Non c’è probabilmente parere più autorevole di quello di Lewis Hamilton per esprimere un giudizio sulle prestazioni della nuova McLaren. Nei test della scorsa settimana a Barcellona, l’inglese è stato appena il 14esimo pilota più veloce nella classifica combinata di tutti i giorni: a suo dire, la MP4-26 è in ritardo di circa un secondo rispetto alla concorrenza, meno comunque di quanto si era mormorato.

“Non siamo a 2 secondi dalla vetta, anche se non sono mai sceso sotto al minuto e 22. Avrei potuto fare 1’22 basso in assetto da qualifica”, ha dichiarato ad Auto Motor und Sport.

Un risultato che, se confermato, sul giro secco metterebbe la scuderia di Woking non solo alle spalle dei top-team Red Bull, Ferrari e Mercedes, manche anche di Renault, Sauber e forse, addirittura, Williams e Toro Rosso.

“Sui long-run, invece, la situazione è ok”.

La monoposto argentata, ritenuta fra le più interessanti dal punto di vista tecnico, ha sofferto di problemi agli scarichi (diversi sono stati gli inconvenienti in merito), tanto che per il momento è stata abbandonata l’ardita disposizione “rovesciata”. Qualche difficoltà ci sarebbe anche con la deformazione dell’ala anteriore. “Teniamo le dita incrociate e speriamo che i ragazzi possano trovare una soluzione”, ha ammesso l’iridato 2008.

A non tagliare fuori la McLaren c’è in ogni caso Fernando Alonso, secondo cui la compagine britannica “è più competitiva di quanto sembri”.

“I test invernali non dicono nulla, al massimo ci si poteva aspettare qualcosa di più. Quando saremo in Australia si vedrà, ma lotteranno per il podio, non per il decimo posto”, ha sottolineato lo spagnolo della Ferrari, alfiere McLaren nel 2007.


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