Consapevole di dover giocare la sua parte insieme al team principal Christian Horner e al compagno di squadra Sebastian Vettel in modo da sottrarre la Red Bull dalla graticola in seguito alle polemiche di Silverstone sull’assegnazione della nuova ala anteriore a ‘Wonder Boy’, Mark Webber ha fatto le prime ammissioni rivelando che la situazione è già stata chiarita sebbene nei delicati meccanismi della compagine con sede a Milton Keynes permanga un po’ di inevitabile rammarico causato dall’improvvida gestione di una vicenda altamente delicata e quindi meritevole di ben altra riservatezza.

Il mio disappunto è esploso alla domenica – ha spiegato Webber – soltanto perché, come avviene per tutti i miei colleghi, desidero prendere il via di un Gran Premio potendo contare sulle maggiori chances di successo. Vettel ha ricevuto la nuova componente aerodinamica senza che la squadra mi motivasse quella decisione, almeno fino al sabato pomeriggio. Ovviamente riesco a comprendere certe situazioni, ovverosia quando un team si trova a dover supportare un solo pilota dal momento che questi è in lotta per il campionato, ma nel debriefing tenutosi nella factory di Milton Keynes ognuno di noi ha chiarito il suo punto di vista. D’ora in poi chi sarà davanti in classifica generale potrà sempre beneficiare di eventuali nuove soluzioni”.

Il 33enne driver australiano, risalito al terzo posto in campionato a quota 128 lunghezze dopo il successo maturato nel Gran Premio di Gran Bretagna, incolpa l’adrenalina che in uno sport competitivo del calibro della F.1 lascia talvolta prevalere l’emotività a discapito della ragione: “Tutti vogliamo essere competitivi, pertanto in diverse occasioni le emozioni e la conseguente adrenalina dominano sugli altri sentimenti. Il mio commento pronunciato via radio allo sventolare della bandiera a scacchi (‘niente male per un numero due’, ndr) era sarcasmo all’australiana. Dentro di me ho invece subito provato una grande felicità per essermi aggiudicato uno dei Gran Premi più importanti della stagione”.

Nessun problema di sorta, dunque, nella relazione col team principal Horner: “Io e Christian ci conosciamo da molti anni, siamo buoni amici e ci rispettiamo a vicenda. Non dimentichiamo inoltre che stiamo continuando a fare affari insieme, come dimostra la decisione di creare una squadra volta alla valorizzazione dei giovani talenti nella GP3 Series”.

Webber ha qualcosa da dire anche a chi lo accusa di avere spinto sui binari sbagliati il rapporto col team-mate Vettel: “Non siamo mai stati nemici. Il discorso è molto più semplice, in pista puntiamo entrambi a vincere e una rivalità di questo genere tra compagni di scuderia non rappresenta nulla di strano in F.1”.

Ermanno Frassoni


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/webbg1.jpg Mark Webber esprime rammarico per le polemiche di Silverstone: “La vicenda ci è sfuggita di mano”