Dopo sessantadue edizioni, è difficile trovare qualcosa di unico per iniziare a raccontare la nuova stagione di Formula 1 che inzia tra meno di tredici ore in Australia. Da sessantatré anni, commentatori più o meno esperti si mettono al microfono per raccontare uno degli sport più seguiti del mondo e si pongono, sempre di più, il problema di come puntare il dito sulla nuova annata, e dire che sarà ancora più incredibile di quelle passate.

Stavolta, però, è diverso, e basta un numero: sei, come i campioni del mondo alla partenza della nuova stagione, mai così tanti in una sola griglia di partenza. Il 25% dei piloti, domenica, può vantare almeno un titolo mondiale, per un totale di quattordici corone iridate in tre file di schieramento.

La metà, va da sé, sono di Schumy, ma ci sono anche le due di Vettel e Alonso, e quelle di Hamilton, Button e del rientrante Raikkonen. Che, con un coraggio non indifferente, torna a mettersi in gioco dopo un’uscita dalla categoria non proprio onorevole, piuttosto in ombra e demotivato dopo il suo anno di gloria.

Ce n’è abbastanza, allora, per volersi svegliare ad orari assurdi pur di seguire il Gran Premio “meno guardabile dell’anno”, parole del padrone di casa Bernie Ecclestone, e provare a scoprire una nuova, lunghissima annata: venti gare, anche qui record per la categoria, con il ritorno del Bahrain saltato per le vicende politiche dello scorso anno e il grosso punto interrogativo della gara in Texas, che segna il rientro degli Stati Uniti in Formula 1.

Molte le modifiche al regolamento tecnico, sopratutto sull’altezza del cono frontale (e da lì, il proliferarsi degli “scalini”, il più brutto particolare aerodinamico in oltre sessant’anni di F1 e non si discute su questo) e sugli scarichi soffiati che ora sono definitivamente messi al bando: se sarà abbastanza per forzare la supremazia Red Bull lo vedremo nelle prossime settimane. Sicuramente, però, la chiave dell’anno sarà sopratutto la strategia: la Pirelli ha introdotto mescole ancora più morbide per il 2012, rendendo ancora più difficile la gestione degli pneumatici che tante “gioie” ha regalato nel 2011.

Anche il cambio gomme subirà variazioni: è stato bandito l’uso di elio nelle pistole pneumatiche che si usano ai pit-stop, e questo dovrebbe rallentare la soste flash viste dallo stop ai rifornimenti, con tempi praticamente mai superiori ai quattro secondi.

L’Albert Park, quindi, ospiterà la prima puntata di una serie che ha cercato di rinnovarsi in alcuni punti chiave, pur mantenendosi il più possibile fedele allo schema che negli ultimi anni ha regalato campionati piuttosto dominati ma gare sempre spettacolari e combattute. È certo che davanti ci saranno i soliti noti, Ferrari, Red Bull e McLaren, ma ancora una volta è attesa al banco di prova la Mercedes, inchiodata come sempre un gradino sotto i top team, e la Lotus di Raikkonen e Grosejean che dovrà convertire la velocità nei test in concreti risultati. Uno passo non da poco, visto che bastano dieci chili di carburante in meno per abbassare il proprio tempo sul giro di tre decimi, e nei test si può arrivare ad alleggerirsi fino a 160 chili.

Il pack di centro gruppo sarà, come nel 2011, quello più ruvido: Force India, Sauber, Toro Rosso e, probabilmente, la nuova Caterham (che finalmente avrà il KERS) sono attese al bis dopo lo scontro epico per il sesto posto messo in pista meno di dodici mesi fa. In fondo alla griglia, praticamente senza test, HRT e Marussia (ex Virgin) che all’Albert Park faranno passerella e metteranno insieme il più grande numero di chilometri possibile. Di gareggiare sul serio, per ora, non se ne parla.

Chiudiamo con gli ultimi cenni tecnici per il GP d’Australia: la Pirelli porterà le gomme a mescola media, del tradizionale colore bianco, e quelle “gialle”, più morbide e largamente usate già lo scorso anno. La gara si svolge su un tracciato semi-permanente, con livelli di grip estremamente variabili col progredire del week-end e per questo motivo si attende poca attività in pista al venerdì mattina, nonostante da quest’anno le squadre possano usufruire di tutti gli undici set a disposizione per il week-end fin dal primo minuto delle libere. Al circuito non sono stati apportate modifiche sostanziali, tranne alcuni accorgimenti di sicurezza, ma è stata aggiunta una zona DRS portando a due i tratti in cui sarà possibile usare l’apertura dell’ala posteriore. Oltre al rettilineo di partenza, sarà infatti possibile aprire di nuovo l’ala nel “curvone” immediatamente successivo alla prima chicane.

Gli orari del fine settimana

Venerdì 15 Marzo
02:30 – Libere 1
06:30 – Libere 2

Sabato 16 Marzo
04:00 – Libere 3
07:00 – Qualifiche

Domenica 17 Marzo
07:00 – Gara

Massimo Caliendo


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