L’esito del Gran Premio di Monaco mette in mostra l’incredibile maturità acquisita da Jenson Button, capace di ottenere il sesto successo in carriera su di un circuito che tradizionalmente esalta le qualità di guida dei piloti. L’inglese della Brawn Grand Prix è riuscito a mantenere alta la concentrazione per tutta la durata della gara, senza quindi incorrere in errori di alcun genere.  

Prestazione maiuscola per Rubens Barrichello, autore di una partenza fulminante che l’ha portato a guadagnare la piazza d’onore. Ottimo terzo posto per Kimi Raikkonen, chiamato a condurre la rinascita della Ferrari nel circuito salotto della F.1. Alle spalle del finlandese ha ben figurato il suo compagno di colori Felipe Massa, protagonista di una gara accorta ma al tempo stesso produttiva.  

Se i ferraristi hanno concretizzato il potenziale della F60, decisamente peggio è andata a Sebastian Vettel, finito contro il muro alle Piscine dopo uno start forse un po’ troppo ostruzionistico ai danni di Massa. A salvare la giornata della Red Bull ha contribuito Mark Webber, quinto al traguardo e sempre pronto a dare man forte alla compagine austriaca nei momenti di difficoltà.  

Tra i protagonisti non sono mancati all’appello i soliti Nico Rosberg e Fernando Alonso, a dispetto della non eccelsa competitività delle rispettive monoposto. Ha impressionato favorevolmente Giancarlo Fisichella, che non è riuscito a regalare il primo punto mondiale alla Force India soltanto a causa di un Sebastien Bourdais abile nel mantenere l’ottava posizione fino alla bandiera a scacchi.

 

Ordine di arrivo (clicca qui)

 

Classifica Piloti (clicca qui) 

 

Classifica Costruttori (clicca qui)

 

Le valutazioni  

Lewis Hamilton (voto 5): Costretto a partire ultimo per la sostituzione della trasmissione gravemente danneggiata nell’incidente in qualifica alla curva Mirabeau, l’inglese della McLaren è autore di un discreto start che lo pone immediatamente in lotta con la Toyota di Jarno Trulli e la Bmw di Nick Heidfeld. La sua gara però finisce lì perché superare a Montecarlo è praticamente impossibile anche per un campione del mondo. Hamilton tenta di riacciuffare Heidfeld negli ultimi giri, ma ben presto capisce che oltre il dodicesimo posto non si può andare. Un’occasione persa che potrebbe anche avere pesanti ripercussioni sull’integrità psicologica del britannico.  

Heikki Kovalainen (voto 4,5): Al via non perde posizioni ed è già qualcosa, poi si mette a girare su buoni tempi tanto da issarsi per un breve periodo in seconda piazza a pochi secondi dal leader. Potrebbe concludere senza problemi in zona punti, forse anche a ridosso del podio, ma incappa nello stesso errore commesso da Felipe Massa in qualifica alla chicane delle Piscine finendo la corsa contro le protezioni. L’ennesima tegola abbattutasi sul week-end nero della McLaren.  

Felipe Massa (voto 8,5): Autore di una gara consistente, il brasiliano della Ferrari si innervosisce un po’ quando il suo ingegnere gli ricorda via radio di evitare i tagli di chicane per non incorrere in penalizzazioni, ciononostante rivela di poter essere competitivo quanto Kimi Raikkonen sia in termini di prestazioni sul giro singolo che sul rendimento complessivo. Taglia il traguardo in quarta posizione, subito alle spalle del compagno di squadra, contribuendo in modo ineccepibile alla resurrezione annunciata della scuderia di Maranello.  

Kimi Raikkonen (voto 9): In partenza non riesce a sfruttare il vantaggio di disporre del KERS e viene inaspettatamente superato da Rubens Barrichello pochi metri prima dell’ingresso nella curva Sainte Devote. Nonostante l’incertezza iniziale dimostra di saper tenere il ritmo della Brawn del brasiliano, anche se ormai è troppo tardi per pensare alla piazza d’onore. Il terzo posto ripaga sia lui che il team delle delusioni patite nella prima parte della stagione, ma forse con un po’ più di decisione all’avvio il finlandese avrebbe potuto ambire a concludere alle spalle del vincitore Jenson Button.  

