La Magneti Marelli non è soddisfatta delle normative sul KERS, reintrodotto dalle squadre in questa stagione dopo l’accordo informale che ne ha stoppato l’utilizzo nel 2010. L’azienda italiana punta il dito soprattutto sulla questione economica: per limitare i costi, è stato stabilito che la fornitura del sistema ai team non debba superare il prezzo di 1 milione di euro, a cui se ne aggiungono altri 4 per ricerca e sviluppo.

“La regola è scritta male. Non è chiaro se i cinque milioni complessivi si riferiscano alla soluzione globale, o per ogni scuderia presa individualmente”, ha affermato Roberto Dalla, responsabile dei programmi sportivi.

“Magari qualcuno sostiene che sia il secondo caso da prendere in esame, e per questo abbia lavorato con un budget di 15 milioni”.

Il riferimento sembra chiaramente verso alla Mercedes: già nei mesi scorsi si era detto che la casa tedesca avesse interpretato in questa maniera il regolamento, per sviluppare il proprio KERS da destinare poi anche a McLaren e Force India.

Il sistema Magneti Marelli è servito invece da base per Ferrari e Renault, le quali invece hanno lavorato con il limite fissato a 5 milioni. La compagine di Maranello è fornitrice per Sauber e Toro Rosso, quella di Enstone per Red Bull Racing e Team Lotus.


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