Nonostante la nebbia di inizio sessione e le innumerevoli bandiere rosse che hanno costellato questo venerdì di test, la Ferrari finalmente, al decimo giorno di prove in pista dopo l’esordio di inizio febbraio a Jerez de la Frontera, ha completato nel pomeriggio una simulazione di gara, con Fernando Alonso che ha girato per 125 tornate complessive, finendo 4° subito alle spalle del rivale Sebastian Vettel.

In Ferrari comunque c’è soddisfazione soprattutto per il modo con il quale è venuto il tempo, come afferma Pat Fry, Direttore Tecnico della scuderia: “Abbiamo usato un mix di gomme soft usate e medium durante la simulazione e ora dovremo analizzare nel dettaglio i dati per capire dove siamo rispetto agli altri – ha raccontato ai giornalisti – A prima vista la differenza fra uno stint e l’altro può essere dovuta anche alla normale differenza di chilometraggio fra un treno di pneumatici e l’altro: alcuni presentavano un degrado significativo, alti meno”.

La giornata è trascorsa cercando di valutare tutti i particolari possibili: “Ci saranno altre novità sulla vettura negli ultimi due giorni di test e poi cercheremo di mettere insieme il meglio di ogni configurazione per la prima gara – ha proseguito Fry nella disamina – Siamo partiti con una configurazione del sistema degli scarichi particolarmente aggressiva ma dopo il test della scorsa settimana era chiaro che questa soluzione necessita di molto sviluppo prima di poterla utilizzare in gara. Pertanto, abbiamo optato per una configurazione più convenzionale”.

Fry conosce le difficoltà di questo nuovo progetto, ma non si scoraggia: “Ovviamente, avendo sviluppato la vettura per quel concetto di scarichi innovativo, ora dobbiamo riottimizzare tutto nei pochi giorni che ci restano prima dell’Australia – ha concluso – Non ci sono delle grandi differenze fra i due sistemi in termini di prestazione ma dobbiamo davvero analizzare ogni cosa nei dettagli. Credo in generale che possiamo dire di essere in una posizione discreta. Certo, si cerca sempre di essere mezzo secondo più veloce di tutti sapendo di girare costantemente con 60 chili di benzina a bordo. È chiaro che abbiamo tanto lavoro davanti a noi ma non possiamo far altro che continuare a spingere su questo fronte”.

Mattia Fachinetti


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