Sebastian Vettel, 7 Certo che è strano, vedere lui, nella Red Bull, fare errorini in qualifica e gara. La Safety Car a metà gara grazia lui e Webber regalandogli una piazza in più, ma mostra una buona competitività e, in ultimo, si candida ancora per essere tra i protagonisti in gara.

Mark Webber, 6 Si sveglia più tardi del dovuto, quando oramai la quarta piazza è acquisita: buono per scappare da un Alonso in crisi di gomme, non per recuperare Hamilton. Come Vettel, la Safety Car gli regala il sorpasso proprio sullo spagnolo, ma a differenza del compagno di squadra, il posto se lo sarebbe probabilmente guadagnato lo stesso.

Jenson Button, 10 Per anni abbiamo atteso un Button così. Dalle gare in ultima posizione con la Honda, l’exploit mondiale con la Brawn che sembrava un momento di gloria in una carriera poco brillante, alla seconda parte di 2011 ad altissimi livelli fino al semaforo verde di Melbourne, l’infilata all’interno di Hamilton e la solita gara super consistente, senza mai un errore e velocissimo.

Lewis Hamilton, 8 Visto che è la prima gara della stagione, siamo un po’ più generosi: Hamilton è autore di un week-end di altissimo livello, con una qualifica solidissima e una gara perfetta al 99%. Fa un solo errore in partenza, e perde la prima posizione, poi è sfortunato con la Safety Car e ne perde un’altra. Punito forse eccessivamente da un po’ di sfortuna, ma è sempre tra quelli da battere.

Fernando Alonso, 7 È il pezzo più pregiato di una Ferrari che zoppica ancora, come l’anno scorso, male in qualifica, benino in gara ma aggrappata al talento del suo pilota di punta. Sopratutto in prova, però, si vedono tutti i limiti della rossa: la macchina scivola costantemente, trae in inganno sia lui che Massa, e solo in gara esce qualcosa di buono. Troppo poco, perché davanti vanno più veloci, molto più veloci.

Felipe Massa, 4,5 Nella ghiaia il venerdì, in pista il sabato ma comunque più lento di Alonso nella ghiaia (!!!), in gara dopo una bella partenza scivola sempre più in fondo alla graduatoria e nel momento dell’incidente con Senna, con responsablità condivise, si trova in tredicesima posizione, mentre Alonso lotta per la quarta. Qualcosa non va nella macchina, molto più di qualcosa, ma anche il pilota non ci mette tutto quello che può.

Michael Schumacher, 8,5 Un inizio di stagione che poteva essere glorioso: velocissimo in qualifica, bravo nei primi dieci giri di gara anche se la Mercedes continua ad essere una monoposto divora-gomme, poi il cambio si rompe e lo lascia a piedi. I tempi in cui si ritirava per un guasto tecnico ogni cinquanta gare sono lontani, i tempi in cui faceva la differenza, forse, non lo sono più.

Nico Rosberg, 7 Per la prima volta appare seriamente in debito di velocità rispetto a Schumacher senza che ci siano diverse ragioni tecniche, anche se in gara mantiene un buon quarto posto nelle fasi iniziali. Poi le gomme finiscono, facendolo retrocedere fino al sesto posto, dove arriva a contatto con Perez e da lì finisce fuori dai punti.

Kimi Räikkönen, 6 La sua gara è rovinata al sabato: prende spazio per avere pista libera per il suo ultimo giro, ma intanto che rallenta il tempo finisce e lui rimane fuori fin dalla Q1. Fa una buona partenza, ma rimane costantemente imbottigliato nel traffico, e oltretutto subisce il rallentamento nell’incidente alla prima curva. Non può far meglio della settima posizione, ma probabilmente poteva fare di più qualificandosi meglio.

Romain Grosjean, 8 Nelle prime posizioni, ma poi centrato da Maldonado dopo due giri e messo fuori gara. Un vero peccato perché la Lotus sembrava in formissima e Grosjean aveva tutte le carte in regola per portarla facilmente nei punti a fine gara.

Paul di Resta, 7 Un colpo di KERS all’ultimo rettilineo utile per infilare Vergne e prendersi l’ultima posizione a punti in una gara passata tutta a centro gruppo, in un duello durato oltre sessanta giri.

Nico Hülkenberg, s.v. Messo fuori gioco nel tamponamento della prima curva, si rifarà in Malesia.

Kamui Kobayashi, 7 Come al solito, il giapponese è sempre all’attacco e porta a casa un buon sesto posto, che con l’ottavo di Perez mette insieme dodici punti e piazza la Sauber al terzo posto tra i costruttori dopo la prima gara.

Sergio Pérez, 9 Da ventiduesimo a ottavo, con una sola sosta ai box, e poteva fare meglio: il contatto con Rosberg nelle fasi finali di gara, infatti, lo fa scalare di una posizione proprio all’ultimo giro.

Daniel Ricciardo, 7 In partenza tocca tutte le macchine che può, come afferma sorridendo a fine gara, ma sopravvive al mucchio e, grazie anche alla Safety Car, si mette a portata di punti, ottenendone due nella volata finale.

Jean-Éric Vergne, 7 Volata finale che lo vede battuto, per un decimo, che fa la differenza tra fare punti all’esordio o no: è forse il meno esperto di tutti nell’ultimo duello, ma Vergne è comunque protagonista di una domenica eccellente, concreta e senza errori, come dovrebbe fare un esordiente come lui.

Pastor Maldonado, 5 Certo che sarebbe stato bello superare Alonso all’ultimo giro e prendersi un quinto posto dopo un anno di delusioni. Segnare la rinascita della Williams con una prestazione finalmente all’altezza del nome che porta. Però, a volte, per ottenere tutto questo, bisognerebbe non schiantarsi a quattro curve dalla fine, con un banale errore come il suo.

Bruno Senna, s.v. Senna passa la sua domenica ad essere tamponato: in partenza, poi da Massa, e infine si ritira con la sua monoposto a pezzi. La Williams fa zero punti, come spesso ha fatto nel 2011, solo che stavolta poteva ottenere moltissimo. C’è di buono che il passo della nuova monoposto è competitivo, e che la stagione è lunga, molto lunga.

Heikki Kovalainen, e Vitaly Petrov s.v. La Caterham mette i suoi piloti su strategie differenti, ma la prestazione rimane costante nonostante le diverse mescole e i due corrono appaiati fino a quando, in tre giri, entrambi vengono appiedati dalla scarsa affdabilità: Petrov rompe il servosterzo e Kovalainen fa fuori prima il KERS e poi una sospensione. Sarà arretrato di cinque posizioni in Malesia per aver superato in maniera irregolare la Safety Car. “Quanto sarà penalizzante partire cinque posizioni indietro?”, gli chiede un fan su Twitter, “per nulla, mi basterà qualificarmi cinque posizioni meglio del solito”, risponde lui.

Pedro de la Rosa, e Narain Karthikeyan, s.v. Stratosfericamente lontani dal 107% in qualifica, prendono l’aereo della domenica e tornano a casa molto prima del dovuto.

Timo Glock, 7 In quello che è stato, di fatto, il test pre-stagionale della Marussia, Glock ingaggia un duello con le Caterham nelle prime fasi di gara, portando la monoposto alla quattordicesima posizione finale.

Charles Pic, 7 Classificato quindicesimo all’esordio anche se ritirato a pochi giri dalla fine per problemi di pressione nel suo motore Cosworth.

Massimo Caliendo


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