Robert Kubica (voto 4): Scatta dalle retrovie e allo spegnersi del semaforo rosso si fa ingloriosamente sopravanzare da quei pochi piloti che era riuscito a tenersi dietro in qualifica, a quanto pare per via di un malfunzionamento nella procedura di partenza sulla sua Bmw. Si ritira per un problema tecnico e tira un sospiro di sollievo considerato il calvario verso cui sembrava impietosamente indirizzarsi la sua gara.  

Nick Heidfeld (voto 6): Tra le vie del Principato il veterano tedesco diventa la ‘bestia nera’  di Lewis Hamilton, col quale fa a ruotate subito dopo la partenza salvo poi riuscire a precedere il campione del mondo in carica sotto la bandiera a scacchi. Considerato il mezzo di cui dispone, Heidfeld non si risparmia, ma le prestazioni della Bmw a Montecarlo sono davvero imbarazzanti.   

Fernando Alonso (voto 7): Lo spagnolo sfodera l’abituale coraggio, ciononostante le performance continuano a deludere non soltanto il pilota ma anche i vertici della scuderia anglofrancese. A Montecarlo è riuscito ad ottenere altri due punti sempre utili in ottica campionato, eppure l’impressione avvertita nei box Renault è che si tratti di semplici bruscolini.  

Nelson Piquet (voto 5): Rimane suo malgrado coinvolto nell’inopinata manovra di sorpasso che l’esordiente Sebastien Buemi ordisce ai suoi danni, per il resto in gara non lo si vede mai. Non ha colpe nell’incidente che di fatto lo pone fuori gara, ma forse, se riuscisse ad esprimersi su livelli superiori in qualifica, potrebbe scongiurare l’insorgere di episodi simili alla domenica.   

Jarno Trulli (voto 5): Giunge al traguardo in tredicesima posizione con un giro di ritardo dal vincitore Jenson Button, il che sintetizza perfettamente la sua gara. Al via si fa coinvolgere in un’accesa bagarre con Lewis Hamilton, in grado di precederlo al momento di transitare sotto la bandiera a scacchi. Non può far nulla per ovviare alla crisi di competitività della Toyota e deve sperare in miracolosi aggiornamenti tecnico-aerodinamici per il Gran Premio della Turchia.  

Timo Glock (voto 6): Si avvia dai box e disputa una gara tutto sommato positiva, anche se si ritrova impantanato nelle retrovie con una vettura imprevedibile nelle reazioni. Il decimo posto conquistato è probabilmente più di quanto oggi non valga veramente la scuderia nippo-tedesca, entrata in un pericoloso tunnel dal quale sarà difficile uscire in tempi rapidi.  

Sebastien Bourdais (voto 7): Conduce una gara accorta e non si lascia andare a facili eccessi di foga come invece capita al suo compagno di colori Sebastien Buemi. La scelta paga perché la corsa gli viene incontro, tant’è che il francese riesce a concludere in ottava posizione artigliando un punto molto utile per tenere alto il morale. Il suo sedile in Toro Rosso per ora è salvo.  

Sebastien Buemi (voto 3): Tra le sorprese più gradite delle qualifiche, l’esordiente svizzero dimostra di aver perso la bussola in gara, quando in un ottimistico tentativo di sorpasso a Nelson Piquet travolge letteralmente la Renault del malcapitato brasiliano. Poteva essere l’occasione per accumulare chilometri ed esperienza su di un circuito impegnativo come quello di Montecarlo, Buemi invece spreca tutto lasciandosi sopraffare dall’ansia di stupire il folto pubblico assiepato sulle tribune.   

Mark Webber (voto 7,5): Una tantum più veloce di Vettel, l’australiano non rinuncia ad adottare la saggia tattica della formichina che passo dopo passo riesce ad emergere e a portare a casa risultati importanti. Il quinto posto deve essere letto positivamente, perché Webber ha saputo mantenere un ritmo indiavolato a Montecarlo, senza peraltro disporre di una vettura a livello di Brawn e Ferrari.  

