Tante sono state le critiche mosse nei confronti del rookie Lance Stroll, che ha deluso le aspettative alla sua prima gara in Formula 1 con la Williams.

Il Gran Premio d’Australia di domenica scorsa ha inaugurato una nuova era della Formula 1, con vetture diverse e più veloci rispetto alle precedenti; non è stato solo il debutto per queste nuove monoposto, ma anche per un pilota come Lance Stroll.

Canadese, 18 anni e con tre stagioni in monoposto, Stroll ha bruciato le tappe tradizionali che un pilota percorre prima di arrivare nel mondo del Circus. Durante i test invernali e tutto il week-end di Melbourne, l’esordiente è stato ampiamente criticato, colpa (forse) anche del posto assicurato da suo padre Lawrence, miliardario che, a quanto si dice, versa parte del patrimonio per assicurare il posto al figlio.

Nessuno può mettere in dubbio che il fine settimana australiano non sia da voto negativo per Stroll e che le prossime gare siano tutte in salita, ma è ancora troppo presto dare una bocciatura completa: la prima gara è sempre quella più difficile e, al massimo, si rinvia il giudizio dopo le prossime.

Ci sono molti motivi per cui – a nostro parere – Lance Stroll debba avere la fiducia degli appassionati e degli addetti ai lavori per i prossimi Gran Premi:

  • Il palmarès – In pochi anni il canadese ha conquistato ben tre titoli importanti nel panorama delle monoposto addestrative: campione nella Formula 4 italiana nel 2014, campione della Toyota Racing Series nel 2015 e campione della Formula 3 europea lo scorso anno. È facile dire che aveva una vettura competitiva – la Prema è uno dei nostri vanti italiani nelle categorie europee e internazionali – ma senza il talento non si va da nessuna parte, soprattutto per quanto riguarda l’agguerritissima F.3.
  • L’età – Pochi piloti come lui sono arrivati alla massima formula alla sua età e, purtroppo, il rischio è quello di bruciare troppo presto un talento che deve essere allenato. La Williams è il posto giusto per lui, soprattutto grazie anche alla presenza di un esperto con Felipe Massa, che sicuramente aiuterà il ragazzo nella sua formazione.
  • Le vetture – Quelle di quest’anno sono delle monoposto a dir poco eccezionali e veloci, di tutt’altra pasta rispetto a quelle che vedevamo in pista lo scorso anno; Stroll ha potuto provare solo quel tipo di vetture che, unite a una carriera in monoposto cortissima, lo mettono in difficoltà davanti alla FW40. Non può essere comparato con il nostro Antonio Giovinazzi, che ha “rispettato” la strada tradizionale per la Formula 1 e che in Australia saliva sì al volante della Sauber senza aver corso il venerdì, ma che già aveva visto a Barcellona nelle prove invernali.
  • Il calendario – Il prossimo appuntamento mondiale è il Gran Premio della Cina, il primo dei restanti diciannove di quest’anno; abbastanza per Stroll per poter migliorare sulla prestazione in qualifica e in gara, anche perché difficilmente a lui può capitare la situazione che ha visto coinvolti Max Verstappen e Daniil Kvyat lo scorso anno, quando il secondo fu retrocesso in Toro Rosso per la promozione del primo in Red Bull dopo sole quattro gare.

Dunque, auguriamo a Lance di poter dimostrare tutto il suo valore in pista, evitando quelle critiche che – al momento – sono inutili e dannose per la sua crescita, che arrivano da coloro che vedono soltanto i soldi all’interno del suo bagaglio e non ciò che ha guadagnato sulle piste.

Luca Basso


Stop&Go Communcation

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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/03/f1-williams-stroll-30032017-1.jpg Perché è ancora troppo presto bocciare Lance Stroll