La corsa ad abbracciare i meccanici schierati è l’immagine più giusta per iniziare a descrivere lo straordinario successo di Lewis Hamilton nel Gran Premio di Cina.
Con l’inno inglese che risuona per l’ex-campione del mondo, tornato al successo dopo il Gran Premio del Belgio del 2010, è impossibile non considerare la sorpresa di una vittoria che sembrava letteralmente impossibile solo due ore fa, quando l’inglese ha rischiato di non schierarsi in griglia per un problema di accensione sulla sua McLaren, arrivando solo in extremis ad occupare la seconda piazzola guadagnata ieri al fianco di Vettel.

Proprio Vettel, secondo oggi, è forse uno dei più grandi delusi della giornata: imprendibile nelle libere, velocissimo in qualifica, il tedesco era atteso alla classica gara da lepre, con fuga nei primi giri e dominio fino al traguardo. Le cose, per il tedesco, si sono però complicate immediatamente, con un’incertezza in partenza che lo ha messo subito alle spalle delle due McLaren, scattate meglio di lui.

La testa della gara è però tornata nelle sue mani in virtù della scelta strategica di fare una sosta in meno dei diretti rivali: decisione che si è però rivelata fallimentare nel finale, quando Hamilton su gomme più fresche ha approfittato della situazione accorciando il gap e portando il sorpasso nel corso del quartultimo giro.

Nella peggior giornata da inizio stagione per Vettel, inoltre, si inserisce la splendida gara di Mark Webber: l’australiano, partito diciottesimo, ha seguito una strategia a tre soste (come tutti i piloti di testa), utilizzando fin da subito le gomme dure per poi allungare i due stint sulle option nel finale, dove con una serie di grandi sorpassi ha meritato il podio e i riflettori del dopo gara.

Splendidi, in particolare, i duelli con Button (poi quarto) e Rosberg, quinto sul traguardo, entrambi comunque in forma nel finale tanto da rimontare sulle Ferrari di Massa e Alonso che, così come Vettel, hanno adottato una strategia a due soste.

Solo nella fase centrale di gara, infatti, la sosta in meno ha pagato in termini prestazionali proiettando i due piloti ai margini del podio: entrambi, però, hanno subìto nel finale con un calo verticale che ha spinto i due ancora più indietro di quanto fatto in qualifica.

Lo spagnolo, in particolare, è riuscito solo all’ultimo a difendersi da Michael Schumacher, ottavo, che non ha potuto approfittare del rivale in difficoltà solo per l’arrivo della bandiera a scacchi.

Ultime posizioni a punti, in un gruppo di piloti tutto su due soste, per la Renault di Petrov e la Sauber di Kobayashi, entrambi protagonisti nella gara di oggi con una serie di duelli spettacolari che hanno acceso la gara, sicuramente meritando il premio garantito dall’arrivo in Top 10.

Classifica

01. Lewis Hamilton – McLaren Mercedes – 56 giri
02. Sebastian Vettel – Red Bull Renault – +5.198
03. Mark Webber – Red Bull Renault – +7.555
04. Jenson Button – McLaren Mercedes – +10.000
05. Nico Rosberg – Mercedes – +13.448
06. Felipe Massa – Ferrari – +15.840
07. Fernando Alonso – Ferrari – +30.622
08. Michael Schumacher – Mercedes – +31.206
09. Vitaly Petrov – Renault – +57.404
10. Kamui Kobayashi – Sauber Ferrari – +1:03.273
11. Paul Di Resta – Force India Mercedes – +1:08.757
12. Nick Heidfeld – Renault – +1:12.739
13. Rubens Barrichello – Williams Cosworth – +1:30.189
14. Sebastien Buemi – Toro Rosso Ferrari – +1:30.671
15. Adrian Sutil – Force India Mercedes – a 1 giro
16. Heikki Kovalainen – Lotus Renault – a 1 giro
17. Sergio Perez – Sauber Ferrari – a 1 giro
18. Pastor Maldonado – Williams Cosworth – a 1 giro
19. Jarno Trulli – Lotus Renault – a 1 giro
20. Jerome D’Ambrosio – Virgin Cosworth – a 2 giri
21. Timo Glock – Virgin Cosworth – a 2 giri
22. Narain Karthikeyan – Hispania Cosworth – a 2 giri
23. Vitantonio Liuzzi – Hispania Cosworth – a 2 giri

Ritirati

24. Jaime Alguersuari – Toro Rosso Ferrari – 12 giri

Massimo Caliendo


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/shan_ham_R_11.jpg Shanghai, Gara: Hamilton, che sorpresa!