A Shanghai è andata in scena la quarta prova del Mondiale di Formula 1, che ha visto la terza vittoria consecutiva di Lewis Hamilton.

Se nel salotto degli emiri Nico Rosberg era riuscito ad impensierire l’iridato anglo-caraibico, questa volta nulla ha potuto contro lo strapotere del compagno di box lanciato verso la conquista del primato in classifica. Fernando Alonso ha rialzato le quote della Ferrari grazie al terzo posto; primo podio dell’ennesima stagione iniziata in salita.

Quando il gioco si fa duro.. Hamilton fa il vuoto. Forte di una monoposto impeccabile e di una costanza disarmante, costruisce giro per giro un distacco che gli permette di risparmiare benzina e fatica. E Rosberg? Sarà un caso (oppure no), ma il tedesco – il cui distacco in campionato è stato ridimensionato con tre gare – ha fallito nei momenti decisivi: la qualifica, chiusa con un fuori pista ed un testacoda, e la partenza, unico momento buono per passare in testa. Che il figlio di Keke abbia iniziato già a cedere alla pressione?

Alonso, si stava meglio quando si pensava di stare peggio? Domenica Fernando Alonso è transitato terzo sotto al traguardo, ha esultato ed ha alzato il pugno al cielo in segno di vittoria come fece 12 mesi fa, quando il mattatore della gara era strato lui ed Hamilton aveva chiuso quarto con un distacco enorme. L’ennesimo inizio difficile della Ferrari fa credere che forse quando si stava peggio, viste e considerate le premesse del 2014, forse si stava meglio. Più che Marco Mattiacci, a Maranello serve un cambio di mentalità; Mercedes docet.

 

Ricciardo – Vettel, inizia la guerra fredda? “Non avevo capito che avessimo strategie diverse, altrimenti l’avrei fatto passare subito” ha detto Sebastian Vettel dopo il GP per spiegare l’alzata di testa nei confronti dell’ordine di far passare Daniel Ricciardo. In quattro gare si è passati dai complimenti e le dimostrazioni di stima alla disattesa di un team order; un climax discendente che culminerà con la rottura tra i due, oppure un semplice momento di tensione? D’altronde si sa, quest’ultima dimora anche nelle coppie più affiatate..

Il punto sui giovani: la costanza di Kvyat ha la meglio sulle difficoltà di Magnussen. Il Toro Russo marca un altro punto iridato in Cina e dimostra una continuità insolita per un esordiente, che si oppone alla parabola discendente di Magnussen, nuovamente fuori dalla top10 e sempre più sotto pressione dopo il podio nella gara d’apertura, che probabilmente ha fatto dimenticare a molti di essere di fronte ad un 22enne alle prime uscite nel Circus.

In Cina a farla grossa non sono i piloti ma.. la direzione gara! Per una volta a finire nell’occhio del ciclone non sono i piloti, bensì la direzione gara, che sventola erroneamente la bandiera a scacchi con due giri d’anticipo. I due passaggi in più non hanno cambiato le sorti dei piloti di testa, Hamilton avrebbe vinto anche se la gara fosse stata interrotta al secondo giro o alla seconda curva, ma per Kamui Kobayashi (Caterham), che aveva passato Jules Bianchi (Marussia) alla penultima curva dell’ultimo giro regolamentare, si è trattato di una vera e propria disdetta.

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Andrea Giustini


Stop&Go Communcation

GP del Bahrain: cos’ha da dire la voce “fuori dal coro” di Stop&Go?

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/04/AMG_F14T-1024x682.jpg Shanghai – Hamilton domina, Alonso primo dei secondi