Notevole prova di forza da parte del vincitore Jenson Button, capace di portare la Brawn, all’esordio assoluto in F.1, sul tetto del mondo nel Gran Premio d’Australia a Melbourne. Il pilota inglese, che fino ad un mese fa rischiava seriamente di doversi prendere un anno sabbatico in seguito all’addio della Honda, ha dominato la corsa dal primo all’ultimo giro imponendo agli avversari un ritmo insostenibile. Qualche problema in più per il suo compagno di squadra Rubens Barrichello, salito comunque sul secondo gradino del podio nonostante un avvio a rilento che non lasciava presagire nulla di buono. Il brasiliano ha così completato la doppietta della scuderia nata sulle ceneri della Honda. Da segnalare l’incredibile rimonta compiuta da Lewis Hamilton, inaspettatamente terzo al traguardo dopo il contatto Vettel-Kubica e la penalizzazione di Trulli. Gara da dimenticare per i ferraristi, anche se ancora una volta Felipe Massa ha dimostrato di saper tenere a bada il compagno di squadra, vittima dei suoi nervi nell’uscita di pista che di fatto l’ha estromesso anticipatamente dalla competizione. 

Le valutazioni  

Lewis Hamilton (voto 8,5): Viene retrocesso in ventesima posizione in seguito alla penalizzazione inflittagli dai commissari per la sostituzione del cambio dopo le qualifiche, poi però parte diciottesimo approfittando della squalifica delle due Toyota. Efficace nelle difficili fasi della partenza, il campione del mondo in carica non si lascia intimidire dal fatto di doversi districare nelle retrovie e riesce rapidamente a risalire la china. La terza posizione finale rappresenta un bel regalo di Vettel e Kubica, che molto gentilmente si eliminano a vicenda finendo per favorire l’inaspettato recupero dell’inglese. La MP4-24 vista a Melbourne è infatti una vettura lenta e scomposta in qualifica che può al massimo puntare all’ottavo posto in gara, esattamente come profetizzava Hamilton alla vigilia del fine settimana australiano. Lewis dal canto suo si dimostra irriducibile nei duelli ravvicinati e soprattutto non si lascia prendere dal panico pur trovandosi in una situazione di ritardo tecnico in cui molti altri suoi colleghi avrebbero facilmente perso la testa. Ha acquistato la sicurezza che solo un campionato del mondo vinto sul filo di lana può dare ed è da lui che deve partire la rinascita della McLaren.  

Heikki Kovalainen (non giudicabile): Resta coinvolto nell’incidente che costringe Nick Heidfeld e Adrian Sutil ad una sosta imprevista ai box, subito dopo la partenza, per effettuare le riparazioni del caso. A differenza dei piloti di Bmw e Force India, il finlandese della McLaren si ritrova con una sospensione completamente divelta e non può far altro che raggiungere il suo box per parcheggiare mestamente la MP4-24. Gran Premio finito per Heikki ancora prima che questo fosse cominciato davvero, impossibile quindi esprimere un giudizio probante sul suo rendimento in gara.  

Felipe Massa (voto 7): Alla partenza mostra i muscoli e mette subito in chiaro di non essere giunto a Melbourne tanto per fare la comparsa. Assistito dal KERS installato sulla sua Ferrari, il brasiliano risale rapidamente fino al terzo posto, ma l’illusione per i tifosi della Rossa dura lo spazio di nove giri. Il team ha scelto di far montare gomme morbide ad entrambi i piloti nella speranza di recuperare posizioni al via, la decisione però si ritorce contro gli uomini di Stefano Domenicali dal momento che, dopo un inizio agguerrito, gli pneumatici accusano un consistente degrado. La vettura diviene ben presto inguidabile e Massa si vede costretto ad anticipare la sosta ai box. Rientrato in pista undicesimo, dopo l’ingresso della safety car per rimuovere la vettura incidentata di Nakajima la corsa sembra andare incontro a Felipe che ha già montato le gomme dure, capaci di garantire performance più stabili rispetto alle morbide. Invece, a dodici giri dalla bandiera a scacchi, il brasiliano rallenta improvvisamente l’andatura a causa di un problema tecnico, riesce miracolosamente a raggiungere la sua postazione box, ma per lui è il ritiro. Punti preziosi persi sia da Massa che dalla Ferrari in un Gran Premio nel quale era lecito limitare almeno i danni.       

