La Formula 1 torna in Europa per l’ottavo round della stagione, sul circuito stradale di Valencia, dove Pirelli è attesa a un altro debutto. Per la prima volta sarà infatti usato in gara il nuovo pneumatico medium, provato da tutti i team durante le libere in Canada. La mescola medium, che nel fine settimana di Valencia sarà la “prime”, si distingue per le marcature bianche. Sul circuito stradale spagnolo, gli pneumatici saranno soggetti a uno dei carichi di lavoro più impegnativi della stagione, sul tracciato che vanta il numero più elevato di curve di ogni altro nel calendario di Formula 1. Vediamo alcune delle più importanti…
 
Il circuito
 
Il tracciato, lungo 5419 metri, ha 25 curve, oltre a quattro rettilinei dove le monoposto raggiungono quasi i 300 km/h.
 
La curva 2 si affronta a una velocità relativamente bassa, con carico aerodinamico ridotto. Il grip deriva principalmente dagli pneumatici, che riescono a generare aderenza attraverso sterzata e trazione. Il nuovo pneumatico medium offre grip e durata maggiori, fattori assolutamenti cruciali per evitare il sottosterzo. La mescola più morbida è più orientata verso grip e prestazioni.
 
La curva 9 è un punto-chiave del giro. La superficie irregolare della pista prima del ponte fa sì che in questo punto il grip sia una questione fondamentale. Lo stesso problema, amplificato dalla presenza di una stretta curva a destra, si verifica alla fine del ponte. Tutta la potenza del motore viene poi scaricata in rettilineo fino alla settima marcia, sfruttando anche il KERS per raggiungere la velocità di punta. In questa situazione, gli pneumatici devono generare la massima trazione possibile.
                                                                       
La 17 è una curva stretta che, durante un giro d’uscita, aiuta a portare rapidamente in temperatura gli pneumatici. Con le soft, i piloti possono attaccare con il massimo grip possibile la sequenza di curve più impegnative del giro, controllando alla perfezione le reazioni della monoposto. Questa sequenza di curve si affronta in settima marcia, quindi è importante tenere la traiettoria perfetta, guidando nel modo più pulito possibile per evitare un degrado eccessivo. Dopo una frenata severa, i piloti affrontano l’ultima curva prima del rettilineo di partenza-arrivo, dove viene nuovamente rilasciata tutta la potenza del motore.
 
Blistering
 
Uno dei problemi principali che i piloti possono incontrare con i loro pneumatici è un fenomeno noto come “blistering”. Tutti gli pneumatici PZero sono sottoposti a un trattamento chimico per ridurre al minimo il rischio di questa evenienza, causata essenzialmente dal surriscaldamento.
 
Sono diversi i motivi per cui gli pneumatici possono surriscaldarsi, in primis quando scivolano troppo e generano troppo attrito. Questo può avvenire per mancanza di carico, per problemi di assetto della monoposto o per uno stile di guida troppo aggressivo.
 
Il blistering ha origine nella parte più interna dello pneumatico, quella più stressata e sottoposta alle temperature più elevate. Il fenomeno si verifica quando la gomma vicina alla carcassa si surriscalda, creando piccole bolle d’aria all’interno del pneumatico, che gradualmente attivano un principio di distacco della gomma in diversi punti.
                                                                                      
Si verificano quindi dei veri e propri distacchi di porzioni di gomma di dimensione variabile a seconda del livello di stress termico e meccanico cui sono soggette. Restano così dei crateri, piuttosto ampi e visibili sul battistrada, che spesso arrivano fino alla carcassa. L’aspetto è molto simile a quello di una vescica, ovvero “blister” in inglese, da cui il nome.

Per prevenire il blistering, i piloti devono mantenere uno stile di guida pulito, evitando che la monoposto scivoli troppo e surriscaldi gli pneumatici. I Team devono anche accertarsi che ci sia sufficiente carico, in modo che le monoposto abbiano il giusto grip aerodinamico in curva.
 
Quando una vettura è vicina a quella che la precede, la scia le fa perdere carico, facendola scivolare di più, un altro fattore che può portare al surriscaldamento e all’eventuale blistering.
 
Anche le condizioni del circuito hanno un effetto profondo. Quando la pista è “verde”, con pochissima gomma depositata sulla superficie, c’è anche meno grip e le monoposto scivolano di più. Col progredire del weekend, sulla pista vengono lasciati depositi che man mano la ricoprono con uno strato di materiale gommoso.
 
Questa traiettoria pulita, o gommata, genera un grip eccezionale a contatto con lo pneumatico, riducendo il degrado e il rischio di blistering. Tuttavia, il blistering è un evento piuttosto raro, a sottolineare la consistenza e la stabilità dei nuovi pneumatici PZero.


Stop&Go Communcation

La Formula 1 torna in Europa per l’ottavo round della stagione, sul circuito stradale di Valencia, dove Pirelli è attesa […]

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/f1-230611-05.jpg Pirelli: Il Gran Premio d’Europa dal punto di vista delle gomme