Che fosse uno tosto ce n’eravamo accorti fin dai tempi del suo debutto in Minardi nel 2001, e quella sua voglia di provarci sempre e comunque, anche quando i giochi sembrano fatti, fa scaturire fuori il suo orgoglio da leone qual è. Fernando Alonso non rinuncerà a lottare per il campionato del mondo finchè questo non sarà matematicamente impossibile.
 
Lo spagnolo, dopo sette gare dall’inizio del Mondiale, ha un ritardo di 92 punti da Sebastian Vettel, il leader della classifica iridata, distacco che si pensava potesse limarsi in occasione del Gran Premio del Canada e che, invece, è ulteriormente aumentato a causa dello zero in classifica scaturito dall’incidente con Jenson Button.
 
Il ferrarista si rifiuta di ammettere che tutto sia finito anche se, lui stesso, sa benissimo che per tornare in lizza gli servirebbe una serie di quattro vittorie con Vettel sempre o quasi sempre posizionato dal quinto posto in giù.
 
“Il titolo non è andato perchè matematicamente è ancora possibile: lo abbiamo visto gli scorsi anni che un ritiro può valere la stagione, e se noi riuscissimo a vincere almeno due gare di fila e Vettel per un paio di volte non arrivasse in zona punti, ecco che il ritardo si ridurrebbe di molto”.
 
Un’occasione sprecata quella del Canada dove la Ferrari ha dimostrato di essere una vettura col potenziale per la vittoria: vietato piangere sul latte versato. L’unico problema che attanaglia gli uomini di Maranello è esclusivamente Vettel perchè gli altri piloti davanti ad Alonso non hanno distacchi impossibili da colmare: Button ad esempio, secondo in campionato, ha un vantaggio di soli 32 punti.
 
“La sfortuna si è abbattuta su di noi più del normale: a Valencia dobbiamo vincere”, ha detto Alonso.
 
Fernando preferirebbe continuare il lavoro dedicato allo sviluppo della monoposto fino alla fine del campionato e tutti i segnali positivi arrivano dalla ristrutturazione interna made in Maranello: cambiamenti profondi come quello di Pat Fry promosso a ruolo di novello Ross Brawn della squadra. Una riorganizzazione che si presenta come il lavoro sul quale gettare le basi della prossima monoposto. Ma quando? Già a partire dal luglio o a fine stagione?

Eleonora Ottonello


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