Kimi Raikkonen (voto 4,5): Meno incisivo del compagno di squadra fin dalle qualifiche, l’ex campione del mondo tenta di far ricredere gli spettatori assiepati sulle tribune dell’Albert Park provando subito un attacco a Robert Kubica nelle fasi iniziali di gara. Il finlandese dà quindi l’impressione di poter vivacchiare tra la quinta e la sesta posizione senza peraltro mostrare particolari acuti. La sua avventura nel Gran Premio termina con un banale testacoda in uscita della curva Ascari, in seguito al quale Kimi tocca violentemente il muro. Scottato dall’errore commesso, l’ex iridato tenta di tornare in pista per concludere la corsa, ma i danni sulla sua F60 sono troppo rilevanti e il ferrarista non riesce nemmeno a vedere la bandiera a scacchi.  

Robert Kubica (voto 7,5): Ecco come si fa ad avere la vittoria di un Gran Premio in pugno e gettarla alle ortiche. Si dovrebbe intitolare così un ipotetico manuale scritto dal pilota polacco, il cui rendimento in gara è stato all’altezza delle aspettative almeno fino al maldestro contatto con Vettel. In lotta per la seconda posizione a tre giri dalla bandiera a scacchi, Kubica non ha saputo trovare il varco necessario per sorpassare il rivale della Red Bull e issarsi così in seconda posizione, potendo ancora contare su ottime possibilità di attaccare Button, alle prese con una resa non ottimale degli pneumatici morbidi, in un ultimo giro che sarebbe stato da cardiopalma. Nessuno nutre dubbi sulle doti di Kubica, ma la storia della F.1 insegna che lasciare punti per strada nei primi Gran Premi non può certo rivelarsi un’idea saggia.   

Nick Heidfeld (voto 4): In gara non lo si vede praticamente mai, se non alla partenza, quando è costretto a rientrare ai box con una sospensione quasi staccata in seguito ad un contatto malandrino con alcuni avversari. Nonostante l’inconveniente della prima curva, il tedesco, unico pilota Bmw a disporre del KERS, riesce a proseguire e a concludere una corsa del tutto anonima in decima posizione. Non è questo che il team si aspetta da lui e per Heidfeld sarà fondamentale cambiare registro già a partire dal prossimo fine settimana in Malesia.  

Fernando Alonso (voto 6,5): In Australia lo spagnolo riesce a mettere a frutto otto anni di onorata esperienza trascorsi nel Circus. Tutt’altro che irresistibile in qualifica con una recalcitrante Renault, il due volte iridato emerge sulla distanza in una gara che tradizionalmente premia la pazienza dei piloti. Raramente impegnato in duelli ravvicinati, Fernando pensa a tenersi lontano dai guai e anche se le prestazioni della R29 continuano a non essere esaltanti, lui si accontenta di raccogliere quattro punti, utili più per il morale che per il Mondiale.  

Nelson Piquet (voto 4,5): Inesistente in qualifica, il brasiliano della Renault approfitta del caos che si crea alla partenza tra Heidfeld, Kovalainen e Sutil per recuperare qualche posizione. In un Gran Premio come quello di Melbourne avrebbe tutte le chance per concludere in zona punti, ma al momento della ripartenza dopo i giri percorsi dietro la safety car finisce nella sabbia per non aver scaldato a sufficienza le gomme. L’ennesimo errore che conferma, se mai ce ne fosse il bisogno, i dubbi del Managing Director Flavio Briatore nei confronti di un pilota finora incapace di reggere psicologicamente l’impatto con il difficile mondo della F.1. 

Jarno Trulli (voto 8): Parte dalla pit-lane dopo la squalifica delle Toyota, ma nonostante l’handicap non indifferente di ritrovarsi nelle ultime posizioni, spinge come un dannato sull’acceleratore e la sua tattica paga dal momento che si ritrova terzo al traguardo. Felicissimo per il risultato ottenuto sul campo, il pilota abruzzese viene poi retrocesso in dodicesima posizione per un sorpasso ai danni di Hamilton, effettuato quando in pista c’era ancora la safety car. Un vero peccato, perché la sua distrazione ha privato lo staff della Toyota di un podio che pareva già essere acquisito.  

