Daniil Kvyat, poi Kimi Raikkonen e Daniel Ricciardo: il virtualissimo podio del venerdì di Singapore è tanto imprevedibile quanto clamoroso. Niente Mercedes, ma tanta Red Bull e una Ferrari più che interessante.

Ci sono pochi millesimi tra il giovanissimo della Red Bull Racing e il finlandese della Ferrari: un’inezia, considerato che il leader del mondiale Lewis Hamilton si trova tre decimi più indietro, solo quarto, e che sul passo gara non ha mostrato di poter annichilire né Kvyat stesso né Ricciardo. Sui long run ha mostrato qualche limite in più la Ferrari, che pure piazza Vettel in quinta posizione con meno di un centesimo di differenza rispetto alla prima delle Mercedes: una classifica pazza, del tutto in controtendenza con la storia di questa stagione.

Se davanti il pacchetto è compatto e pieno di occhiate di traverso tra un box e l’altro, a scrutare carichi di benzina e strategie del venerdì, subito dietro la competizione è apertissima: Force India in grande spolvero, con Perez sesto e Hulkenberg nono, McLaren sorprendente nelle mani di Alonso che si piazza abbondantemente in Top 10 (Button soffre di più, e chiude quattordicesimo), e Toro Rosso che con Verstappen ronza al margine della zona punti. Nelle posizioni alte della classifica c’è anche Rosberg, che però è solo settimo e alle prese con una power unit che non lascia esprimere il pieno potenziale della sua Mercedes.

Nelle retrovie le grandi assenti di oggi: Williams con Massa undicesimo e Bottas diciassettesimo, Lotus con Grosjean e Maldonado a cavallo della sedicesima e diciottesima posizione. Latita anche la Sauber, che con le novità aerodinamiche per ora rimane nelle posizioni di rincalzo, mentre ultima e staccatissima la Manor: all’incidente di Rossi della mattinata, al quale il team ha risposto rimettendo in pista la monoposto negli ultimi minuti della sessione, si è aggiunto il contatto contro le barriere di Stevens al primo giro della sessione serale, con conseguente limite del chilometraggio coperto oggi.

GP Singapore, Prove Libere 2 – Classifica:
1. Daniil Kvyat – Red Bull – 1:46.142
2. Kimi Raikkonen – Ferrari – 1:46.181 – +0.039
3. Daniel Ricciardo – Red Bull – 1:46.256 – +0.114
4. Lewis Hamilton – Mercedes – 1:46.479 – +0.337
5. Sebastian Vettel – Ferrari – 1:46.487 – +0.345
6. Sergio Perez – Force India – 1:46.659 – +0.517
7. Nico Rosberg – Mercedes – 1:46.781 – +0.639
8. Fernando Alonso – McLaren – 1:46.959 – +0.817
9. Nico Hulkenberg – Force India – 1:47.294 – +1.152
10. Max Verstappen – Toro Rosso – 1:47.427 – +1.285
11. Felipe Massa – Williams – 1:47.684 – +1.542
12. Felipe Nasr – Sauber – 1:47.755 – +1.613
13. Marcus Ericsson – Sauber – 1:47.795 – +1.653
14. Jenson Button – McLaren – 1:47.888 – +1.746
15. Carlos Sainz – Toro Rosso – 1:48.012 – +1.870
16. Romain Grosjean – Lotus – 1:48.096 – +1.954
17. Valtteri Bottas – Williams – 1:48.118 – +1.976
18. Pastor Maldonado – Lotus – 1:50.094 – +3.952
19. Alexander Rossi – Marussia – 1:56.739 – +10.597
20. Will Stevens – Marussia – 1:59.932 – +13.790

Massimo Caliendo


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Daniil Kvyat, poi Kimi Raikkonen e Daniel Ricciardo: il virtualissimo podio del venerdì di Singapore è tanto imprevedibile quanto clamoroso.

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2015/09/2015_sin_fp2_kvyat.jpg Marina Bay, Libere 2: Kvyat vola con la sorpresa Red Bull