La Williams ha dato il benvenuto a Michael Johnson ed al suo entourage presso lo stabilimento di Grove. L’accordo di collaborazione, giunto una ventina di giorni fa, è partito ufficialmente con l’intento di fornire a tutti gli uomini della scuderia quelle capacità e soprattutto quella velocità di riflessi per migliorare tutto quanto viene svolto durante i pit-stop, divenuti sempre più decisivi in un’ottica di gara.

Johnson ha cercato di comprendere i vari ruoli all’interno della squadra: “Abbiamo avuto due giornate davvero interessanti – ha riferito – Abbiamo potuto vedere alcune delle pratiche del gruppo per i pit-stop ed abbiamo realizzato molti video e reportage cosicchè potremo andarcene da qui ed utilizzare la nostra esperienza biomeccanica per analizzare ciò e vedere dove i movimenti possano essere migliorati. Ho avuto la chance di parlare con alcuni dei ragazzi per vedere come si siano sentiti e sembra ci sia una buona dose di entusiasmo che certamente rende il nostro lavoro più facile!”.

Johnson, da Campione qual è stato, sa bene su che corde agire: “L’obiettivo è di fare in modo che pensino più come atleti e ritengo che apprezzino il fatto che capiamo il lavoro da loro svolto – ha proseguito nel discorso – Ora andiamo via e scopriremo la strategia che abbiamo bisogno da impiegare per raggiungere i nostri obiettivi con il team, ed è stato buono vedere il potenziale qui presente. La squadra ha fatto alcuni tempi molto veloci durante i due giorni ma noi vogliamo rendere questa velocità consistente e quello è ciò sul quale lavoreremo, però sono proprio incoraggiato da quel che abbiamo visto finora e sono fiducioso che potremo aiutarli a far la differenza”.

Anche Mark Gilian, il Capo delle Operazioni di Ingegneria, ha notato questi aspetti: “È stato affascinante che la Michael Johnson sia venuta e che lavori con noi questa settimana, poiché cominciamo a guardare ai fattori umani nei pit-stop sia da un punto di vista dell’allenamento così come per quanto riguarda la nostra nutrizione e le biomeccaniche dei movimenti in ogni pit-stop – ha affermato – Quando si guarda agli sviluppi lungo la stagione, noi tipicamente vediamo circa mezzo secondo di miglioramento dai pit-stop in Australia a quelli in Brasile, e quello è un qualcosa che vogliamo portare al top per vedere un consistente miglioramento durante l’annata ed allo stesso tempo rimanere fin da subito competitivi con i nostri tempi”.

Mattia Fachinetti

 


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