Il Sepang International Circuit, ubicato a pochi chilometri dalla città di Kuala Lumpur, capitale della Malesia, si appresta ad ospitare il terzo appuntamento del Mondiale F.1 edizione 2010 per il dodicesimo anno consecutivo.  

Il battesimo dell’impianto, progettato dall’architetto tedesco Hermann Tilke, risale infatti al 1999, più precisamente quando l’allora ferrarista Eddie Irvine, in lotta per il titolo con il finlandese della McLaren Mika Hakkinen, riuscì a rilanciare le sue quotazioni nel campionato grazie anche al supporto ricevuto dal compagno di squadra Michael Schumacher, appena rientrato nei ranghi del Circus dopo il drammatico infortunio rimediato a Silverstone. 

Le tre edizioni successive avrebbero registrato l’assoluto dominio dei fratelli Schumacher, con Michael sul gradino più alto del podio nel 2000-2001 e Ralf vincitore nel 2002. A Sepang la scuderia Ferrari può vantare cinque successi, l’ultimo dei quali conquistato nel 2008 da Kimi Raikkonen. L’unico pilota a comparire tre volte nell’albo d’oro del Gran Premio della Malesia è però il 41enne neoacquisto della Mercedes, in grado di imporsi anche nell’esaltante 2004.  

Lungo 5.540 metri, il tracciato che di fatto testimoniò il crescente interesse del ‘carrozzone’ F.1 verso i cosiddetti Paesi economicamente emergenti si caratterizza per la presenza di due ampi rettilinei uniti ad una serie di curve più o meno veloci, comunque in grado di consentire ai piloti di prodursi in manovre di sorpasso.  

Esaurite le dovute premesse, il ferrarista Fernando Alonso si presenterà a Sepang da leader della classifica, forte dei quattro punti di vantaggio sul diretto inseguitore Felipe Massa, a sua volta davanti al trionfatore di Melbourne Jenson Button, distanziato però di sei lunghezze dalla vetta.  

Il brasiliano della scuderia di Maranello ha dimostrato in Australia di non nutrire timori reverenziali nei confronti del blasonato compagno di squadra, che proprio sul circuito dell’Albert Park ha lasciato intuire di non essere infallibile nonostante l’indiscutibile validità del progetto F10.  

Appurato che salvo imprevedibili stravolgimenti di fronte le Ferrari saranno nuovamente protagoniste, va evidenziato come la rivalità tra Alonso e Schumacher, ai ferri corti nel biennio 2005-2006, si sia subito riproposta al termine delle qualifiche del Gran Premio di Melbourne, con il sette volte iridato a dir poco inviperito a causa di una presunta manovra ostruzionistica dello spagnolo poi giudicata non sanzionabile dai commissari.  

Indipendentemente dal battibecco di sabato scorso, maturato davanti ai box Ferrari, in casa Mercedes l’ex idolo del Cavallino ha dato l’impressione di dover ancora riprendere i ritmi della competizione, anche se vista la caratura del personaggio ovviamente non è da escludere un exploit capace di riportarlo sui binari giusti già a Sepang.  

Non convince però lo stato di forma della MGP W01, che necessita di ulteriori affinamenti per poter competere ad armi pari con Ferrari, McLaren e Red Bull. Ottimo quinto in Australia, Nico Rosberg non è infatti mai riuscito ad impensierire minimamente la cavalcata delle scuderie favorite, precedendo in graduatoria Lewis Hamilton e Mark Webber soltanto grazie al contatto che li ha visti coinvolti.  

Entusiasmo alle stelle nella crew McLaren, comprensibilmente galvanizzata dal primo centro stagionale conquistato in Australia da Jenson Button, segnatamente il pilota dal quale alla vigilia era lecito aspettarsi di meno, ma al tempo stesso allarmata dalle stridenti accuse mosse da Hamilton alla squadra in virtù del pit-stop supplementare effettuato a differenza del compagno di colori. Convinto di poter ancora disporre di pneumatici performanti, l’ex baby fenomeno originario di Stevenage non ha infatti esitato a puntare il dito contro le strategie McLaren, che a suo dire avrebbero privato la compagine diretta da Martin Whitmarsh di una clamorosa doppietta.  

