Sebastian Vettel, 4,5 Con una Red Bull azzoppata, è comunque più veloce del compagno di squadra fin quando spinge Alonso fuori pista, rimediando un drive trough che lo mette fuori dalla zona punti. Mentre tenta la rimonta, ennesimo guasto all’alternatore che lo costringe al ritiro immediato: un peccato in ottica campionato, anche se la brillantezza di inizio stagione non si vede più. A Spa, Alonso Hamilton e Perez erano stati fatti fuori alla prima curva: qui, invece, sono rimasti in pista e sono scappati via.

Mark Webber, 4 Ancora più in sofferenza del compagno di squadra, in apnea tra la zona punti e lo zero, finisce da solo in testacoda alla Ascari ritirandosi con le gomme a pezzi.

Jenson Button, 8,5 Dietro ad Hamilton e beffato in partenza da Massa, Button era comunque tranquillamente candidato ad una posizione a podio: un guasto alla pompa della benzina lo costringe al ritiro, ma sarebbe stato più che intrigante vederlo lottare con Perez nel finale.

Lewis Hamilton, 10 Voto scontato dopo la pole position del sabato: con Alonso fuori gioco per un guasto e classificato decimo, Hamilton non ha più avversari in grado di insidiarlo per la vittoria; Button, inoltre, si fa infilare da Massa in partenza garantendogli un ampio margine che viene insidiato solo nel finale dal rientrante Perez. Lewis, però, fa bene i conti, risparmia il giusto ad ogni giro e a fine gara gestisce un vantaggio più che sufficiente a festeggiare sotto alla bandiera a scacchi.

Fernando Alonso, 9,5 Pesa molto, in economia gara, il guasto del sabato in qualifica. Digerita la delusione, l’asturiano sorpassa in pista in pochi giri Kobayashi, Di Resta, Raikkonen e Schumacher. Poi “litiga” con Vettel, rimane miracolosamente in pista dopo la manovra del tedesco prima di recuperarlo e superarlo, nello stesso punto, prima ancora che lo stesso sia penalizzato con un drive trough. Poi Massa gli apre la porta per il temporaneo secondo posto, che diventa di nuovo terzo col sorpasso di Perez: gli ordini di scuderia non sono mai piacevoli, ma in un mondiale così sono inevitabili.

Felipe Massa, 9,5 In crescendo rispetto a Spa, Massa a Monza è semplicemente perfetto: bravo in qualifica, splendido in partenza quando quasi ripete la manovra di Alonso dell’anno scorso girando primo alla prima curva. Poi si impegna in un bellissimo duello con Button, e quando l’inglese si ritira lascia passare Alonso. Tra i due ci sono 131 punti di differenza, e la manovra garantisce a Fernando tre punti in più nella lotta al mondiale.

Michael Schumacher e Nico Rosberg, 7 Stessa strategia, stesso destino: due soste ai box obbligate dal super consumo delle loro gomme Pirelli nei primi giri, poi rimonta arrembante nel finale con Schumacher che con qualche giro in più avrebbe potuto passare Raikkonen. Alla fine, sul traguardo, non fanno meglio di sesto e settimo.

Kimi Räikkönen, 7 Ancora una volta, nel pre-gara, la Lotus era inserita “di diritto” tra le pretendenti alla vittoria: ancora una volta, però, le vetture nero-oro mancano del passo necessario per stare con i primi. Raikkonen raccoglie comunque un buon quinto posto, unico nel gruppo ad aver almeno provato a fermare l’inarrestabile Perez e la sua rimonta nel finale di gara.

Jerome D’Ambrosio, 6 Compito difficilissimo tornare in macchina dopo sei mesi e trovare subito il ritmo dei primi: (Filippi, bravissimo, ci riesce in GP2 anche se la storia è un po’ diversa). Il belga porta l’auto al traguardo senza problemi, anche se ben lontano da Raikkonen. I punti erano forse un obiettivo raggiungibile, visti i tanti ritiri nelle prime posizioni, ma non fa meglio del tredicesimo posto.

Paul di Resta, 7 Una buona Force India trova in Di Resta il suo miglior alleato, ottavo nonostante la penalità per aver sostituito il cambio prima delle qualifiche e l’impossibilità di tener dietro le Mercedes con gomme più fresche nel finale.

Nico Hülkenberg, 7 Anche Hulkenberg si ritrova in sofferenza per problemi al cambio, che lo costringono a partire addirittura dal fondo dello schieramento: una bella rimonta, culminata con l’ingresso in zona punti, si chiude un un guasto ai freni della sua monoposto.

Kamui Kobayashi, 6 Con la strategia inversa rispetto al compagno di squadra, forzata dalla sua qualifica in Q3 (curiosamente, come vedremo, il successo di Perez deriva dalla scarsa qualifica del sabato!) Kobayashi non fa meglio di nono al traguardo, oscurato dal compagno di squadra.

Sergio Pérez, 9,5 Qualificato undicesimo, Pérez sceglie di partire con gomme dure come pochissimi altri nel gruppo: la sua scelta è vincente perché può allungare il primo stint fino al ventinovesimo giro mentre tutti sono costretti a fermarsi prima; oltre alla gomme morbide, i primi sono anche costretti ad una durissima battaglia. Quando il gruppo si stabilizza, Sergio monta gomme più morbide e rimonta tutte le auto costrette ad amministrare lo stint finale: una serie di sorpassi quasi “facili” su avversari più lenti di oltre un secondo al giro e un secondo posto splendido, terzo podio stagionale dopo la seconda piazza in Malesia e la terza ottenuta in Canada.

Daniel Ricciardo e Jean-Éric Vergne, s.v. Uno più sfortunato dell’altro: Vergne si ritira dopo pochi giri con un disco freno posteriore che finisce in frantumi, mandandolo in testacoda ed in decollo sui cordoli della prima variante; Ricciardo perde due posizioni (e l’arrivo a punti) nel pezzo di rettilineo che va dalla Parabolica alla bandiera a scacchi quando la sua Toro Rosso arriva senza benzina all’ultima, decisiva, accelerazione.

Pastor Maldonado, 4 Voto derivato dal Belgio, dove le sue azioni gli costano di fatto anche i punti di Monza: partito dal fondo della griglia per le dieci posizioni di arretramento ricevute, la sua rimonta si ferma fuori dalla zona punti, proprio in scia di Senna.

Bruno Senna, 6 Qualche contatto di troppo, prima con Rosberg e poi con Di Resta, entrambi ignorati dai commissari: Senna perde comunque del tempo prezioso ritrovandosi ai margini della Top 10 e guadagnando la posizione su Ricciardo negli ultimi metri di gara.

Heikki Kovalainen e Vitaly Petrov, 6 Protagonisti di un derby da cinquantanove giri, arrivano sul traguardo ad un decimo l’uno dall’altro.

Pedro de la Rosa, 6,5 Centesimo GP per lo spagnolo, che in gara si toglie la soddisfazione di recuperare e superare il compagno di squadra Karthikeyan, qualificatosi meglio di lui.

Narain Karthikeyan, 6 Bravo in partenza, dove supera anche una Marussia prima di essere recuperato: chiude la gara ultimo, in diciannovesima posizione.

Charles Pic e Timo Glock, 6 Come al solito protagonisti del duello intestino con le Catheram troppo veloci e le HRT troppo lente a fare da cornice: stavolta vince Pic, anche perché Glock danneggia la sua ala anteriore tentando di resistere a Petrov nella prima chicane.

Massimo Caliendo


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