Mai podio fu più teso: questo l’incredibile risultato di un Gran Premio della Malesia molto caotico e dal turbolentissimo finale, che resituisce una “festa” del podio fatta di nervi e di grande perplessità da parte dei protagonisti.

A vincere è Sebastian Vettel, dopo una lunga battaglia con il compagno di squadra Mark Webber che completa una doppietta per il team austriaco intrisa di polemiche: tutto nasce al quarantaseiesimo giro, con Webber che guida la gara dopo aver azzeccato le scelte strategiche delle soste ai box proprio davanti a Vettel.
Il campione del mondo, però, rompe improvvisamente la tregua e attacca la leadership: Webber tenta di resistere fino in fondo, e il duello si spinge forse oltre i giusti limiti che esistono tra due compagni di squadra. Nel finale Vettel passa e Webber, che a fine gara rivendica l’esistenza di un ordine di scuderia, rifiuta di accettare le scuse della squadra e le spiegazioni estemporanee dello stesso Vettel.

A completare il podio, anche qui dopo un lungo momento di tensione tra team e piloti, c’è Lewis Hamilton: l’inglese, che oggi si è anche reso protagonista di un banale errore infilandosi nel pit della McLaren, nel finale di gara è stato letteralmente protetto da Ross Brawn da un Rosberg intenzionato a portarsi a casa il podio proprio a dispetto del compagno di squadra.

Rosberg si è dovuto, alla bandiera a scacchi, accontentare del quarto posto certificato con una tiepida stretta di mano nel parco chiuso con il suo amico Hamilton.

Dal quadro generale manca la Ferrari: Felipe Massa ha chiuso la gara in quinta posizione, vedendo sfumata la prima fila conquistata in qualifica in una caotica partenza; nel finale, poi, il Brasiliano ha cambiato gomme a pochi passaggi dal termine compiendo una bella rimonta sulle Lotus, anche oggi brave a fare una sosta in meno degli avversari, ma terminate rispettivamente in settima e ottava posizione con Grosjean e Raikkonen.

Il francese, dopo qualche bel sorpasso, ha approfittato anche della giornata non brillantissima di Raikkonen che ha commesso più di qualche errore uscendo due volte di pista.

Un solo giro è durata, invece, la gara di Fernando Alonso: dopo una buona partenza che lo aveva issato in seconda posizione, lo spagnolo ha subito toccato la Red Bull di Vettel danneggiando la sua ala anteriore e poi pagando con il ritiro la scelta più che incomprensibile di rimanere in pista e non fermarsi immediatamente ai box.

Nell’idea del muretto Ferrari c’era la voglia di sostituire il muso danneggiato in contemporanea con la necessaria sosta ai box per passare dalle intermedie di inizio gara alle gomme slick: alla fine del primo giro, però, l’ala è collassata sotto il peso aerodinamico incastrandosi sotto la scocca della monoposto di Alonso, costringendolo così immediatamente al ritiro.

Un pesantissimo zero in classifica, sopratutto alla luce della vittoria di Vettel e i punti comunque conquistati da Red Bull e Lotus.

Nella Top 10 c’è anche la McLaren con Sergio Perez: il messicano, autore del giro più veloce della gara all’ultimo passaggio, ha raccolto la nona posizione dopo essere stato superato da un bravissimo Hulkenberg, ottavo al traguardo. Nella lotta per i punti era rientrato, fino a due giri dalla bandiera a scacchi, anche Jenson Button: l’inglese, che poi ha pagato un errore del team al pit-stop, nel finale è stato costretto al ritiro da un problema tecnico.

Col suo ritiro rientra in zona punti la Toro Rosso di Vergne, decimo dopo l’uscita di scena anche del suo compagno di squadra Ricciardo. Il punto del francese, però, traballa sotto il chiarissimo “unsafe relase” che lo ha portato, nel corso della sua prima sosta, a tamponare il rientrante Pic.

I commissari investigheranno l’accaduto a fine gara, probabilmente penalizzando il pilota della Toro Rosso e assegnando l’ultimo punto a disposizione oggi a Valtteri Bottas, undicesimo e ultimo dei non doppiati.

Un giro di ritardo per Gutierrez, dodicesimo con quasi un minuto di vantaggio su Bianchi: il francese è stato ancora bravissimo tra gli esordienti dei piccoli team precedendo le Catheram di Pic e van der Garde ed il compagno di squadra Chilton, ultimo.

Sei piloti non sono arrivati alla bandiera a scacchi: oltre a quelli già citati in precedenza, fuori gara anche le promettenti Force India di Sutil e Di Resta, entrambi azzoppati da problemi ai box.

Dopo un inizio spettacolare, la Formula 1 prende una piccola pausa: tra tre week-end si tornerà in pista a Shanghai, per il Gran Premio di Cina 2013.

Classifica

01. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault – 56 giri
02. Mark Webber – Red Bull-Renault – +4.2
03. Lewis Hamilton – Mercedes – +12.1
04. Nico Rosberg – Mercedes – +12.6
05. Felipe Massa – Ferrari – +25.6
06. Romain Grosjean – Lotus-Renault – +35.5
07. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – +48.4
08. Nico Hulkenberg – Sauber-Ferrari – +53.0
09. Sergio Perez – McLaren-Mercedes – +1:12.3
10. Jéan-Eric Vergne – Toro Rosso-Ferrari – +1:27.1
11. Valtteri Bottas – Williams-Renault – +1:28.6
12. Esteban Gutierrez – Sauber-Ferrari – a 1 giro
13. Jules Bianchi – Marussia-Cosworth – a 1 giro
14. Charles Pic – Caterham-Renault – a 1 giro
15. Giedo van der Garde – Caterham-Renault – a 1 giro
16. Max Chilton – Marussia-Cosworth – a 2 giri

Ritirati

17. Jenson Button – McLaren-Mercedes – 53 giri
18. Daniel Ricciardo – Toro Rosso-Ferrari – 51 giri
19. Pastor Maldonado – Williams-Renault – 45 giri
20. Adrian Sutil – Force India-Mercedes – 27 giri
21. Paul Di Resta – Force India-Mercedes – 22 giri
22. Fernando Alonso – Ferrari – 1 giro

Massimo Caliendo

 


Stop&Go Communcation

Nel GP della Malesia trionfa la Red Bull, ma Webber non ci sta: Vettel viola ogni ordine di squadra e lo supera nel finale per la vittoria.

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2013/03/malesia_2013_webber_vettel_podio.jpg Sepang, Gara: Doppietta Red Bull, ma che tensione tra Vettel e Webber!