Limitazioni ai diffusori (da Silverstone), via le mappature da qualifica (da subito, a Valencia): in questo ultimo periodo la FIA ha imposto un giro di vite che potrebbe risultare significativo per le prestazioni delle varie vetture di Formula 1. Il team che aveva maggiormente estremizzato questi concetti, la Red Bull, è attesa ora alla conferma dello stesso livello di competitività.

Dal canto suo Sebastian Vettel non è particolarmente preoccupato per il potenziale della sua RB7, con la quale sino a qui ha conquistato 5 dei primi 7 round in calendario, facendo il vuoto in classifica generale. “Credo che la nostra macchina sia la migliore nella sua concezione generale, e per questo la sua velocità non dipende da un solo componente”, ha commentato il tedesco.

“Chiunque ritenga che la Red Bull sarà la più svantaggiata da queste novità, penso che rimarrà sorpreso…”.

Della stessa convizione anche il boss Dietrich Mateschitz, che con orgoglio ha sottolineato: “Non saremmo la Red Bull se non avessimo già pronte alcune idee per contrastare l’effetto del divieto”.

Più piccato il parere del consulente sportivo Helmut Marko, secondo il quale la Federazione avrebbe agito per minare la supremazia delle monoposto anglo-austriache. “Se gli altri non sono in grado di copiarci, chiedono che le nostre idee vengano bandite”, si legge sul quotidiano La Stampa. “Questo in definitiva aiuta la Ferrari, e la decisione sembra essere stata presa proprio per dar loro un vantaggio”.

A detta di Marko, anche la McLaren risulterebbe penalizzata quanto la Red Bull dalle restrizioni sui diffusori soffiati: “Loro ci avevano imitato molto bene, la Ferrari questo sistema non è stata in grado di replicarlo”.


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/f1-230611-01.jpg Red Bull e Vettel non temono le limitazioni, ma Marko attacca la FIA