Si può parlare di fuga Mondiale dopo soli due Gran Premi? Forse è un po’ prematuro, ma Sebastian Vettel sembra viaggiare ad un livello superiore in questo inizio di stagione. Oggi a Sepang il tedesco ha bissato il trionfo di due settimane fa a Melbourne, peraltro con un copione molto simile: partenza dalla pole-position e gara tutta in testa, ad eccezione delle fasi di pit-stop.

L’alfiere della Red Bull lascia quindi la Malesia a punteggio pieno, avvantaggiandosi di ciò che è successo ai suoi avversari diretti. A completare il podio troviamo Jenson Button e un sorprendente Nick Heidfeld, subito in evidenza con una partenza fenomenale (da sesto a secondo) e poi stoico nel resistere agli assalti di Mark Webber per difendere la medaglia di bronzo, la seconda di fila per la Renault.

Proprio l’australiano era stato invece autore di un avvio al rallentatore, retrocedendo sino alla nona piazza. Da lì una laboriosa risalita, che ha confermato il potenziale di questa Red Bull a dispetto della necessità di una sosta ai box aggiuntiva. È andata peggio a Lewis Hamilton e Fernando Alonso: l’inglese è andato in crisi di gomme dopo il terzo pit-stop, chiudendo solo 7° dopo aver mantenuto per più di metà corsa il ruolo di “anti-Vettel”.

Al giro 48, dopo aver cercato di resistere alla pressione dello spagnolo, il portacolori della McLaren ha subito una toccata alla gomma posteriore proprio dal ferrarista, costretto così a rientrare ai box per sostituire l’ala danneggiata. Un vero peccato per Alonso, che avrebbe potuto conquistare il podio: per lui 6° posizione, ottenuta in volata alle spalle del compagno Felipe Massa. La Ferrari può però rincuorarsi per le interessanti prestazioni della propria vettura, frenate da qualche episodio sfavorevole, tra cui almeno due pit-stop non impeccabili.

Con la minaccia di pioggia rimasta soltanto tale, al di là di qualche sporadica goccia caduta a più riprese, il tema dominante è stata la gestione delle coperture Pirelli. I diversi gradi di consumo tra i vari concorrenti non hanno mai reso scontato l’esito delle varie battaglie: ne è stato protagonista pure Vitaly Petrov, incappato tuttavia in un incidente spettacolare mentre era agevolmente in zona punti. A 3 tornate dal termine, nel tentativo di riprendere l’asfalto dopo una piccola escursione, ha compiuto un salto-record su un dosso rimediando la rottura del piantone dello sterzo.

La top-ten è così completata da Kamui Kobayashi, Michael Schumacher (coinvolti in numerosi ruota a ruota appassionanti) e dal rookie scozzese Paul Di Resta, 10° per la Force India. Domenica difficile invece per Nico Rosberg, soltanto 12°. A secco resta inoltre la Toro Rosso.

Il caldo di Kuala Lumpur si è rivelato fatale per varie vetture nelle retrovie: problemi tecnici hanno messo ko le due Williams, le due Hispania, la Sauber di Sergio Perez, la Lotus del nostro Jarno Trulli e la Virgin di Jerome D’Ambrosio.

L’impiego del KERS e dell’ala posteriore mobile hanno aggiunto ulteriore pepe alle numerose bagarre che hanno animato il GP. Non sono comunque serviti a impiensierire Vettel, l’uomo da battere anche fra sette giorni in Cina.

Classifica Campionato (clicca qui)

Classifica Gara GP Malesia

01. Sebastian Vettel – Red Bull Renault – 56 giri
02. Jenson Button – McLaren Mercedes – +3.2
03. Nick Heidfeld – Renault – +25.0
04. Mark Webber – Red Bull Renault – +26.3
05. Felipe Massa – Ferrari – +36.9
06. Fernando Alonso – Ferrari – +37.2
07. Lewis Hamilton – McLaren Mercedes – +49.9
08. Kamui Kobayashi – Sauber Ferrari – +1:06.4
09. Michael Schumacher – Mercedes – +1:24.8
10. Paul Di Resta – Force India Mercedes – +1:31.5
11. Adrian Sutil – Force India Mercedes – +1:41.3
12. Nico Rosberg – Mercedes – a 1 giro
13. Sebastien Buemi – Toro Rosso Ferrari – a 1 giro
14. Jaime Alguersuari – Toro Rosso Ferrari – a 1 giro
15. Heikki Kovalainen – Lotus Renault – a 1 giro
16. Timo Glock – Virgin Cosworth – a 1 giro

Ritirati

17. Vitaly Petrov – Renault – 53 giri
18. Vitantonio Liuzzi – Hispania Cosworth – 46 giri
19. Jerome D’Ambrosio – Virgin Cosworth – 42 giri
20. Jarno Trulli – Lotus Renault – 31 giri
21. Sergio Perez – Sauber Ferrari – 25 giri
22. Rubens Barrichello – Williams Cosworth – 23 giri
23. Narain Karthikeyan – Hispania Cosworth – 14 giri
24. Pastor Maldonado – Williams Cosworth – 8 giri

Jacopo Rubino


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