Giunge come un fulmine a ciel sereno, nella sera dello scorso 29 luglio, la notizia secondo cui toccherà al pluricampione del mondo Michael Schumacher, assente dalle piste del Mondiale F.1 dal Gran Premio del Brasile edizione 2006, riprendere in mano il volante della Ferrari in sostituzione dell’infortunato Felipe Massa a partire dal Gran Premio d’Europa, in programma sul circuito cittadino di Valencia il prossimo 23 agosto.  

Un breve incontro tra il quarantenne tedesco e i vertici della scuderia di Maranello, su tutti il presidente Luca Cordero di Montezemolo e il direttore della Gestione Sportiva Stefano Domenicali, è più che sufficiente per far riaccendere negli occhi di Schumacher un mal celato desiderio di rientrare in attività, per dare man forte agli uomini del Cavallino nel momento di maggior bisogno.  

Emotivamente provato per il pauroso incidente occorso all’ex compagno di squadra Felipe Massa nelle qualifiche del Gran Premio d’Ungheria a Budapest, un paio di giorni dopo l’annuncio del suo ritorno in F.1 Schumacher si reca in visita al collega nelle anonime stanze dell’ospedale militare AEK, trovando sempre più motivazione a giustificare una decisione da brividi, accolta con gioia da appassionati e addetti ai lavori, nuovamente impazienti di identificarsi in un personaggio capace di consegnarsi alla storia della massima serie per monoposto.  

I primi timori sulle reali chance di Schumacher di ben figurare già a Valencia riguardano i dolori al collo, provocati da una rovinosa caduta in motocicletta avvenuta sul circuito iberico di Cartagena nel febbraio scorso. Il Kaiser dimostra comunque di crederci, si mette a regime e lavora sodo in palestra per perdere quei pochi chili in eccesso che gli creerebbero non pochi problemi nel condurre al massimo delle potenzialità la F60 dotata di sistema di recupero dell’energia cinetica. Segue una giornata di test al volante di una vecchia Ferrari F2007 prestata dal reparto Clienti, in grado di ridare magicamente fiato alle intatte ambizioni dell’ex campione del mondo, intenzionato una volta di più a mettersi alla prova con l’obiettivo di testare una tempra già universalmente nota negli anni d’oro dei titoli mondiali a ripetizione dell’invincibile asse Brawn-Schumacher-Todt.  

I tanti chilometri percorsi sulla pista di Lonato, vicino Brescia, al volante di uno di quei kart che tuttora costituiscono la grande passione di Schumacher, testimoniano la volontà di un uomo determinato a non farsi cogliere impreparato dall’ennesima sfida, concretizzatasi nella propria vita sportiva. Oggi, infine, l’annuncio che costringe il Kaiser a farsi da parte, prima ancora di avere iniziato a fare sul serio, piomba come un macigno sull’immagine del Circus iridato, che già pregustava un ritorno dai toni quasi favolistici, fino a ieri destinato incredibilmente a divenire realtà.  

Non ci sono dubbi sul fatto che Schumacher si sia veramente risentito per l’accaduto, ma da persona intelligente qual è, ha evidentemente compreso che i problemi al collo, indipendentemente dalle rilevazioni effettuate dall’equipe medica, non gli avrebbero consentito di esprimersi al meglio della condizione a Valencia, pregiudicandone oltre alla prestazione forse persino la salute. Del resto, incidente di Massa a parte, non è così scontato affermare che per lui si trattasse dell’ultima occasione utile a rivederlo nell’abitacolo di una F.1. 

Ermanno Frassoni


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/schuma2.jpg Michael Schumacher, un ritorno sognato e poi smentito: ecco i retroscena