Merita poi almeno una citazione la polemica innescata lo scorso week-end proprio dalla McLaren all’indirizzo della rivale Red Bull, che secondo quanto affermato dai vertici di Woking utilizzerebbe un dispositivo considerato non a norma per regolare a piacimento l’altezza da terra.  

I problemi a Milton Keynes sembrano tuttavia essere di ben altra natura, con Mark Webber che dopo Sakhir raccoglie punticini anche a Melbourne senza però riuscire nell’intento di far passare in secondo piano la debacle di Sebastian Vettel, tradito in due Gran Premi di fila dall’affidabilità.  

Un po’ goffamente, a pochi giorni dal pronti-via di Sepang il team principal della Red Bull Christian Horner ha gettato acqua sul fuoco rivelando di non avvertire eccessive preoccupazioni per la fragilità della RB6, forse dimenticando che in Malesia, complici le elevate temperature e l’alta percentuale di umidità, il progetto firmato da Adrian Newey si troverà ad affrontare una prova decisiva. Lo sa bene Vettel, che dopo il ritiro ha agilmente dribblato i giornalisti salvo poi ammettere di fronte alle telecamere di essersi obiettivamente stancato delle carenze di un pacchetto in apparenza troppo esasperato.  

Pur abilissimo quanto a intuizioni e proposte tecniche, il buon Newey avrebbe dovuto già da tempo accorgersi del fatto che per vincere le gare i piloti necessitano di tagliare il traguardo, perché non basta umiliare la concorrenza in qualifica e fare il bello e il cattivo tempo in gara nell’attesa dell’ennesimo guasto.  

Il ruolo di quinta forza del Mondiale se lo contendono invece Renault e Force India, con Robert Kubica che nei primi due Gran Premi ha saputo tracciare la strada in un team ancora in fase di ‘ricostruzione’ dopo i noti fatti del 2009 e l’acquisizione della quota di maggioranza da parte della società Genii Capital. Se il rookie Vitaly Petrov deve giocoforza prendere le misure della R30, anche in Force India, sebbene i motivi siano diversi, finora è stato Vitantonio Liuzzi a portare punti in cascina lasciando in ombra Adrian Sutil, a Melbourne kappaò per un guasto nel corso del nono passaggio di gara.  

La Williams ha mosso la classifica sia in Bahrain che in Australia grazie al solo Rubens Barrichello, mentre l’esordiente Nico Hulkenberg, approdato in F.1 con un curriculum di tutto rispetto, è alla ricerca di un’occasione propizia per lasciare il più presto possibile un segno nella categoria regina. 

La FW32, seppure estremamente convenzionale nelle forme, non ha comunque incontrato particolari difficoltà nel ridimensionare le ambizioni di Toro Rosso e Sauber. In Australia la scuderia faentina ha sfiorato la top ten con il giovanissimo Jaime Alguersuari, ma necessita di un Sebastien Buemi non più a mezzo servizio per puntare stabilmente a risultati degni di nota. 

Delusione di questo primo scorcio di stagione la Sauber progettata da Willy Rampf, poi fuoriuscito dal team capitanato da patron Peter, che con Pedro de la Rosa e Kamui Kobayashi si trova ad arrancare nelle retrovie avendo ormai ampiamente disatteso le aspettative della vigilia.  

Induce al cauto ottimismo la progressione della Lotus, che a dispetto dei guai palesatisi sulla vettura di Jarno Trulli domenica scorsa, sul circuito dell’Albert Park ha raccolto dati preziosi grazie all’esperto Heikki Kovalainen. Meno sogni e più concretezza sarebbero d’obbligo in casa Virgin, dove il proprietario Richard Branson già favoleggia di un prossimo futuro in cui Timo Glock e Lucas Di Grassi rivaleggeranno con i top teams. Colpisce favorevolmente il lavoro imbastito dalla HRT, che in barba ai tanti problemi vissuti nel pre-stagione ha proposto un Karun Chandhok quattordicesimo a cinque giri dal vincitore già nel secondo round del Mondiale. 

Ermanno Frassoni


Stop&Go Communcation

Il Sepang International Circuit, ubicato a pochi chilometri dalla città di Kuala Lumpur, capitale della Malesia, si appresta ad ospitare […]

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/sepangpreview.jpg Sepang, Preview: Button e Hamilton all’attacco, la Ferrari tiene botta. Dubbi in casa Red Bull