Fra i momenti più esaltanti del Gran Premio del Belgio, e forse anche dell’intero Mondiale, vi è stato sicuramente il duello fra Fernando Alonso e Mark Webber, con quest’ultimo capace di superare il due volte Campione del Mondo all’ingresso dell’Eau Rouge dopo un duello ruota contro ruota nel rettilineo opposto alla corsia box dopo il tornante de La Source.

Una sfida fantastica, nella quale Webber ha mantenuto il piede sull’acceleratore senza mostrare un attimo di esitazione: “In quel momento non hai molto tempo per tirare fuori la calcolatrice, quindi penso che la maggior parte della corse fosse gravata dalla frustrazione per la partenza, così quando sono uscito dalla scia di Fernando ovviamente eravamo molto, molto vicini a scendere verso l’Eau Rouge e sapevo che Fernando avrebbe usato un po’ il KERS e di conseguenza anch’io l’ho usato”.

L’australiano ha poi proseguito nel suo racconto: “Avevo un traino logicamente e poi ho pensato che se avessi raggiunto l’interno avrei potuto disporre della linea migliore, ma chiaramente siamo entrambi piloti di esperienza, nessuno di noi avrebbe rinunciato troppo facilmente, quindi è stata una bella battaglia e soprattutto davvero gratificante poiché tutto è funzionato alla perfezione”, ha detto quasi in preda all’esaltazione.

Tuttavia, per diverse ragioni, se avesse dovuto affrontare un pilota più giovane, ci avrebbe riflettuto maggiormente su una manovra del genere: “Ci vogliono due ragazzi che facciano un buon lavoro per far in modo che tutto vada nella maniera giusta come in questo caso, quindi è più gratificante quando puoi fare ciò con un qualcuno come Fernando perché lui è un pilota di classe mondiale e sa quando si raggiunge il limite – ha evidenziato Webber successivamente – Ovviamente il mio atteggiamento sarebbe potuto essere diverso con qualcuno altro, lasciatemelo dire, ma alla fine ha funzionato per me oggi, però a Monza potrebbe essere il suo turno nei miei confronti”.

Un Mark che analizza in modo onesto tutto quanto vissuto, anche gli istanti del sorpasso: “Ho fatto un respiro profondo al termine della discesa, mi sono buttato dentro ed ho guardato negli specchietti in cima vedendo che lui era ancora dentro… – ha infine aggiunto – Bene, lui non ha avuto scelta, logicamente ha dovuto… Uno di noi doveva alzare il piede ed io avevo una linea leggermente migliore ed è stato lui che ha dovuto cedere”.

Mattia Fachinetti


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/10/f1-310811-webber.jpg Mark Webber svela gli istanti del sorpasso su Alonso all’Eau Rouge