Sebastian Vettel, 7 Due errori nello stesso week-end! Questa sì che è una notizia: a muro il venerdì (ma forse lo fa apposta, per leggittimarti campione devi sbattere sul muro dei campioni), poi scomposto all’ultimo giro di gara quando sente il fiato sul collo di Button. Una vittoria persa, ma considerati i suicidi dei diretti avversari, va benissimo così.

Mark Webber, 7,5 Stavolta fa meglio di Vettel: perde un’ora di prove al sabato mattina per problemi al KERS, in gara viene subito tamponato da Hamilton e deve ripartire dal fondo. Ha problemi con lo sterzo (sostituito in corsa), ovviamente il KERS non funziona in maniera continuativa, e nonostante tutto trascina la sua monoposto a podio, dietro al compagno di squadra.

Lewis Hamilton, 5 Il contatto che mette fine alla sua gara, con Button, non lo vede responsabile. Quello con Webber ad inizio gara, però, sì: piloti come lui ce ne vorrebbero molti di più, ma tra Monaco e Canada ha passato il limite. Un passo indietro, Lewis, e saranno due passi avanti.

Jenson Button, 9 Tanto per buttare giù una lista: un drive trough, cinque soste ai box, due incidenti, e al giro 37 di 70 era ultimo. Al settantesimo, invece, è primo, davanti all’imbattibile Vettel mandato per prati solo con la minaccia di doversela vedere col suo ritmo forsennato. Forse è solo un exploit, ma che exploit è stato.

Fernando Alonso, 1 Credeteci o no, seduto sul divano di casa mia con una coppetta di gelato in mano, e presa per buona l’informazione dei telecronisti RAI, avevo capito da me che non era il caso di montare le intermedie prima del nubifragio. Tra Alonso e tutto il muretto della Ferrari, invece, non ce n’è uno col dubbio. Gara compromessa subito, rovinata ancora di più dalla sosta successiva fatta insieme a Massa (davvero non era meglio fare un altro giro? Il miglioramento della pista non era poi così drastico da giustificare una doppia sosta). Esce nel traffico, si tocca con Button (ma non ha colpe su quello) e finisce la gara in bilico su un cordolo. Disastro.

Felipe Massa, 5,5 Sarebbe stato da dieci, una volta tanto. In qualifica sfiora il risultato di Alonso, e non è poco, in gara è più veloce di lui e quando se ne libera occupa stabilmente la posizione a podio. Poi rovina la gara perdendo il controllo da solo, durante un doppiaggio, come neanche ai videogiochi. E’ costretto a rimontare, arriva in una spettacolare volata su Kobayashi, ma ci venisse a raccontare che vale di più di un podio.

Michael Schumacher, 9 WOW! Uno Schumacher così combattivo, insieme ai “ragazzini” che sono davanti tutte le domeniche, sarebbe uno spettacolo. In Canada Schumy fa un grande ritmo, sgomita (e non è da lui, che nelle sportellate le ha sempre più prese che date) e alla fine sfiora un podio che sarebbe stato più che meritato. Deve rimanere su questi livelli.

Nico Rosberg, 4 Al venerdì pomeriggio si brucia il fondoschiena per un problema col suo sedile, per la gioia della commentatrice della BBC che si offre di “verificare” che tutto sia ok. Nel finale di gara, invece, per colpa di un contatto con Kobayashi finisce fuori dai punti. Per sicurezza, nel corso dei giri precedenti si era toccato anche con Di Resta, Sutil e Maldonado. Premio “mina vagante”, insieme a Button però.

Nick Heidfeld, 6 Era una buona gara fino al ritiro, al giro 56, con uno spettacolare incidente. Tampona Kobayashi, che accelera in ritardo dalla seconda curva, la sua ala anteriore collassa e finisce sotto la vettura, lanciandolo fuori pista. Un peccato, perché era il miglior Heidfeld del 2011.

Vitaly Petrov, 7,5 Non so voi, ma io sarei curiosissimo di rivedere tutta la gara dal suo camera car. Mentre intorno il mondo trema, tutti si scontrano con tutti, scende il diluvio, i commissari si ribaltano per terra davanti alle sue ruote, Vitaly scampa qualsiasi pericolo e finisce quinto una gara “senza problemi”. “Incredibile, ma Petrov”.

Rubens Barrichello 7 Due gare a punti consecutive, Rubens è un pilota di grande esperienza e viene fuori nelle peggiori condizioni: sbaglia poco, duella ma non fa danni, e porta a casa altri due punti.

