La pit board, invece dei tempi, riporta una parola sola: “magico”. Magico Alonso, che vince in Malesia dopo un GP rocambolesco partito sotto il diluvio universale e finito con una volata inedita e inaspettata. Sul traguardo, è un trionfo importantissimo per l’asturiano, che salta in testa alla classifica mondiale grazie anche alle difficoltà altrui e riporta la Ferrari a vincere dopo Silverstone 2011.

Una gara emotivamente faticossima, come dimostrano le lacrime di Andrea Stella, ingegnere di Alonso, subito dopo la bandiera a scacchi: il successo dello spagnolo, maturato al sedicesimo giro col doppio sorpasso sulle McLaren ai box dopo una partenza che lo vedeva solo quinto, dietro anche alle due Red Bull, è stato messo in dubbio solo da un incredibile Sergio Perez, fino all’ultimo giro seriamente candidato a strappare il primo posto Ad Alonso.

Il messicano della Sauber è stato il protagonista assoluto, insieme ad Alonso, di una gara gestita perfettamente in pista e al muretto: partito al fianco dello spagnolo dopo le qualifiche di ieri, Perez è risalito fino alla prima posizione nelle fasi iniziali di gara, sotto una pioggia battente, rimanendo in pista con gomme intermedie mentre tutto il gruppo decideva di passare alle heavy rain. Solo Alonso riuscirà a scavalcare il messicano, che prima di essere raggiunto dagli altri top driver si vedrà “salvato” dalla sospensione della gara.

Per lui, quindi, cambio gomme in regime di bandiera rossa e secondo posto conservato fino alla ripartenza: è quello il momento in cui, però, la gara prende una svolta del tutto inaspettata; Alonso scappa via con tempi da capogiro, il resto del gruppo arranca e solo Perez tiene il ritmo dello spagnolo.

La pista si asciuga, ma la minaccia di pioggia rimane presente e tutti sono costretti a ritardare la sosta per passare alle gomme morbide: ancora una volta, la gara si decide ai box, con la Ferrari che passa alle slick con maggior tempismo e consente ad Alonso di riprendere margine ancora su Perez.

Sull’asciutto, però, la Ferrari è troppo lenta anche per il talento di Alonso: Perez rimonta, si porta sotto al secondo di distacco ma poi, fatalmente, sbaglia a sei giri dalla fine compiendo un piccolo fuoripista. Alonso respira, Perez riparte a testa bassa per un ultimo attacco, ma due secondi e mezzo rimarranno a proteggere il ferrarista fino alla bandiera a scacchi.

I due arrivano, quindi, in volata sul traguardo, con Ferrari e Sauber, già legate da rapporti tecnici strettissimi (la scuderia svizzera è motorizzata da Maranello), unite anche dai festeggiamenti sotto il podio.

Sembra assurdo parlare di Ferrari e Sauber così a lungo al termine del GP di Malesia, dominato in tutte le prove e nelle qualifiche di ieri dalle velocissime McLaren: per la scuderia di Woking la giornata è salvata da Lewis Hamilton, terzo dopo una gara veramente difficile.

L’inglese ha portato a casa un podio d’oro, visto che in due dei suoi tre pit-stop ha perso secondi preziosi, dopo essere partito benissimo sotto la pioggia. Senza questi problemi, probabilmente, la storia della gara sarebbe stata tutt’altra.

Lo sa bene anche Jenson Button, che aveva scavalcato Hamilton proprio al primo pit-stop, e che aveva continuato ad alternarsi la posizione con il compagno di squadra nel corso delle varie fasi di gara.
La domenica, per il campione del mondo ex-Brawn, è precipitata al quindicesimo giro, con la toccata alla HRT di Karhikeyan, che si trovava decimo grazie al gioco dei pit-stop, e la sosta ai box forzata per cambiare il musetto.

Da lì, Button non ha più potuto rimontare, finendo addirittura quattordicesimo, penultimo dei doppiati, davanti ad uno spento Felipe Massa, poco competitivo per l’intera giornata e scalato lentamente nel gruppo una volta montate le gomme morbide.

La HRT di Karthikeyan è protagonista anche nel ritiro di un altro dei top driver: si tratta di Sebastian Vettel, arrivato a contatto con l’indiano in una fase di doppiaggio (e, forse, il bicampione del mondo ha qualche responsabilità), subendo la foratura della posteriore destra e vedendosi quindi costretto ad un’ulteriore sosta ai box a pochi giri dalla fine.

