A partire dalla stagione 2014, commenteremo ogni GP di Formula 1 con gli Up&Down di Stop&Go: chi sale e chi scende in ogni gara del mondiale che troverà il primo campione della nuova era del turbo. Iniziamo quindi da Melbourne: tante le incognite prima di domenica scorsa e senz’altro pochissime le certezze dopo la bandiera a scacchi.

UP – Mercedes, McLaren, e un piccolo danese

Fin dai test invernali era più che chiaro che la Mercedes era l’azienda che di più aveva beneficiato del cambio di regolamento: azienda, e non squadra, perché anche le varie motorizzate dalla casa a tre punte hanno senz’altro giovato del cambio di passo del motorista teutonico. Hamilton ha guadagnato una grande pole position, Rosberg ha vinto la gara, e anche se il ritiro dell’inglese dopo pochi giri non è certo una buona notizia, l’impressione è che risolti i primi problemi di gioventù le frecce d’argento possano davvero essere inarrivabili.

Ma anche la McLaren-Mercedes, che lo scorso anno non ha conquistato neanche un podio, si è ritrovata a Melbourne con due piloti tra i primi tre: una volta ufficializzata la squalifica di Ricciardo, a Button è arrivata la medaglia di bronzo, mentre al secondo posto si è piazzato l’esordiente Kevin Magnussen.
Classe 1992, e faccia che mostra tutti i suoi ventidue anni, Magnussen (al quale dedichiamo la copertina) ha strappato un podio straordinario a Melbourne lasciando a bocca aperta molti: che fosse un talento era già noto, che fosse così preparato e veloce sicuramente no. Magnussen si aggiunge a quella fila di “giovani” che hanno esordito e stupito, da Hamilton a Rosberg passando per il quattro volte campione del mondo Vettel: gli esordienti di oggi, sopratutto quelli europei, arrivano in F1 preparati e competenti come mai prima.

DOWN – Cosa hanno in comune Lotus e Red Bull?

Ovviamente il motore Renault: all’opposto esatto di quanto fatto da Mercedes, le squadre motorizzate Renault sono le più azzoppate del campionato: sarebbe troppo facile infierire sulla Lotus che si classifica ultima e penultima al sabato, e si ritira con entrambe le vetture per guasti meccanici alla domenica. Maldonado e Grosjean, a metà tra il disperato e il depresso, si ritrovano per le mani una macchina lenta, inaffidabile, e per di più difficilissima da guidare.

Ma anche la Red Bull, che dai suoi motoristi francesi ha tirato fuori otto mondiali negli ultimi due anni, è finita vittima del vortice Renault che sta inghiottendo tutto quello che di buono è stato fatto in questi anni: Vettel ha trascorso un week-end devastato da problemi di ogni sorta, culminato in un ritiro per cause meccaniche dopo due giri di gara, Ricciardo aveva salvato la giornata ma con una mappatura irregolare del motore che ha infranto le nuove regole sul consumo di benzina. Morale, un quadruplo zero in classifica, sempre se non si vuol contare i problemi di Ericsson (Cathteram-Renault) e l’incidente di Kobayashi per la rottura dei freni.

Massimo Caliendo


Stop&Go Communcation

Gli Up&Down del GP d’Australia: chi sale e chi scende dopo la prima gara del mondiale di Formula 1, a Melbourne.

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/03/updown3jhkj.jpg Formula 1 – Round 1, Melbourne