Timo Glock (voto 7): Corre sottotraccia per buona parte del Gran Premio badando soprattutto a restare lontano dai guai. La strategia adottata consente al pilota tedesco, protagonista di un testacoda senza conseguenze proprio davanti al ferrarista Raikkonen, di trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Approfitta della collisione tra Vettel e Kubica per risalire in classifica, quindi beneficia della penalità inflitta al compagno di squadra Trulli e lascia Melbourne con un positivo quarto posto in saccoccia che salva il bilancio della Toyota.  

Sebastien Bourdais (voto 4): Quasi sicuramente molti degli appassionati presenti sulle tribune dell’Albert Park nemmeno si saranno accorti della sua presenza in gara. Effettivamente il francese non ha combinato granché per poter sperare che qualcuno si accorgesse di lui. Ancorato alle ultime posizioni, Sebastien ha perso il primo confronto diretto col più giovane e inesperto compagno di squadra Buemi, guadagnando un punticino soltanto grazie al contatto Vettel-Kubica e alla penalizzazione di Trulli.  

Sebastien Buemi (voto 8): Unico esordiente del Mondiale 2009, lo svizzero può già contare su numerosi chilometri di test percorsi sulla Toro Rosso in inverno. Certo, la nuova STR4 è tutta da scoprire, ciononostante Sebastien ci mette del suo, mostrando di non nutrire timori reverenziali né durante il duello con il più smaliziato Massa né tanto meno nel confronto con l’esperto compagno di squadra. Conquista due punti al debutto andando persino oltre quelle che erano le ragionevoli aspettative della scuderia. Franz Tost, il team principal di Toro Rosso, aveva dichiarato alla vigilia di aspettarsi un Buemi leggermente meno competitivo di Bourdais, i fatti però dimostrano il contrario.  

Mark Webber (voto 5): Resta invischiato nel caos della partenza quando Barrichello, in un ottimistico tentativo di sorpasso, finisce per tamponarlo. A sua discolpa bisogna ammettere che si è trovato nel posto meno indicato proprio mentre sopraggiungeva il rivale brasiliano, desideroso di recuperare dopo l’errore alla partenza. Come tempi sul giro non riesce a tenere il ritmo del compagno di squadra Vettel, ma se non fosse rimasto vittima della foga di Rubens avrebbe quanto meno potuto ottenere un piazzamento in zona punti.   

Sebastian Vettel (voto 7): In qualifica, Brawn a parte, realizza il giro perfetto e si esprime su eccellenti livelli anche in gara, fino a quando, complice il degrado delle gomme, non viene raggiunto da un Robert Kubica deciso a prendersi il secondo posto. A tre giri dalla bandiera a scacchi, il polacco della Bmw non riesce ad indovinare il momento propizio per proporre l’attacco al rivale della Red Bull, Vettel però fa di tutto per rendere la vita difficile a Kubica, opponendo una strenua resistenza. Inevitabile il violento contatto tra i due. Sebastian percorre ancora parecchi metri con la vettura ridotta a brandelli prima di decidere che è giunto il momento di fermarsi. Il giovane pilota tedesco, giudicato colpevole dalla FIA nell’incidente con Kubica, subirà un arretramento di dieci posizioni sulla griglia di partenza del Gran Premio della Malesia nel prossimo fine settimana. La calma, si dice, è la virtù dei forti, ma almeno in questo caso Vettel ha dimostrato di non volersi affidare ai proverbi.   

Nico Rosberg (voto 6,5): Ridimensionato in qualifica dopo il dominio palesato nelle tre sessioni di prove libere, il tedesco della Williams ha condotto una prima parte di gara accorta con l’obiettivo di mantenersi nella zona punti. Montate le gomme morbide nel finale, Nico ha rischiato di venire risucchiato dal gruppo visto che in quel frangente diversi avversari, tra cui Alonso e Barrichello, sono riusciti nell’impresa di sopravanzarlo. Negli ultimi giri può trarre vantaggio dalla collisione Vettel-Kubica e dall’arretramento di Trulli, i tre punti conquistati sono però ben poca cosa rispetto a quanto le prestazioni sul giro secco della sua Williams facevano sperare. 

