Per nulla scalfito dalle 67 primavere che non sembrano peraltro averlo cambiato nemmeno nei lineamenti del volto, il team manager svizzero Peter Sauber, rientrato a pieno titolo nei ranghi del Circus iridato rilevando a fine 2009 le strutture cedute dalla Bmw, non ha nascosto di avere trovato nuova linfa grazie alla combattività mostrata nel corso del 2010 dal suo pupillo Kamui Kobayashi, affiancato in squadra prima da Pedro de la Rosa e poi da Nick Heidfeld.

Kamui è stato capace di ispirare tutto il team – ha dichiarato Sauber – la sua freschezza e uno stile di guida votato all’attacco ci hanno regalato molti sorrisi nella stagione appena conclusa. Ci è bastato osservare le reazioni degli spettatori assiepati sugli spalti per renderci subito conto di quanto la gente ami Kobayashi. I suoi sorpassi in pista sono sempre divertenti da vedere”.

Sauber, però, ci tiene ad evidenziare anche le altre qualità del 24enne pilota giapponese, rookie in F.1 sul finire del 2009 al volante della Toyota: “Sarebbe davvero ingiusto focalizzarsi solo su questo aspetto. Kamui ha infatti dimostrato di essere un driver intelligente che sa come mettere a frutto una strategia di gara. Quest’anno ha concretizzato dei progressi notevoli e sono convinto che proseguirà sui giusti binari deliziandoci ancora nel prossimo futuro”.

Le critiche ricevute da patron Peter a inizio stagione per l’ingaggio di Kobayashi, ritenuto da alcuni disattenti addetti ai lavori alla stregua di una scelta di secondo piano, appartengono ormai al passato: “Certi presunti esperti hanno cominciato a guardarmi con sospetto non appena ho deciso di mettere sotto contratto Kamui in vista del Mondiale 2010. Già allora le mie sensazioni mi dicevano che l’acquisto era sensato, e oggi sono lietissimo di averlo in squadra”.

A breve raggio dal 2011, intanto, Sauber ha raccolto l’ennesima sfida, ovverosia lanciare nel parterre della F.1 il nome di Sergio Perez, vice campione nella propedeutica GP2 Main Series 2010: “Sergio è un pilota che trabocca talento. Per lui l’essenziale sarà imparare in fretta i meccanismi che regolano la F.1, quindi gli suggerisco di prendere esempio dal lavoro del suo compagno di squadra così come Kobayashi aveva fatto rapportandosi a colleghi del calibro di Pedro de la Rosa e Nick Heidfeld”.

La coppia Kobayashi-Perez partirà in ogni caso alla pari: “Alla Sauber non c’è un pilota numero uno. Ad entrambi i drivers garantiamo il medesimo trattamento, ma è ovvio che mi aspetto da Kamui un surplus di risultati favorito dall’anno di esperienza maturato a Hinwil nel 2010”.

Ermanno Frassoni


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/kob.jpg Peter Sauber elogia l’approccio di Kamui Kobayashi: “Ha portato una ventata d’aria fresca nel team”