Sebastian Vettel, 6 Con i valori in campo visti nel week-end, il risultato è il minimo sindacale. Più che un secondo posto, è una vittoria buttata.

Mark Webber, 9 Senza KERS dal sabato, azzoppato da una strategia suicida in qualifica, compie una rimonta spettacolare e lascia Horner con un sacco di pensieri sul futuro.

Lewis Hamilton, 8
Sono le sue gare: partenza bruciante, gran ritmo, gran duelli, sempre credendo nella vittoria fino all’ultimo. Se c’era qualcuno che poteva battere le Red Bull, era lui.

Jenson Button, 6
Dopo la prima curva sembra la gara perfetta per un pilota come lui: quando è in testa da solo, diventa una macchina da guerra. Non ieri: è deconcentrato, perde ritmo, sbaglia piazzola, e alla fine è ai piedi del podio, sverniciato da Webber.

Fernando Alonso, 4
Probabilmente ieri in pista c’era solo un sosia. L’exploit nelle posizioni che contano è regalato solo dalla sosta in meno: quando i nodi vengono al pettine, rimane fuori (colpa sua o del team?) con gomme alla frutta per tre/quattro giri di troppo, perde tutto ciò che di buono aveva guadagnato, e non recupera con lo stint finale. Disastro.

Felipe Massa, 5
Leggermente meglio del compagno di squadra, scavalcato in partenza, ma vittima anche lui del giudizio sulle gomme completamente sbagliato. Un errore che una squadra nella posizione della Ferrari in questo avvio di stagione non si può permettere.

Michael Schumacher, 7
Splendida rimonta dopo i problemi al DSR di sabato in qualifica, si esalta a lottare con piloti più giovani e scatenati di lui. E’ ancora dietro, però, a Rosberg e alle posizioni che vorrebbe occupare.

Nico Rosberg, 7,5
Meglio di Schumy, ma non è una notizia, guida la corsa per qualche giro e poi è costretto, strano a dirsi in una gara di F1, a risparmiare benzina. Visto che i rifornimenti non esistono più, qual’è il problema? Tirchieria di Ross Brawn?

Nick Heidfeld, s.v.
Giudizio risparmiato per simpatia. Al sabato è sfortunato, col compagno di squadra che causa la bandiera rossa che gli manda in fumo la “strategia” della qualifica, la gara è ricca di duelli dove però esce spesso battuto. E’ quasi ultimo di quelli che contano, e solo sette giorni fa era sul podio.

Vitaly Petrov, 6
Decimo al via, dopo un problema al cambio al sabato, guadagna una posizione al termine di una gara sofferta, dove parte arrembante cercando una rimonta e chiude sulla difensiva, guardando più negli specchietti che davanti.

Rubens Barrichello, s.v.
Stesso discorso di Heidfeld, in gara è praticamente disperso ma è probabilmente colpa della Williams.

Pastor Maldonado, s.v.
Come Barrichello, vittima di un calo pauroso della Williams, che a Shanghai non può neanche azzardarsi a pronunciare la parola “zona punti”. Anonimo.

Adrian Sutil, 5
Soffre il confronto con Di Resta per tutto il week-end, (e in realtà è così da inizio stagione), per di più non è fortunato e viene centrato da Perez quando comunque sta svolgendo la sua gara senza troppi errori.

Paul Di Resta, 7
Merita i punti, lui che sta lottando alla pari con un pilota stimato come Sutil. Non sarà lo stesso paragone che ebbe Hamilton in McLaren con Alonso, ma non fa errori clamorosi e porta a casa la vettura. Sfiora la Top 10, ma c’è tempo.

Kamui Kobayashi, 7
Vale il prezzo del biglietto: sorpassa, si fa sorpassare, ri-sorpassa, alla fine porta a casa un punticino.

Sergio Pérez, 4
Erroraccio in duello con Sutil, per il quale si scusa immediatamente. Peccato perchè un po’ meno aggressività e un po’ più testa e sarebbero stati ancora punti importanti.

Sébastien Buemi, 5
Toro Rosso ottima al sabato, disastrosa la domenica. Subito in crisi di gomme, perde posizioni e dalla Top Ten non fa meglio del quattordicesimo posto.

Jaime Alguersuari, 5
Stesso destino del compagno di squadra, si ferma un giro prima e perde una ruota appena uscito dai box. Epica dichiarazione a fine gara: “la sosta al decimo giro era prevista dalla strategia, la ruota persa… no”

Heikki Kovalainen, 6
Una delle migliori performance della Lotus in gara, questo è vero, visto che si mette dietro due auto di fascia superiore, Maldonado e Perez: quest’ultimo, però, era in zona punti fino all’incidente e al drive trough che lo relegano dietro ad Heikki, quindi non sono tutte rose e fiori.

Jarno Trulli, 4
Si lamenta di tutto il lamentabile, e va benissimo, se però poi il compagno di squadra che nessuno considera ti passa davanti fai una figura barbina.

Narain Karthikeyan/Vitantonio Liuzzi/Timo Glock/Jérôme d’Ambrosio, 6
Sei politico per tutti i piloti delle nuove scuderie: un po’ perchè non fanno danni, un po’ perchè disputano gara a sé, correndo contro il rispettivo compagno di squadra, e l’unica preoccupazione è arrivare la traguardo sani e salvi.

Massimo Caliendo


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