La Ferrari è la prima a sapere che il successo ottenuto da Fernando Alonso quasi tre settimane fa in Malesia sia stato frutto di circostanze particolari piuttosto che un repentino miglioramento delle prestazioni. Per questo motivo nessuno a Maranello si è montato la testa, concentrandosi invece a fra progredire un progetto del tutto nuovo e che richiede tempo affinchè venga sfruttato in pieno il suo potenziale.

Patr Fry, Direttore Tecnico della scuderia, spiega i motivi della leadership di Alonso nel Mondiale: “La nostra posizione è dovuta a una serie di circostanze, soprattutto legate al fatto che Fernando ha disputato due grandi gare – ha detto ai media – A Melbourne, dopo il problema in qualifica, la buona partenza e la prima curva hanno messo a posto un po’ di cose. In Malesia le condizioni meteo hanno giocato in nostro favore e la nostra vettura si è comportata bene in quelle circostanze: siamo riusciti a tirare fuori il massimo dalle opportunità che si sono presentate. Abbiamo fatto le chiamate giuste come strategia e la squadra ha svolto un ottimo lavoro: ogni volta che Fernando rientrava ai box per cambiare gomme riusciva o a guadagnare posizioni o ad estendere il suo vantaggio”.

Fry poi ammette anche un po’ di stupore per la vetta della graduatoria, la quale è comunque dipesa da cause ben precise: “Per Fernando è molto bello essere in testa al Mondiale, qualcosa che non mi sarei certo aspettato qualche settimana fa – ha aggiunto nel suo discorso – Sin dalle prime battute dei test ci eravamo resi conto che avevano alcuni problemi da risolvere. Tutti in fabbrica hanno lavorato duramente ma c’è ancora tanta strada da fare. Credo che la nostra prestazione sull’asciutto sia ancora a circa otto decimi dai migliori. Condizioni di scarsa aderenza e pista umida sembrano essere positive per la nostra vettura e nascondono alcuni dei problemi: lo si è visto il venerdì di Melbourne e poi in gara a Sepang”.

Purtroppo la realtà invece si presenta in modo completamente diverso per Felipe Massa: “La monoposto è piuttosto difficile da guidare e Fernando è riuscito a spremerne il massimo mentre con Felipe abbiamo faticato a trovare il bilanciamento giusto per metterlo nelle migliori condizioni – ha ammesso Fry – Inoltre, in Malesia quando Felipe era con le intermedie dopo la bandiera rossa ha iniziato ad avere molto sottosterzo e allora abbiamo preso il rischio di fare una sosta in più, il che non ha pagato. Il non aver capito che le gomme avevano soltanto graining e non erano consumate è stato l’unico errore commesso dal muretto nell’ultima gara. È stato un peccato per Felipe, un’altra circostanza poco fortunata per lui”.

Alla fine Fry ha voluto dare un giudizio iniziale nei confronti dei reparti che compongono il team: “Se dovessi giudicare la prestazione complessiva della Scuderia fino ad oggi dovrei dare giudizi differenti per le diverse aree – ha concluso – La squadra e i meccanici in pista hanno lavorato molto bene: a Melbourne abbiamo fatto i pit-stop più veloci e in Malesia la prestazione nella pit-lane e la strategia ci hanno permesso di guadagnare posizioni o tempo sugli altri ad ogni sosta. Se dovessi dare il voto alla prestazione della vettura allora sarebbe molto più basso. Un altro voto positivo riguarda la reazione del team allo stress di rimontare. La Produzione, ad esempio, ha risposto benissimo a delle richieste molto aggressive in termini di sviluppo. C’è un grande sforzo da parte di tutti ma non abbiamo certo fatto un gran lavoro nel mettere in pista una macchina subito veloce”.

Mattia Fachinetti


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