Kazuki Nakajima (voto 4,5): Tipica gara alla Nakajima. Il giapponese della Williams sembra inizialmente in grado di potersi inserire nella lotta per la zona punti, ma dopo diciassette giri tutto sommato tranquilli Kazuki aggredisce con eccessiva veemenza un cordolo per poi finire a muro alla curva del Canottaggio. Prima interruzione della corsa con ingresso della safety car e Gran Premio finito per il pilota lanciato in F.1 dalla Toyota, che dimostra una volta di più di non poter rappresentare uno stimolo per Nico Rosberg.  

Adrian Sutil (voto 4,5): Corre costantemente nelle retrovie con una Force India che non può al momento consentire alcun exploit ai suoi piloti. Adrian evidentemente capisce subito la situazione anche perché non dà l’impressione di volersi sforzare molto nel tentativo di cambiare le cose. Alla fine precede il compagno di squadra Fisichella pur mostrandosi meno efficace del pilota romano, mentre gli eventi della corsa lo portano a classificarsi a ridosso della zona punti.   

Giancarlo Fisichella (voto 5): Sfodera una buona prestazione complessiva, ma finisce col macchiare irrimediabilmente la sua gara grazie al tragicomico errore compiuto in corsia box. Rientrato per il primo rifornimento dopo essere riuscito a risalire fino all’ottavo posto, Giancarlo sbaglia il punto di frenata e non si posiziona correttamente sulla piazzola di sosta riservata alla Force India, facendo perdere secondi importanti alla squadra. Conclude undicesimo, eppure resta la convinzione che, senza l’evitabile errore di Fisichella, per la scuderia indiana sarebbero potuti arrivare i primi punti.   

Jenson Button (voto 10): In seguito alla magistrale pole position conquistata nelle prove ufficiali, nel paddock ci si interrogava in merito al fatto se Jenson si sarebbe rivelato in grado di conquistare una vittoria almeno in parte già ipotecata alla vigilia. Ebbene il pilota inglese, vissuto negli ultimi anni all’ombra della nuova stella Lewis Hamilton, dimostra di saper tirare fuori il talento al momento giusto, proprio quando i piloti subito alle sue spalle si danno battaglia finendo poi per eliminarsi a vicenda. Estremamente lucido anche nei momenti concitati della ripartenza dopo il periodo di safety car, Button coglie sul circuito di Melbourne il secondo successo della carriera. Se poi la Corte d’Appello Internazionale deciderà il prossimo 14 aprile di ritenere i diffusori della Brawn non conformi al regolamento, nessuna colpa potrà comunque essere imputata al 29enne pilota britannico, capace in Australia di prendersi una bella rivincita sui suoi detrattori.  

Rubens Barrichello (voto 6,5): L’emozione di ritrovarsi in prima fila tradisce il brasiliano della Brawn, se è vero che alla partenza Rubens si muove a rilento e viene superato da diverse vetture. Barrichello rischia quindi di concludere anzitempo il suo Gran Premio contro la Red Bull di Webber, in questo caso però gli viene in soccorso un po’ di fortuna, tanto da consentirgli di transitare settimo ma comunque indenne al termine del primo passaggio. L’alfiere della Brawn inizia a girare su ottimi tempi e, grazie anche al valzer dei pit-stop, nel finale risale fino al quarto posto. E lì resterebbe se a tre giri dalla fine Vettel e Kubica non decidessero di innescare un incidente che favorirà il passaggio di Barrichello in seconda posizione, subito dietro all’imprendibile compagno di squadra Button. Il podio conquistato dall’ex ferrarista rappresenta forse un omaggio tardivo della Dea bendata al pilota originario di San Paolo dopo momenti decisamente bui vissuti ai tempi della convivenza con Michael Schumacher in Ferrari. Ma non potrà sempre andargli così bene.   

Ermanno Frassoni


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/albert-park-podium.jpg Melbourne – Le Pagelle della Gara: Inarrestabile Button e grande rimonta di Hamilton. Fuori Vettel e Kubica, errore di Raikkonen