Pastor Maldonado, 5 Molto più scomposto del compagno di squadra, con il quale duella a lungo (ma con risultati migliori dei colleghi McLaren, va da sé), perde la zona punti per un contatto con Rosberg nel quale danneggia l’ala anteriore e, al rientro in pista, va in testacoda e si ritira.

Adrian Sutil, 4 Anche la sua esperienza dovrebbe uscire fuori in condizioni difficili, ma soffre il compagno di squadra per tutta la domenica. Prende un drive trough per aver tamponato Rosberg in regime di Safety Car, poi danneggia una sospensione toccando il muro e si ritira.

Paul Di Resta, 6 Il voto cala solo nel finale: guida benissimo all’inizio della gara, e prima dell’ultima safety car è ben dentro la Top 10. Poi colpisce Heidfeld ed è costretto a tornare ai box per cambiare l’ala anteriore. Nel finale, mentre lotta con Barrichello per i punti, fora una gomma strusciando contro le barriere e si deve fermare anche lui, a due giri dalla fine.

Kamui Kobayashi, 7 Bravissimo nelle prime fasi di gara, quando reagisce con freddezza al meteo che cambia non sostituendo le gomme come fanno colleghi più titolati (ogni riferimento ad Alonso e la Ferrari è puramente indicativo) e alla bandiera rossa è secondo. Quando la pista si asciuga, la sua Sauber non tiene il passo di Ferrari e Red Bull, e becca un gran sorpasso da Schumacher che in un colpo solo infila lui e Massa in lotta. Alla fine è deluso dal settimo posto, ma è ancora una volta il punto più alto della sua squadra.

Pedro de la Rosa, 6 Rischia di fare punti in questo GP pazzo, nel quale entra dieci minuti prima della seconda sessione di prove libere. Chiamato in extremis, reagisce con una prontezza da pilota navigato, si abitua in fretta alla macchina e solo un contatto con Button che lo costringe ai box per cambiare il muso lo priva dei punti. Curioso il destino: passa dall’essere il pilota meno esperto con le gomme da asciutto a quello più esperto con le gomme da bagnato. Era lui, infatti, il tester incaricato dalla Pirelli quest’inverno per provare le coperture da pioggia.

Sébastien Buemi, 7 Un po’ troppo azzardato il passaggio anticipato a gomme slick, che lo mette ai margini della zona punti. Avesse aspettato un altro po’, avrebbe fatto ancora meglio.

Jaime Alguersuari, 8 In prova e in qualifica sembrava letteralmente sperduto, quasi regredito e non più capace di guidare come si deve. In gara parte dai box a causa degli interventi fatti in parco chiuso sulla sua Toro Rosso, ma mostra una guida brillante e sfrutta ogni opportunità per guadagnare posizioni. Sul traguardo è ottavo: con i suoi punti e quelli di Buemi la Toro Rosso si mette davanti alla Force India in classifica costruttori.

Heikki Kovalainen, s.v. Entrambi penalizzati da una strategia sbagliata, i piloti Lotus fanno a pugni con l’affidabilità delle monoposto. Heikki si ritira per un guasto alla frizione.

Jarno Trulli, s.v. Ancora una marea di problemi: stavolta lo tradiscono i freni, proprio nel momento in cui arriva il diluvio, e più tardi una delle sospensioni si danneggia costringendolo a tornare ai box. Finisce sedicesimo.

Narain Karthikeyan, 5 Aveva chiuso in quattordicesima posizione, spingendo la sua HRT al secondo posto nella classifica dei nuovi team. Poi penalizzato fino alla diciassettesima piazza per aver tagliato la chicane mentre lottava con Glock.

Vitantonio Liuzzi, 9 Straordinario risultato, il tredicesimo posto davanti alle Virgin e alla Lotus, è il vincitore del Mini GP delle piccole squadre. Molto consistente, lontano dai guai e bravo a non ostacolare nessuno nei doppiaggi, al contrario del compagno di squadra o di qualcuno che fino a qualche ora prima stava correndo a Le Mans.

Jérôme d’Ambrosio, 4 Prova a qualificarsi con un assetto da bagnato. Fallisce, perché rimane fuori dal 107% e viene ammesso alla gara solo in virtù dei tempi fatti nelle libere. Finisce davanti al compagno di squadra, nonostante un drive trough rimediato per aver messo le intermedie in un momento in cui era vietato.

Timo Glock, 5 Finisce dietro al compagno di squadra solo perché, mentre è in lotta con Karthikeyan che lo supera tagliando la chicane, viene spinto contro il muro dallo stesso pilota Indiano.

Massimo Caliendo


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