Un siparietto tragicomico, poi, nel finale di gara, quando Vettel si trovava già fuori dai punti: la sua squadra gli chiede prima di ritirare la vettura rientrando ai box, poi di proseguire fino al traguardo, infine di fermarsi in pista immediatamente.

Va meglio a Mark Webber, quarto dopo una gara non particolarmente aggressiva ma molto cauta, chiusa in scia di Hamilton senza mai votarsi all’attacco. A punti ancora anche Kimi Raikkonen, quinto alle prese con problemi al Kers, mentre festeggia la Force India, con due vetture in top 10: di Resta è settimo, Hulkenberg è nono. Tra di loro, la Toro Rosso di Vergne, che segna i suoi primi punti iridati in carriera.

Un punto anche per Schumacher, che raccoglie il minimo in una gara molto negativa per la Mercedes, partita benissimo come in Australia e poi, proprio come una settimana fa, scalata nel gruppo chiaramente in debito di velocità nell’utilizzo delle gomme sui long run.

Rosberg, infatti, è solo tredicesimo, dietro alla seconda Toro Rosso, quella di Ricciardo.

Il Gran Premio delle piccole lo vince ancora la Catheram, stavolta con Petrov, davanti alla Marussia di Glock e al compagno di squadra Kovalainen.

Classificato diciottesimo, ma ritirato ancora una volta nel finale Pastor Maldonado: in Australia si era fermato all’ultimo giro, finendo contro il muro nel tentativo di passare Alonso, oggi in Malesia un guasto al motore lo ha costretto a fermare la sua Williams al box quando si trovava decimo, al penultimo giro.

La Williams del venezuelano è comunque messa in lista davanti alla Marussia di Pic, terzultimo davanti alle HRT di Karthikeyan e de la Rosa.

Due i ritirati: la Sauber di Kobayashi, ferma al quarantottesimo giro mentre il giapponese di trovava in diciottesima posizione, metre dopo soli due giri è stato costretto al ritiro Grosjean.

Il francese, che ha coperto cinque giri nelle prime due gare, prima ha tamponato Schumacher in partenza, mandandolo in testacoda, poi ha perso il controllo della sua Lotus sotto la pioggia finendo nella ghiaia.

Al termine di questo appassionante GP, la F1 prende la sua prima pausa: si tornerà in pista tra tre settimane, nel week-end del 13, 14 e 15 Aprile a Shanghai, per il Gran Premio di Cina.

Classifica

01. Fernando Alonso – Ferrari – 56 giri
02. Sergio Perez – Sauber-Ferrari – +2.263
03. Lewis Hamilton – McLaren-Mercedes – +14.591
04. Mark Webber – Red Bull Racing-Renault – +17.688
05. Kimi Räikkönen – Lotus-Renault – +29.456
06. Bruno Senna – Williams-Renault – +37.667
07. Paul di Resta – Force India-Mercedes – +44.412
08. Jean-Eric Vergne – STR-Ferrari – +46.985
09. Nico Hulkenberg – Force India-Mercedes – +47.892
10. Michael Schumacher – Mercedes – +49.996
11. Sebastian Vettel – Red Bull Racing-Renault – +1:15.527
12. Daniel Ricciardo – STR-Ferrari – +1:16.828
13. Nico Rosberg – Mercedes – +1:18.593
14. Jenson Button – McLaren-Mercedes – +1:19.719
15. Felipe Massa – Ferrari – +1:37.319
16. Vitaly Petrov – Caterham-Renault – a 1 giro
17. Timo Glock – Marussia-Cosworth – a1 giro
18. Heikki Kovalainen – Caterham-Renault – a 1 giro
19. Pastor Maldonado – Williams-Renault – a 2 giri
20. Charles Pic – Marussia-Cosworth – a 2 giri
21. Narain Karthikeyan – HRT-Cosworth – a 2 giri
22. Pedro de la Rosa – HRT-Cosworth – a 2 giri

Ritirati

23. Kamui Kobayashi – Sauber-Ferrari – 46 giri
34. Romain Grosjean – Lotus-Renault – 3 giri

Massimo Caliendo


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