Sebastian Vettel (voto 3): Non particolarmente a proprio agio sul tracciato monegasco fin dalle prime prove libere, in gara il giovanissimo pilota della Red Bull ha opposto una inutile resistenza a Felipe Massa nei concitati momenti della partenza salvo poi farsi da parte con una sonora ‘picchiata’ contro le protezioni nella salita che conduce verso Massenet. Un week-end opaco per il driver tedesco, apparso come un ‘pesce’ fuor d’acqua tra i marciapiedi del Principato.  

Nico Rosberg (voto 8): Sul circuito di Montecarlo il tedesco della Williams si esalta come non mai, tanto da riuscire a mantenere un ritmo impressionante sopperendo con l’innata classe alla carenza del mezzo meccanico. Quando nelle fasi iniziali Felipe Massa taglia la chicane e correttamente si fa da parte per ridare strada a Sebastian Vettel, Rosberg è subito pronto a sopravanzare il brasiliano della Ferrari ricorrendo ad una manovra pulita ma al tempo stesso decisa. Meriterebbe una vettura da podio, ma attualmente la FW31 non può competere con Brawn, Ferrari e Red Bull.  

Kazuki Nakajima (voto 5): Riesce ad evitare le insidie del Principato per tutta la corsa, poi sul più bello, a pochi chilometri dal traguardo, finisce da solo contro le protezioni gettando al vento un decimo posto che avrebbe potuto almeno in parte raddrizzare la sua stagione. Da qui si capisce perché la Toyota abbia deciso di non volerlo più sostenere economicamente oltre il 2009.  

Adrian Sutil (voto 4): Il suo compagno di squadra Giancarlo Fisichella vola verso un meritatissimo nono posto, lui invece si lascia coinvolgere nelle scaramucce d’inizio gara e conclude quattordicesimo senza riuscire ad approfittare di una Force India in stato di grazia. A Montecarlo si è sempre comportato bene, stavolta però viene inspiegabilmente sovrastato da Fisichella.  

Giancarlo Fisichella (voto 7): Il pilota romano non si lascia cogliere impreparato e, consapevole di disporre di una vettura discretamente competitiva, conclude a ridosso della zona punti lasciando intravedere positivi segnali per la Force India. Dovrebbe correre sempre così, ma quando non si dispone di un mezzo efficiente risulta difficile mantenere intatte le motivazioni. 

Jenson Button (voto 10): Solo i più grandi campioni vincono a Montecarlo. Il pilota inglese, al di là degli sterili confronti con Michael Schumacher poco simpaticamente rimarcati dalla stampa internazionale, dimostra di avere la gara in pugno dal primo all’ultimo giro, anche quando gli pneumatici morbidi accusano un visibile degrado e inducono il suo compagno di squadra Rubens Barrichello a ridurre prudentemente il ritmo. Ostenta sicurezza nel momento in cui esce dai box dopo una sosta e lascia provvisoriamente la leadership della gara al sopraggiungente Kimi Raikkonen, consapevole che il finlandese della Ferrari dovrà ancora fermarsi per il suo pit-stop. La quinta vittoria su sei gare disputate rappresenta un buon viatico in vista dei determinanti appuntamenti estivi.  

Rubens Barrichello (voto 9): Abile a sopravanzare Raikkonen in partenza, grazie alla manovra compiuta poco prima dell’ingresso alla curva Sainte Devote il brasiliano della Brawn si procura la chiave per garantirsi la piazza d’onore alle spalle del compagno di colori. Per buona parte della corsa mantiene senza problemi il ritmo forsennato di Button, deve però diminuire l’andatura nella fase in cui le gomme morbide vanno in crisi. In quel frangente Jenson, evidentemente in grado di sfruttare meglio le pur disastrose gomme morbide, prosegue a girare su tempi interessanti, ed è lì che Rubens perde la corsa. Sul podio è comunque raggiante, ben conscio di avere dato tutto: a Montecarlo la cavalcata del suo compagno di squadra non si poteva contrastare.

Ermanno Frassoni


Stop&Go Communcation

L’esito del Gran Premio di Monaco mette in mostra l’incredibile maturità acquisita da Jenson Button, capace di ottenere il sesto […]

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/button-wins.jpg Montecarlo – Le Pagelle della Gara: Button allunga con autorità. Ferraristi in grande spolvero, delude Vettel