Nico Rosberg ha vinto il Gran Premio di Monaco, davanti al suo compagno, lo scontento Lewis Hamilton.

Daniel Ricciardo si conferma terza forza del mondiale; nuovamente ai piedi del podio Fernando Alonso. Nella roulette monegasca, però, pesca il numero vincente la Marussia, che con Jules Bianchi ottiene i primi punti della propria giovanissima storia.

Rosberg bissa il 2013 in tutti i sensi; vittoria e polemiche. Ci ha preso gusto Nico Rosberg a vincere nel salotto di casa propria – vive qui sin da bambino – e lo ha fatto allo stesso modo della prima volta: davanti dall’inizio alla fine, senza dare adito alle speranze altrui. Se, però, il trionfo del 2013 era stato macchiato dalla polemica sul test vietato, quello 2014 è stato in parte oscurato dal presunto errore in qualifica, che ha costretto i commissari ad esporre la bandiera gialla, impedendo al team-mate Hamilton di fare l’ultimo tentativo. Come pronosticato, gli abbracci ed i sorrisi hanno lasciato spazio a sguardi fulminanti e violente accuse; insomma, gli equilibri si sono rotti.

Sul podio di Monaco non ride nemmeno Ricciardo. Peccato di tracotanza o consapevolezza dei propri mezzi, in ogni caso l’australiano non è stato felice dell’esito della corsa più glamour dell’anno. Dopo uno start difficile, dove ha perso due posizioni ai danni del team-mate Sebastian Vettel e del ferrarista Kimi Raikkonen, sperava infatti di sopravanzare la Mercedes #44 per prendersi la piazza d’onore. Un compito arduo su una pista stretta anche per i kart.

Sebastian Vettel, chi di fortuna ferisce, di fortuna perisce. A vedere Vettel ritirato, la terza volta in sei gare, viene da pensare allo scorso anno, quando sembrava imperterrito rispetto alle sfortune multiple dell’allora compagno Mark Webber. Nel primo scorcio di 2014 i ruoli sembrano essersi terribilmente invertiti, con il campione in carica vessato dalla malasorte, contrariamente all'(altro) australiano. A Milton Keynes già usano il motto “God save the King”.

Raikkonen: terapia d’urto. Ci pensa Max Chilton a salvare la faccia di Fernando Alonso dal capolavoro del team-mate Kimi Raikkonen. Allo spegnimento dei semafori rossi, l’ex Lotus, ricorda a tutti che non esiste curva dove non si possa sorpassare, facendo un sol boccone dell’asturiano e di Ricciardo alla Santa Devota. Sfrutta poi gli inconvenienti di Vettel per portarsi sul podio, fin quando la Marussia dell’inglese lo scambia per un guard-rail, schiantandocisi. La posteriore forata lo costringe alla sosta e alle zone basse della top10. Il macroscopico errore alla Loews, poi, lo priva di qualche punto.

Jules Bianchi li fa (quasi) tutti neri! Il Gran Premio di Monaco non è soltanto il trionfo di Nico Rosberg, ma anche la favola di Bianchi e della Marussia. Il driver in orbita Ferrari è riuscito infatti ad accalappiare i primi punti della difficile storia della squadra anglo-russa. Due, per la precisione, che valgono tante cose: soldi – e tanti – in primis, rivincita nei confronti della Caterham ed un po’ più di credibilità agli occhi degli investitori. Questi sono i primi frutti della Formula 1 low cost, che finora aveva strappato soltanto tanti sorrisi e compassione.

Magnussen risorge nel Principato. Kvyat: che incornata per il toro russo! Il punto finale archiviato da Kevin Magnussen al termine dei 78 giri potrebbe tradire la realtà. Mentre navigava in acque ben più alte, infatti, è stato messo quasi fuori gioco da un sorpasso suicida di Raikkonen, che gli ha vanificato uno splendido fine settimana, coronato da un’ottima qualifica. Daniil Kvyat, invece, si è dovuto arrendere alle debolezze della Power Unit Renault, apparsa in netta difficoltà sul toboga monegasco.

Andrea Giustini


Stop&Go Communcation

GP di Monaco: cos’ha da dire la “voce fuori dal coro” di Stop&Go?

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/05/Marussia_12853_HiRes-1024x682.jpg Monaco – Vince Rosberg, Mercedes: che casinò!