cina senza acuti, consapevole del fatto che il buon Fernando difficilmente alzerà il piede in virtù di eventuali giochi di squadra. Com’è giusto che sia, il brasiliano dovrà trovare le necessarie risposte dentro di sé, senza pensare troppo agli otto punti di svantaggio da Alonso.   

Michael Schumacher (voto 4,5): In partenza guadagna una posizione, ma obiettivamente non sembra più possedere quel miracoloso libretto delle istruzioni che in gare tipo Shanghai gli avrebbe permesso di sopperire alle carenze del mezzo meccanico con la propria sensibilità di pilotaggio. Il duello che lo oppone a Lewis Hamilton, sedici gli anni di differenza tra i due, è comunque esaltante perché mette in risalto le qualità di personaggi capaci di riscrivere la storia dello sport dell’automobile. I guai maggiori per Michael paiono derivare da problemi di accelerazione e di tenuta gomme della Mercedes, sebbene lo stesso pilota ammetta a fine gara di non avere optato per la strategia migliore. Il decimo posto finale consegna un altro punticino nelle mani del ‘Kaiser’, ancora una volta sonoramente battuto dall’arrembante compagno di avventure Nico Rosberg. E meno male che i soliti ‘maligni’ già denunciavano alla vigilia del campionato una possibile disparità di trattamento tra gli alfieri della Casa di Stoccarda in grado di favorire Schumacher…  

Vitantonio Liuzzi (voto 3): Week-end da dimenticare al più presto per l’italiano della Force India, subito eliminato in qualifica e troppo ansioso di recuperare al momento dello start tanto da ritardare la frenata salvo poi finire addosso alla Toro Rosso di Sebastien Buemi e alla Sauber di Kamui Kobayashi. Unica scusante il fondo stradale umido, che avrebbe però dovuto spingere il pilota nativo di Locorotondo ad una maggiore cautela. In Spagna non potrà che andare meglio.  

Ermanno Frassoni


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