Nico Hulkenebrg arriva alla prova di Singapore dopo aver vissuto un weekend davvero sfortunato a Monza. Infatti sulla pista lombarda il pilota tedesco avrebbe avuto la chance di lottare per le prime posizioni e magari anche per un piazzamento sul podio, viste le buone prestazioni della Force India nelle libere, ma un problema sulla sua monoposto durante la Q1 lo ha costretto a scattare dall’ultima posizione, spegnendo così qualsiasi tipo di velleità.

Nonostante la delusione, Hulkenberg ha già orientata la testa verso il futuro imminente: “Ho preso parte alla corsa del 2010 e penso sia stata una mega esperienza – ha detto senza fronzoli – L’intera atmosfera nel paddock ed il lavoro di notte è divertente perché lo rende un bel cambiamento. Stiamo con il fuso europeo così il corpo mantiene il suo ritmo, sebbene ci si senta strani andare a letto quando il sole sta albeggiando”.

L’ex pilota della Williams poi descrive minuziosamente le caratteristiche dell’impianto: “È un giro molto lungo con alcune ondulazioni ed alcuni cordoli insidiosi, ed hai bisogno di rimanere vicino ai muri se vuoi essere veloce – ha riferito con attenzione – Dunque ottenere il giro perfetto non è semplice. È in senso antiorario inoltre, nonostante non sia impegnativo sul collo così come altrove, ad esempio Interlagos, poiché la maggior parte delle curve sono a velocità medio-lenta”.

Comunque Nico ha un’idea ben precisa sul weekend che si appresta ad affrontare: “Per me Singapore è la gara più lunga dell’anno, fisicamente e mentalmente – ha raccontato al termine – Ritengo che lo sia perché ci sono 23 curve sulla pista ed è una delle prove più lunghe dell’anno, sempre vicina al limite delle due ore. Quindi certamente la senti dopo la corsa a causa delle alte temperature e dell’umidità”.

Mattia Fachinetti


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