Il verdetto della pista di Sakhir, teatro del primo appuntamento del Mondiale F.1 edizione 2010, sembra differire solo marginalmente da quanto emerso nelle sessioni di prove pre-stagione in merito ai reali valori in campo che costituiranno il leit-motiv del campionato, partito lo scorso week-end sul tracciato di nuova generazione progettato dall’architetto tedesco Hermann Tilke.  

Fernando Alonso e Felipe Massa, autori di una perentoria doppietta nella calura del Bahrain, hanno infatti confermato la genuinità del pacchetto Ferrari dimostrando di poter competere ad armi pari con la Red Bull di Sebastian Vettel, fermamente intenzionato a portare il titolo iridato nella bacheca del noto produttore di bevande energizzanti.  

Se l’esito del Gran Premio inaugurale del 2010 è stato solo parzialmente falsato dall’improvviso cedimento meccanico che ha indotto il mai domo Vettel, scattato alla perfezione dalla pole position, ad accontentarsi di un agrodolce quarto posto, va al tempo stesso evidenziata la determinazione mostrata dai due ferraristi, convinti in cuor loro di poter rompere gli indugi allo scopo di sopravanzare il rivale della Red Bull.  

Appurato che la F.1 nuovo formato, fondata sulle strategie dei cambi gomme e sull’altrettanto importante meticolosità di tecnici e ingegneri volta a contenere il degrado degli pneumatici, ha testé presentato nell’asettico deserto mediorientale l’indiscutibile consistenza del trio Alonso-Massa-Vettel, nei box di Ferrari e Red Bull tutti hanno compreso di dover fare i conti anche con la McLaren, capace di ‘scippare’ un podio meritato alla recalcitrante RB6 grazie alle consuete prodezze di Lewis Hamilton.  

Comprensibilmente guardinghi gli alfieri della Mercedes, che si propone al momento nelle vesti di probabile quarta forza del Mondiale. Nico Rosberg e Michael Schumacher hanno comunque eseguito senza tentennamenti il lavoro indicato dalla Casa di Stoccarda, ma risulta evidente che il doppio diffusore introdotto in Bahrain non ha sortito gli effetti sperati.  

Alla prima uscita deludono il campione del mondo in carica Jenson Button e Mark Webber, entrambi battuti sonoramente dai rispettivi compagni di squadra. Convince l’italiano Vitantonio Liuzzi, in grado di regalare i primi punti della stagione alla Force India, mentre il rookie della Williams Nico Hulkenberg affronta in modo forse un po’ troppo garibaldino l’esordio nei Gran Premi.  

Poco da segnalare sul fronte dei piloti delle scuderie debuttanti, impegnati a pagare il noviziato delle proprie acerbe monoposto, anche se la Lotus ha vinto nettamente il primo confronto che la opponeva a Hispania e Virgin. Il duo composto da Heikki Kovalainen e Jarno Trulli è infatti riuscito a transitare sotto la bandiera a scacchi seppure con un ritardo consistente, impresa invece fallita nel caso delle formazioni Senna-Chandhok e Glock-Di Grassi, alle prese col problema affidabilità.  

Chi sale  

Fernando Alonso (voto 10): Autore del terzo crono in qualifica, davanti alle telecamere il neoacquisto della Ferrari ammette candidamente le piccole sbavature commesse nell’ultimo giro lanciato che lo hanno quasi certamente privato di un posto in prima fila. Deciso a rifarsi in gara, lo spagnolo scatta bene dalla piazzola più pulita dello schieramento e non ha difficoltà a superare il compagno di squadra in uscita dalla prima curva. Nello stint iniziale soffre dietro a Sebastian Vettel con gli stessi pneumatici utilizzati in Q3, salvo poi rinvenire prepotentemente dopo il cambio gomme. Spietato nelle impegnative fasi di doppiaggio, Alonso approfitta del rallentamento del rivale Red Bull per guadagnare la leadership e tracciare un solco tra sé e i diretti inseguitori fino alla conquista della vittoria finale. In Bahrain Fernando ha difeso per la prima volta i colori del Cavallino, ciononostante l’impressione è che al di là delle dichiarazioni di facciata l’ex iridato abbia effettivamente instaurato una solida relazione all’interno del team.  

Felipe Massa (voto 10): Bentornato, Felipe. Con un figlio in più e il brutto ricordo ormai rimosso del crash avvenuto nelle qualifiche dell’Hungaroring 2009, il brasiliano ha dimostrato se mai ce ne fosse il bisogno la perfetta integrità psicofisica che tuttora lo caratterizza. Quasi impeccabile il sabato pomeriggio, quando soltanto una Red Bull stratosferica nelle mani di Vettel può rovinargli l’appuntamento con la pole position, al pronti-via del Gran Premio Massa è forse fin troppo corretto nei confronti del compagno di scuderia Alonso, cui lascia tranquillamente strada evitando la benché minima scaramuccia. Sopravanzato Vettel, nelle tornate conclusive tenta inutilmente di avvicinarsi al leader, rischiando però di vanificare tutto con un controllo di guida al limite che lo riporta a più miti consigli. E’ grazie alle sue doti di concentrazione se la doppietta Ferrari diviene realtà, ma in Australia Felipe dovrà cercare di rendere più dura la vita ad Alonso.  

