A Silverstone anche la Pirelli vuole proseguire nella sua annata da assoluta protagonista. Le coperture italiane si stanno dimostrando una variabile fondamentale nell’esito delle corse fino a questo momento e in Inghilterra, durante le libere, oltre ad avere a disposizione le dure e le morbide, le scuderie potranno disporre di due set di mescola dura sperimentale.

Paul Hembery, Direttore di Pirelli Motorsport, parla appunto di questa novità: “Silverstone è uno dei circuiti simbolo del calendario di Formula 1, proprio perché è così esigente per i piloti, per le monoposto e per gli pneumatici – ha analizzato con scrupolo – Per questo motivo abbiamo scelto di testare qui, durante le prove libere, una mescola dura sperimentale, che potremmo usare in futuro. Il nuovo pneumatico ha un campo di lavoro leggermente più ampio, che dovrebbe consentire alle squadre di portare più facilmente gli pneumatici nella giusta temperatura di esercizio. Ma con un Campionato così equilibrato, la nostra priorità è garantire che nessun team abbia un qualche vantaggio”.

L’obiettivo di Hembery, e di tutta la Pirelli, è di fornire sempre il massimo sotto il profilo delle performance: “Vogliamo mantenere le prestazioni degli pneumatici al massimo livello il più a lungo possibile, quindi questa è un’occasione preziosa per noi e per tutte le squadre per raccogliere ulteriori informazioni circa l’effetto potenziale di un nuovo composto, al fine anche di ottenere alcuni dati per il futuro – ha proseguito nella disamina – Silverstone è un circuito in cui si scarica molta energia; se a ciò si aggiungono le condizioni atmosferiche imprevedibili, ottenere un’ottima performance degli pneumatici e improntare una strategia efficace sono ingredienti essenziali per garantirsi il successo”.

Infine è intervenuto anche il collaudatore Lucas Di Grassi: “La combinazione di pneumatico duro e morbido è ideale su questo circuito, dove senza dubbio la mescola soft sarà usata per le qualifiche – ha messo in luce – La più grande difficoltà in termini di set-up è l’imprevedibilità delle condizioni atmosferiche, dunque il pilota deve concentrarsi unicamente sulla sua monoposto e raccogliere quante più informazioni possibile durante tutte le sessioni. Ho provato la mescola dura sperimentale durante i test di Jerez all’inizio di quest’anno: rispetto all’attuale dura presenta un miglior grip e un diverso consumo. È particolarmente efficace quando le temperature sono elevate e in condizioni di pista difficili: in questo modo si ha uno pneumatico che è più veloce e dura più a lungo”.

Mattia Fachinetti


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