Sebastian Vettel (voto 10): Ricomincia la ‘fiera’ delle occasioni perse per il forte pilota tedesco, che sulla falsariga di quanto avvenuto fin troppe volte nel corso del 2009 deve nuovamente arrendersi di fronte alla carente affidabilità del pacchetto Red Bull. Imbattibile sul giro secco in qualifica, allo spegnersi del semaforo rosso conserva senza problemi la leadership dominando la corsa per 34 giri. Costretto ad alzare bandiera bianca a causa di un problema di natura meccanica, Vettel riesce comunque a concludere in quarta posizione lasciando però il podio nelle mani del trio Alonso-Massa-Hamilton. Forse i ferraristi lo avrebbero raggiunto e superato ugualmente, eppure non è in questo modo che a Milton Keynes pensavano di iniziare la stagione.  

Nico Rosberg (voto 7,5): Mentre Hamilton non deve faticare molto per avere ragione di un Vettel ormai alla frutta nella lotta per l’ultimo gradino del podio, il tedesco della Mercedes si rende protagonista di una partenza autorevole e di una gara consistente, in barba a chi già lo vedeva irrimediabilmente dietro al titolato compagno di squadra Michael Schumacher nella ‘season opener’ di Sakhir. Rispetto al suo connazionale, assente dalla F.1 attiva per tre anni, Rosberg ha infatti dimostrato di possedere un ottimo senso del ritmo unito ad una produttiva visione della corsa, premiata alla fine col quinto posto che non può tuttavia soddisfare i vertici di Stoccarda, consapevoli di dover recuperare in tempi rapidi il divario nei confronti di Ferrari, Red Bull e McLaren.  

Chi scende  

Jenson Button (voto 4,5): A Sakhir la McLaren non vale un’unghia di Ferrari e Red Bull, ma da un campione del mondo ci si aspetta sempre qualcosa di più. Tutt’altro che irresistibile al momento dello start, l’inglese fatica nel primo stint con una monoposto stracarica di benzina. Peccato però che le condizioni fossero le stesse per tutto il gruppone. Nelle fasi finali dà l’impressione di poter impensierire la cavalcata di Schumacher verso il sesto posto, invece prima di tagliare il traguardo deve persino guardarsi dagli attacchi della rediviva Red Bull di Mark Webber. Come se questo non bastasse, perde il confronto diretto con Lewis Hamilton, a podio con la ‘complicità’ di Vettel, e guadagna quattro punti che difficilmente gli saranno di consolazione da qui al Gran Premio d’Australia.  

Mark Webber (voto 4,5): Sbaglia in qualifica, quando peraltro si fa letteralmente sovrastare da Vettel, e pasticcia di nuovo in gara non appena si spegne il semaforo rosso. Precipita all’ottavo posto e lì conclude la corsa, senza proporre un minimo guizzo che sotto il profilo delle performances la Red Bull poteva sicuramente permettergli. Negli ultimi giri tenta di infastidire Button, ma il loro sembra soprattutto un duello all’insegna del ‘vorrei ma non posso’.  

Adrian Sutil (voto 5): Parte male e si lascia prendere dal nervosismo, fino a ‘girarsi’ a bordo pista in compagnia della Renault di Robert Kubica. Riesce a riprendere la corsa senza problemi di sorta, peccato solo che nel frattempo abbia gettato alle ortiche secondi preziosi. Il suo compagno di squadra Vitantonio Liuzzi termina nono e regala due punti alla Force India, lui invece è soltanto dodicesimo.  

Nico Hulkenberg (voto 5): Veloce è veloce, anche se nelle qualifiche di Sakhir incassa qualche decimo di ritardo dal compagno di colori Rubens Barrichello, il punto è che non è più in GP2 col top team ART e deve quindi rendersi conto di essersi impegnato a guidare una Williams e non una Ferrari. Esce sconfitto nel duello iniziale con Pedro de la Rosa e Jaime Alguersuari, visto che alla curva 6 finisce da solo in testacoda accontentandosi poi di tagliare il traguardo in quattordicesima posizione. L’insufficienza vale da monito per il futuro, dal momento che le qualità di base ci sono tutte. Meglio però farle fruttare il prima possibile: intanto Barrichello un punto l’ha preso… 

Ermanno Frassoni


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